INTERVISTA A SARAH BERNINI
5 E 25- RITRATTO D'AUTORE
CINQUE DOMANDE E UN QUESTIONARIO PER SARAH BERNINI
LE DOMANDE
A- Qualcosa
su di te e sui tuoi esordi di scrittrice.
Non c’è molto da dire… anche perché non mi
ritengo una scrittrice… è una parolona! Non mi sentirei mai all’altezza di
definirmi in questo modo. Senz’altro ho sempre amato scrivere, fin da
piccola. Ho cominciato con i miei diari personali alle elementari (e tutt’ora
continuo a scrivere un diario), poi da ragazzina mi sono spessa divertita ad
inventare brevi racconti di vario tipo (dallo stile giallo al fantasy) ma quando
ho provato a scrivere un vero e proprio romanzo, l’ho lasciato incompiuto.
Fondamentalmente, nel tempo mi sono resa conto che non mi interessa raccontare
storie inventate da me, almeno non più; preferisco fare ricerche – più o
meno estese - di stampo giornalistico e saggistico su alcuni fenomeni di tipo
spirituale che avvengono nel mondo che ci circonda.
Adoro raccogliere materiale riguardante temi come
il neopaganesimo, l’esoterismo, l’arte esoterica e argomenti affini che
spaziano dal mondo antico al mondo contemporaneo, quello in cui ci muoviamo ogni
giorno e che è in costante cambiamento. Ho sempre amato molto le figure dei cronisti,
coloro i quali ci hanno lasciato testimonianza del proprio tempo e su cui spesso
ci basiamo per le ricerche riguardanti il passato, divenendo le nostre fonti,
dei ponti verso un altro periodo storico. Per quanto non si possa mai essere
abbastanza obiettivi nei confronti del mondo in cui si vive – per motivi
personali e quindi per esperienze puramente soggettive – mi è sempre piaciuta
l’idea di mettersi in gioco per raccontare con i propri occhi cosa stia
avvenendo nella realtà circostante, per aiutare anche altre persone a prendere
visione di qualche fenomeno che magari non hanno mai preso in considerazione per
motivi di mancanza di tempo e di possibilità di fermarsi a riflettervi. Mi piace tantissimo anche intervistare persone che
vivono o hanno vissuto esperienze particolari o comunque legate a questi temi.
Ascoltare ciò che altri hanno sperimentato e provato mi incuriosisce sempre
molto, si scoprono sempre cose nuove..lo trovo arricchente dal punto di vista
personale… si possono trarre nuove informazioni, confrontare idee e crearne di
nuove. E’ stimolante.
Forse anche per questi motivi, nel 2004 ho fondato Labrys, la piccola rivista che dirigo e che stampo in autoproduzione
(attualmente è pubblicata attraverso l’associazione Artès, di cui sono
presidente). Dopo alcune esperienze con giornali e riviste di cultura ed
economia locale, ho voluto fondare un giornale un po’ diverso dal solito che
non seguisse battute e spazi
predefiniti dalla grafica, ma che anzi ospitasse delle piccole tesine, delle
ricerche più lunghe su argomenti come mitologia, antropologia, archeologia,
esoterismo, antiche e nuove spiritualità; quindi una rivista che affrontasse i
temi anche del paganesimo antico come di quello contemporaneo. Non è mai facile valutare una realtà in continuo
cambiamento - è forse un po’ più semplice esaminare una realtà passata,
ormai immutabile – però è una bella sfida che ci porta a cercare di
analizzare tanti aspetti della vita umana in modo abbastanza critico, per capire
non solo da dove proveniamo ma anche verso quale direzione stiamo andando. Nella rivista ho sempre cercato di inserire
ricerche – non solo mie ma anche di diversi collaboratori, in quanto più voci
si ascoltano e più è vario e vasto il campo dello studio – e interviste a
personalità del movimento neopagano per cercare di conoscerlo meglio attraverso
gli occhi di chi lo vive attivamente organizzando eventi, scrivendo libri ecc.
