ERBE MAGICHE: IL FRUMENTO di Katia

L’estate trionfa, donando il suo inno alla vita con un’esplosione di frutti e fiori. L’alba ormai lontana è solo un fresco ricordo: le cicale ed i grilli annunciano rumorosi una calda giornata di sole intenso. Una lieve brezza scompiglia le chiome dorate dei prati, coltivati a frumento; le morbide onde del grano lasciano vedere, tra le bionde spighe, le piccole corolle color del cielo dei fiordalisi prossimi all’estinzione, mentre il vivido rosso del papavero prevale sul magico paesaggio.

A giorni i chicchi maturi del cereale saranno raccolti ed il profumo del grano falciato riempirà il respiro: sarà il momento della mietitura, quando i contadini, soddisfatti del frutto del loro duro lavoro, ammireranno le abbondanti messi.

Mi avvicino al campo maturo e raccolgo alcune pianticelle con doveroso rispetto: è il frumento, frutto della terra e del sudore, che ha donato la ricchezza di una rinnovata prosperità.

Fin dalla notte dei tempi il frumento è stato considerato uno dei cereali che hanno contribuito a nutrire l’umanità; dal grano dipendeva la ricchezza del popolo o la povertà in caso di carestia, infatti è stato definito “nutrimento divino”.
La storia del pane è legata alla ricostruzione del passato evolutivo dell’uomo. Si lotta ancor oggi per un pezzo di pane, si sono mosse rivoluzioni che hanno cambiato la storia e che hanno fatto capire che il pane è un diritto per ogni essere umano. Basti pensare all’espressione gergale “Guadagnare la pagnotta” per capire che fin quando c’è pane c’è lavoro, fin quanto c’è lavoro c’è pane, quindi la povertà è scongiurata e la pace dei popoli trionfa. Non si può negare un pezzo di pane ad un povero; quando si ruba il pane, significa che si sta toccando la miseria assoluta.

Queste spighe dorate hanno ispirato poeti e artisti d’ogni genere (come il pittore Mucha dell’immagine a lato); il frumento rappresenta l’abbondanza e la fertilità e per questa sua ricchezza immensa è protagonista nelle mitologie d’ogni popolo ed è soprattutto rappresentato come metafora in molte religioni.
Nel Vangelo il grano ha un’immagine simbolica molto forte, ad esempio nella parabola dell’erba cattiva, Matteo 13, 24:

Poi Gesù raccontò un’altra parabola: Il regno di Dio è come la buona semente che un uomo fece seminare nel suo campo. Ma una notte, mentre i contadini dormivano, un suo nemico venne a seminare erba cattiva in mezzo al grano e poi se n’andò. Quando il grano cominciò a spuntare e a formare le spighe, si vide che era cresciuta in mezzo al grano anche erba cattiva. I contadini allora dissero al padrone: “Signore, tu avevi fatto seminare del buon grano nel tuo campo. Da dove viene questa erba cattiva?”.
Egli rispose:” E’ stato un nemico a far questo!”.
I contadini gli domandarono: “Vuoi che andiamo a strapparla via?”
Ma egli rispose: “ No! Perché così rischiate di strappare anche il grano buono insieme all’erba cattiva. Lasciate che crescano insieme fino al giorno del raccolto. A quel momento io dirò ai mietitori: raccogliete prima l’erba cattiva e legatela a fasci per bruciarla; il grano mettetelo nel mio granaio”.

Questa parabola ha colto il simbolismo del frumento come strumento di riflessione, come in altre parabole che Gesù racconta ai suoi discepoli.

Gli Egizi sono stati i più grandi panificatori dell’antichità. In Egitto il grano fu una pianta molto apprezzata, raffigurata come dono sublime. Nella mitologia egiziana il frumento era dedicato ad Osiride, sposo-fratello di Iside, considerato divulgatore della civilizzazione; gli fu attribuita l’abolizione del cannibalismo e dei sacrifici umani, ma soprattutto Osiride aveva introdotto l’agricoltura, in modo particolare la coltura del grano e dell’orzo.
Si narra che Osiride fu attirato in trappola dal fratello Seth, che con un inganno lo chiuse in un forziere che poi fu gettato nel Nilo; questo, anziché affondare, si allontanò trasportato dalle onde del fiume, ma il dio malvagio lo ritrovò nelle paludi e, preso dalla furia, tagliò in quattordici pezzi il corpo di Osiride. Iside, disperata, cercò le membra dilaniate dello sposo e le ricomposte accuratamente, ricorrendo alle sue elevate arti magiche; si narra che la dea non riuscì a trovare il fallo dello sventurato compagno, divorato da un pesce. Rinato dalla sua atroce morte, Osiride divenne il patrono della morte e della risurrezione.
I contadini, nel periodo della semina, seppellivano con cerimonie propiziatorie le statuette rappresentanti il dio, perché questo avrebbe donato un raccolto rigoglioso ed abbondante. Come Signore della rinascita e re dell’oltretomba, Osiride alimentò anche il rituale dei “letti di Osiride”: gli egiziani seminavano il frumento sulla tomba del proprio caro, mantenendo la sagoma del loro grande dio. Si racconta che Osiride lasciò l’Egitto sotto la responsabilità di Iside, per andare a visitare tutta la terra per insegnare alla razza degli uomini a coltivare la vite e a seminare il grano e l’orzo; si narra inoltre che questi insegnamenti vennero trasmessi di popolo in popolo con canti e odi.

