ERBE MAGICHE: LA BETULLA di Katia

Le feste del Natale sono passate, il ritmo della vita resta ovattato tra camini fumanti e monti innevati.
I miei passi lasciano i segni sul candido tappeto, i suoni ovattati sussurrano una ninnananna per la natura dormiente, che sotto ad una coltre di neve aspetta il risveglio.
Un passero arruffato mi osserva incuriosito, mentre mi avvicino al simbolo dell’aurora: la Betulla. Il flusso magico del suo tronco mi dona armonia e amore.
Leggera come una danzatrice, si muove sinuosa al soffio gelido del Nord, lasciando che la neve cada luminosa dai suoi rami…
Un brivido mi assale, così lascio il contatto con l’albero e rientro nel tepore del mio mondo.
Apro con cura il mio libro magico ed ecco la Betulla.

Sinuosa, dalla grazia luminosa, la Betulla, sotto l’influsso della luna e del sole, è l’albero della luce cosmica. Pianta dell’amore, perché governata anche da Venere, la Betulla protegge i sentimenti puri e sinceri. Sembra che tra il pianeta e l’albero scorra un magico flusso che ammanta gli innamorati, proteggendoli.
Le tradizioni popolari raccomandano di piantare sul lato destro della casa due Betulle: il lato destro, perché è il lato solare e simboleggia la vita futura, due Betulle, perché questa pianta soffre di solitudine.
In antichi scritti di magia si racconta che gli amori più belli e poetici sono sbocciati proprio sotto questo gentile albero.

La Betulla è l’albero legato al principio, al germoglio vitale, ai primi passi sul sentiero prescelto, dona guarigione spirituale e fisica, allontana gli influssi negativi che disturbano il nostro animo, porta gentilezza nel nostro cuore, dando sensibilità e placando la parte dell’ego impulsiva. Questa pianta cosmica è il simbolo della purificazione fisica, mentale, spirituale; il suo potere inibisce l’influssi che portano a colmare il cuore di troppe emozioni, un cuore vuoto, porta al buon discernimento, l’animo non è attaccato e tutto si placa. Il potere della Betulla è quello di purificarci per iniziare la via.

Per gli sciamani, la Betulla è l’albero sacro per eccellenza: questa pianta cosmica è “la guardiana della porta”, la chiave che apre al neofita la via del cielo.
Durante l’iniziazione, il futuro sciamano si arrampica, in stato di trance, per raggiungere la dimora dei Dei, dove apprenderà l’arte della guarigione e diverrà protettore del suo villaggio, donandogli prosperità.

La Betulla, insieme al Sambuco, è la prima pianta a germogliare nelle foreste nordiche; i Celti la consideravano albero “aurorale” ed albero del solstizio d’inverno. Gli antichi popoli celtici avevano i Bardi e i Druidi, unità sacre dei villaggi. Essi con dei gesti convenuti comunicavano fra loro, oppure scrivevano delle formule segrete con l’alfabeto “Ogham” o usavano  le Runea scopi divinatori.

Nell’immagine,
la Betulla in un disegno originale di Katia

La betulla è il primo segno o la prima lettera dell’alfabeto Ogham. “Beth” rappresenta la chiave, l’iniziativa, e la sua Runa corrispondente è Berkana (letteralmente è il “ramo di betulla”), dall’islandese bjork e dall’inglese antico beorc.

La Runa della Betulla raccoglie in assoluto il simbolismo della fase primaverile; dona quindi ricchezza, fertilità, amore, abbondanza, spensieratezza e felicità; il rinnovamento dopo il lungo sonno invernale,  l’energia cosmica legata alla natura ed alla terra, l’albero che non da frutti, ma i suoi rami si estendono al cielo in contatto con l’assoluto. Infatti i suoi frutti non sono materia, bensì estro che porta a creare, che tocca le fasi fantasiose eteriche dell’essere; per questo motivo nei riti popolari usavano fruste di betulla per allontanare lo spirito del vecchio anno.

Angelo De Gubernatis nel suo La mythologie des plantes narra una leggenda popolare dell’Estonia: un contadino, avendo visto uno straniero assopito sotto un albero mentre stava per arrivare un temporale, lo destò dal suo sonno perché si mettesse al riparo. Riconoscente, lo straniero gli disse:
“Quando, trovandoti lontano dal tuo paese, ne sentirai una nostalgia acuta, vedrai una betulla tutta contorta. Bussa sul suo tronco e chiedi: Il contorto è in casa?”
Un giorno il contadino, costretto a fare una guerra in Finlandia, pensava con tristezza alla sua casa e ai suoi bambini lontani, quando vide una betulla contorta. Ricordandosi delle parole dello straniero, si avvicinò al tronco, bussò e fece la domanda di rito. In men che non si dica apparve il signore della betulla, che chiamò a se lo spirito più veloce, ordinandogli di trasportare il soldato nel suo paese con la sacca piena di monete.

Tutta la tradizione nordica considera questo albero di buon auspicio. In alcuni proverbi russi si racconta delle grandi capacità della Betulla: donare luce, grazie ai suoi rami, contenere lo stridio dei carri, spalmando il suo catrame sulle ruote, far rinsavire gli ammalati.
Dal tronco argenteo e dalle dolci fronde, la Betulla possiede qualità terapeutiche straordinarie. Nella tradizione erboristica popolare la corteccia e le sono usate come lenitivo per i dolori reumatici e sono ottime anche per le infezioni urinarie; in passato le sue gemme erano impiegate come tonico per i capelli.

In un’intervista fatta a “zio Gino” mi ha raccontato questo:
Ero ragazzino e nel periodo estivo andavo sulle alture con un anziano allevatore a portare il bestiame a pascolare. Avevo un grosso problema di sudorazione ai piedi che mi portava grande disagio; il vecchio, segnato dalle stagioni e dalle esperienze, mi disse che il miglior modo per far scomparire questo fastidio era di raccogliere foglie di betulla fresche, posarle sul fondo delle scarpe e stare tutto il giorno con queste foglie. Ogni giorno toglievo dalle mie scarpe le foglie macerate e il giorno successivo le rinnovavo con delle fresche; lo feci per circa una settimana o forse più, da allora il mio problema non si è più presentato. Ancora adesso, alla mia età, io non ho più quel problema che mi dava tanto disturbo“.

Curarsi con la Betulla

Per la Gotta fare un infuso con 60g di foglie essiccate e sbriciolate di betulla; lasciare a riposo in 1 litro d’acqua bollente per 15 minuti.
Bere tre tazze al giorno.

Per il Colesterolo fare un infuso con 25 g di foglie di betulla in un litro d’acqua bollente, lasciare intiepidire e filtrare.
Bere una tazza ai pasti principali.

Bene, streghette mie, siamo giunte al termine di questo straordinario viaggio. Abbiamo scoperto le qualità della Betulla, e quando nel vostro cammino troverete un albero argenteo con la chioma china verso di voi, abbiate coraggio, avvicinatevi, toccate il tronco e se proprio la vostra sensibilità ve lo dice, abbracciate quell’albero carico di Luce: scoprirete la magica energia della natura, scoprirete la verità nascosta nel vostro cuore.

 

Autore: Katia
Messo on line in data: Gennaio 2001