Da Labrys si sono poi sviluppate altre realtà. Nel
2009 è stato pubblicato da Eleusi Edizioni (Perugia) Upui. L’arte della
Strega, libro di cui sono co-curatrice con Andrea Armati, saggista ed
editore, e che tratta la biografia e una parte delle esperienze spirituali di
Nicolò Mulè (in Arte Upui, appunto), artista esoterico e praticante neopagano
che trovo davvero molto originale e affascinante. Anche in questo caso, ho
sentito l’esigenza di intervistarlo e di sentire cosa avesse da dire riguardo
la sua arte e la sua pratica attraverso una serie di questionari, oltre ad aver
cercato di spiegare i simboli maggiormente ricorrenti nelle sue opere. Poi, sempre nello stesso anno, ho pensato di
mettere su carta un progetto che avevo da tempo, sempre legato alla rivista, e
ho cominciato a lavorare a “Voci Pagane”, il cui primo volume è stato
pubblicato quest’anno, nel 2010, sempre attraverso Artès.
B-
Come ti è venuta l’idea di scrivere questo libro, autoproducendotelo, e di
che cosa parla.
Il libro è nato da diverse esigenze. La prima è
legata a Labrys. Da tempo pensavo di realizzare qualche raccolta di articoli
apparsi in questi anni all’interno della rivista, magari divisi per tematiche. Inoltre, siccome fin dai primi numeri usciti - cioè
quando Labrys era semplicemente un quaderno amatoriale - ho pubblicato
interviste a personaggi legati al neopaganesimo italiano, ho pensato che sarebbe
stata una bella idea quella di fare una raccolta specifica dedicata a questi
articoli. Però, ripensando al materiale, mi sono detta che sarebbe stato poco
per realizzare un libro che avesse un senso compiuto. In più, nel frattempo -
precisamente nel 2009 - è nato il progetto Sphera grazie all’associazione
Quercia Bianca. L’idea è quella di creare una rete di collaborazioni tra le
diverse realtà neopagane italiane. Così, avendo inserito Labrys tra i soggetti
che aderiscono a Sphera, ad un certo punto ho lanciato la proposta di realizzare
un ciclo di interviste riguardanti chi partecipa a questo progetto (che
inizialmente avrei voluto pubblicare sulla rivista) e da lì mi si è ancora di
più concretizzata l’idea di farne una pubblicazione apposita a parte. Ma poi
ho pensato che non fosse un lavoro abbastanza completo: il neopaganesimo è
costituito anche dalle realtà che per un motivo o per un altro non rientrano
nel progetto di Quercia Bianca. E così ho cercato di contattare più persone
possibili: autori singoli, fondatori di siti web, di riviste, associazioni e
gruppi spontanei che in questi anni abbiano dato il proprio contributo al
paganesimo e al neopaganesimo in Italia. Molti hanno risposto, alri no per diversi
motivi... senz’altro il libro non ha la pretesa di rappresentare in toto questo
mondo: è un ambiente ricco e
complesso, e chissà quante altre realtà esistono in Italia che non ho
contattato per mia ignoranza! Io sono riuscita a contattare tot persone, ma
questo non significa che non ce ne siano altrettante che non conosco e che
lavorano allo stesso modo per il movimento pagano e neopagano. Comunque diciamo che l’idea è quella di
ascoltare in prima persona chi si sta mobilitando per far sì che la rinascita
del paganesimo avvenga anche nel nostro paese, dando un’ informazione che sia
il più possibile corretta a riguardo… credo che ascoltare le persone e le loro
esperienze possa aiutare a comprendere il lavoro che sta dietro a tutto questo. Poi starà ai lettori giudicare cosa sia per loro
interessante e utile e cosa no, ma il compito che mi sono data è quello di
ascoltare più persone possibili, senza pregiudizi, e di riportare ai lettori il
materiale raccolto senza censure e tagli. Anche per questo motivo ho scelto di autoprodurlo:
siccome mi è stato detto che probabilmente una parte del materiale non sarebbe
stato facilmente pubblicato da un editore (non solo per la quantità, ma anche
per il fatto che mentre certe persone hanno dato risposte molto approfondite,
altre non sono state così attente nel rispondere) ho pensato che la cosa
migliore fosse pubblicare tutto da sola attraverso l’associazione di cui sono
presidente, Artès, in modo tale da poter proporre tutto ciò che ho raccolto
senza che qualcuno mi dicesse cosa tenere e cosa buttare. Ripeto, starà ai
lettori giudicare. Inoltre, in questo modo tutte le vendite andranno
all’associazione, quindi serviranno solo a finanziarne le attività. Non è,
quindi, una pubblicazione a scopo di lucro, ma realizzata per puro amore della
divulgazione di queste testimonianze raccolte nel tempo: vi si trovano infatti
interviste
di diversi anni fa apparse su Labrys, come interviste più recenti realizzate in
questo ultimo anno di lavoro appositamente per questo progetto.