 

Frumento e salute

Nel XVI secolo si consigliava pane imbevuto con sangue di piccione per curare la gotta, mentre per il mal di testa venivano prescritti cataplasmi con pane, cumino e sale.
Nelle Cure Miracolose, Suor Ildegarda di Bingen, una monaca medievale, raccomanda: “il grano tagliato in luna crescente dai mietitori fornisce più farina di quello mietuto in luna calante, perché la luna crescente possiede la sua forza completa, che è un po’ ridotta a luna calante. Al contrario può essere raccolto a luna calante se deve mantenere la sua forza di germinazione, meglio se fosse tagliato in luna crescente (…)” La Santa definisce il grano un buon alimento caldo e forte, ottimo per il buon sangue; inoltre scrive nei suoi ricettari:  “E chi sente dolori alla schiena o ai lombi faccia cuocere chicchi di frumento in acqua e ne faccia un impacco sul punto dolente, il calore del frumento scaccerà le forze di questo malanno”.

Le persone anziane raccontano che, spesso, “ai loro tempi”, usavano il frumento grezzo bollito per curare i dolori; questo veniva posto sulla parte dolente ancora fumante, per di più veniva usato come impacco anche per curare i raffreddamenti ai bronchi.
Nella medicina popolare il grano ha sempre avuto un’azione curativa oltre che nutritiva; per curare l’anemia ed il rachitismo si consiglia di aggiungere nell’alimentazione un cucchiaio al giorno di germogli di grano, così come il frumento integrale, ottimo per combattere la stitichezza, se assunto regolarmente dà buoni risultati. Per un buon bagno emolliente, aggiungere in un sacchettino frumento, crusca e avena, mettendolo nella vasca piena di acqua non troppo calda.

Dalla spremitura a freddo del germe di frumento, preventivamente deacidificato, si ottiene l’olio di germe di grano, che rappresenta una delle fonti più ricche di vitamina E, efficace antiossidante, quindi più che valida per combattere i radicali liberi; inoltre olio di germe di grano è un concentrato di acido oleico, linoleico, linolenico, leticina, stearico, ed è un buon integratore dell’alimentazione, perché contiene calcio, manganese, selenio, fosforo, zinco, vitamina, B1, B2, PP, B5, B6, D, oltre alla E.
Oggi lo troviamo facilmente nelle farmacie e nelle erboristerie sotto forma di capsule gelatinose, o semplicemente come estratto; l’olio di germe di grano viene indicato per combattere il colesterolo, come prevenzione del tumore, come antinfiammatorio, integratore per ristrutturare la crescita dei capelli e delle unghie; oltre che essere utilizzato per combattere lo stress e affaticamento psico-fisico, migliora le prestazioni sportive, perché la vitamina E può ridurre il consumo di ossigeno nei muscoli. Infine, aiuta lo smaltimento dell’inquinamento atmosferico, è un emolliente per pelli delicate e screpolate, viene usato per la cosmesi ed in aromaterapia può essere usato come olio vettore.

Il grano aveva già il suo fascino nell’antico Egitto, ed ancor oggi la misteriosa spiga del grano mantiene il suo velo di magia. A proposito di magia, non avete mai provato la magia di fare il pane in casa? Una bella pagnotta fumante che lascia la sua fragranza in tutta la casa?


Come fare il pane in casa:

Sciogliere 25g. di lievito di birra con un cucchiaino di zucchero in un bicchiere d’acqua tiepida. Setacciare 1Kg di farina bianca di frumento in una terrina, aggiungere il lievito, sale a piacere e quattro cucchiai di olio di oliva, mescolare il tutto con po’ di acqua ed un bicchiere di latte intiepidito, mescolare ancora e poi lavorare l’impasto sul tavolo fino a formare una pagnottina, lasciare lievitare per circa un’ora e mezzo, infornare a forno caldo a 180 gradi per 55 minuti; durante la cottura porre in forno una ciotola piena d’acqua.

 

Per la bellezza:

Lavare la testa spesso può indebolire i capelli; ecco una ricetta veloce per uno shampoo secco: mescolare un cucchiaio di farina di frumento, qualche goccia di olio essenziale di rosmarino e qualche goccia di olio della profumazione desiderata; dividere a ciocche i capelli e cospargere il preparato, attendere qualche minuto e spazzolare.

Olio per capelli secchi e sfibrati: 10 ml di olio di germe di grano, 40 ml di olio di cocco, 20 gocce in totale di olio essenziale di lavanda, camomilla, ylang-ylang.

 

Autore: Katia
Messo on line in data: Giugno 2004