C-
Come vivi la tua spiritualità.
Sono una persona fortunata, posso vivere la mia
spiritualità alla luce del giorno in quanto ho una famiglia che non mi ha mai
giudicata. Per quanto i miei genitori abbiano ricevuto un’educazione di tipo
cattolico - come l’ho ricevuta anche io fino ai 12-13 anni - fin da quando ho
cominciato ad interessarmi in modo più costante all’esoterismo alle medie
(per quanto non praticassi) mi hanno lasciata fare ma seguendomi e non
lasciandomi mai sola. E’ cominciato tutto quando a 6 anni mi portarono in
Francia in un viaggio legato al percorso seguito dal libro Il Santo Graal
di Baigent, Lincoln e Leigh (quello da cui poi Dan Brown ha tratto ispirazione
per Il Codice da Vinci). Da quel momento il ciclo arturiano, Avalon, il
celtismo ecc. sono entrati nella mia vita inconsciamente, una cosa che poi si è
manifestata in diverse letture all’epoca appunto delle medie. I miei genitori
mi hanno sempre accompagnata a conferenze ecc. e hanno sempre saputo cosa
leggevo. Il mio percorso è stato piuttosto tortuoso e difficile a causa di una
lunga e profonda crisi spirituale che mi ha allontanata definitivamente dal
Cristianesimo durante l’adolescenza, facendomi sentire a lungo “senza Dio”
(causando in me una profonda infelicità, avendo sempre avuto fin da bambina una
forte tendenza al misticismo), fino a quando – dopo un breve periodo di
pratica buddista che mi ha aiutata a chiarirmi le idee sulla mia strada - nel
’99 ho letto il libro della Curott (Il sentiero della Dea) e mi sono
interessata alla Wicca e al Neopaganesimo.
Quando poi ho iniziato a praticare il
mio percorso a circa 19 anni grazie ad una cara amica, fidandosi delle mie
scelte la mia famiglia non si è mai opposta, per quanto all’inizio mio padre
non fosse proprio tranquillissimo... ma vedendo che non nascondevo nulla, che
facevo tutto alla luce del sole - e, soprattutto, che non danneggiavo né me
stessa né altri e anzi ero molto più serena - i miei si sono fidati e quindi
vivo la mia spiritualità neopagana tranquillamente. I miei amici sanno cosa
pratico e non ho mai nascosto loro il mio modo di vivere. E’ ovvio che non lo
vada a sbandierare in giro alla prima persona che incontro, ma ammetto di non
essere neppure una persona che faccia qualcosa per evitare che si sappia come la
penso. Sarebbe ora che anche il nostro percorso venisse visto come qualcosa di
naturale che nulla ha da nascondere. Poi che esista il concetto di “segreto”
inteso in senso iniziatico è un’altra questione, ma poter dire liberamente
quale tipo di spiritualità si pratica senza scandalizzare nessuno dovrebbe
essere un diritto di tutti, soprattutto quando si tratta di pratiche costruttive
e non distruttive. Proprio per questa mia trasparenza, non ho mai
riscontrato nessun problema neppure all’interno delle mie relazioni
sentimentali: avendo sempre detto fin dall’inizio come la pensavo e cosa
praticavo, non ci sono mai stati segreti o fraintendimenti e questo credo sia già
un buon punto di partenza in qualsiasi relazione.
Per il resto: seguo le 8 Feste dell’anno (le 4
feste del fuoco celtiche oltre a Solstizi ed Equinozi) e, se ne ho la possibilità,
le lunazioni; lavoro soprattutto a livello di meditazioni e visualizzazioni,
anche se talvolta mi piace celebrare anche con rituali più “formali”
(esteriori), ma è una cosa più rara rispetto al passato. Do una grande
importanza ai sogni e all’arte come forma di percorso spirituale (soprattutto
la pittura); inoltre, per me è molto importante il rapporto con l’Altromondo,
con gli Avi… Ritengo che non ci sia una vera frattura tra mondo dei vivi e dei
defunti, ma che siano energie in continua connessione, che si sfiorano di
continuo, per questo provo una forte attrazione per lo Sciamanesimo che mi
sembra abbia una visione più “fluida” delle energie rispetto ad altri
percorsi. Sono un’eclettica solitaria, non ho un pantheon fisso, sebbene
alcune divinità siano ricorrenti nelle mie meditazioni, ma solitamente mi
lascio andare al momento in cui sono nel cerchio..non definisco a priori cosa
farò quando sono nello spazio rituale, ciò che conta è la connessione con gli
Elementi, lo Spirito e le Divinità che si presentano nelle mie meditazioni in
quel preciso istante. Però questa è solo il mio percorso..non intendo
dire che questo sia IL paganesimo o il neopaganesimo... è il mio modo di
viverlo, tutto qui.
D-
Scrittori preferiti o ai quali ti ispiri.
Per la verità non mi ispiro a nessuno… proprio
perché non sono una scrittrice... Sono solo una persona curiosa che cerca di
approfondire alcuni argomenti, ma lo ammetto, non faccio una ricerca di tipo
stilistico. Mi piace scrivere in modo piuttosto semplice e, spero, non troppo
pedante. Comunque tra i miei autori preferiti posso citare,
per la narrativa, Oscar Wilde, Marion Zimmer Bradley e Jeanette Winterson... per
la saggistica, Robert Graves. Ma chissà quanti altri ne sto dimenticando...
diciamo che questi sono i primi che mi vengono in mente in questo
momento.
E-
Progetti per il futuro.
Questa domanda è problematica... scoperchia un vero
vaso di Pandora!! Ho troppe idee per la testa, non so neppure io
quante… davvero tante…senz’altro una di queste è continuare con Labrys e
con Artès... il mio sogno è cercare nuovi spazi per l’arte esoterica... poi mi
piacerebbe poter portare avanti la pittura, la fotografia e
l’artigianato... fare un bel po’ di ricerche che ho in testa da anni e che mi
richiederanno parecchio tempo... ogni giorno me ne viene in mente una nuova...
mi
ci vorrebbero tantissime vite per tutti i progetti che ho in mente... mi fermo
qui, è meglio!!!
IL QUESTIONARIO
1) Sarah in tre aggettivi.
Ansiosa, creativa, solitaria
2)
Il mio peggior difetto.
L’ansia, l’insicurezza.
3)
La mia dote migliore.
L’onestà.
4)
Le qualità che preferisco in un uomo.
La dolcezza.
5)
Le qualità che preferisco in una donna.
L’autoironia.
6)
Quello che apprezzo di più nei miei amici.
L’onestà e la sincerità.
7)
Quello che non sopporto nei nemici.
L’acidità e l’invidia.
8)
Cosa sognavo di fare da grande.
Tante cose, troppe... ho sempre fatto fatica a
focalizzare l’attenzione su una sola cosa... senz’altro qualcosa legato
all’arte, che è una delle mie grandi passioni.
9)
Il dono di natura che vorrei avere
La decisione e l’autorevolezza.
10)
La mia decisione sbagliata che correggerei, se potessi
Correggerei la scelta dell’università,
probabilmente… avrei fatto meglio a fare altro…qualcosa di più pratico che
mi desse la possibilità di sviluppare fin da subito il mio interesse per
l’arte e l’artigianato dal punto di vista più lavorativo e meno in senso
teorico.
11)
La cosa più pazzesca che ho fatto.
Non ho una vita tanto avventurosa, purtroppo...
12)
Il capriccio che non mi sono mai tolta.
Non saprei dire, sono abituata all’idea che se
posso permettermi qualcosa che mi interessa la faccio, altrimenti sopravvivo
benissimo senza e non ci penso nemmeno…quindi, non ho capricci da togliermi,
al momento.
13)
Cosa sarei capace di fare per sostenere quello in cui credo.
Battermi in prima linea subendone le conseguenze.
14)
Che cosa cambierei negli altri se avessi la bacchetta magica.
Cambiare gli altri? Ma non ci penso nemmeno!
15)
Che cosa cambierei in me se avessi la bacchetta magica.
In questo senso ci sarebbero tante cose su cui
lavorare. Prima cosa fra tutte, comunque, l’autostima: avrei bisogno di una
buona iniezione di autostima e di capacità decisionale!
16)
Il paese dove vorrei vivere.
L’Italia mi piace moltissimo per la sua arte, la
sua storia e la sua cultura in generale. Inoltre, ha un territorio molto
diversificato e pieno di luoghi magici da scoprire, per questo non la vorrei
lasciare. Comunque, se dovessi andarmene per qualche motivo, un paese che mi
piacerebbe divenisse la mia seconda casa sarebbe la Francia per diversi
motivi…come dicevo, è anche grazie a certi viaggi che ho fatto da bambina
(tra i 6 e i 10 anni) in Normandia, Bretagna, Provenza (e non solo) se sono
giunta al mio attuale percorso spirituale.
17)
Il colore che preferisco.
Il viola.
18)
L'animale che preferisco.
Il Gatto (per quanto abbia anche dei cani a cui voglio
molto bene e senza i quali la mia vita non sarebbe la stessa!)
19)
L’animale che vorrei essere.
Una Civetta, il mio animale sacro per eccellenza fin da
quando andai in Francia da bambina, attributo della bella Atena che sento essere
la mia divinità tutelare.
20)
Il mio passatempo preferito
Dipingere, sopra ogni altro. Purtroppo, ultimamente ho
sempre meno tempo per farlo, ma spero di poter ricominciare a praticare la
pittura in modo costante appena possibile.
21)
Cinque libri da portare su di un'isola deserta.
La
Dea Bianca di Robert Graves; Le
Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley; Il
ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde; De
Profundis di Oscar Wilde; Il
pendolo di Faucault di Umberto Eco. Questi sono tra i primi che mi vengono in mente, ma ce ne
sarebbero molti altri.
22)
I peccati che mi ispirano maggiore indulgenza.
La gola e l’accidia, direi.
23)
I peccati che non riesco a perdonare.
L’ira, l’invidia, la superbia.
24)
Il mio motto.
“Fatti non foste a viver come bruti/ma
per seguir virtute e canoscenza” (Dante).
25)
Come vorrei morire.
Sarò banale, ma vorrei morire nel sonno, in pace
con me stessa e con le persone importanti della mia vita…vorrei lasciare
questo corpo tranquilla, senza rimpianti, sapendo di aver vissuto delle
esperienze di crescita in senso umano e spirituale, di aver amato e di essere
stata amata. Magari in un bel luogo collinare, circondata da una bella natura,
tanto verde e tanti animali... Nulla di più, nulla di meno, senza tante
pretese...
Sarah Bernini è nata a Parma nel 1981. Appassionata di fotografia e
pittura, oltre che scrittrice, è direttore della rivista Labrys (www.rivistalabrys.it)
e presidente dell'Associazione Artès (Arte, esoterismo e spiritualità).
Il suo sito personale, dove potrete vedere le sue opere, è www.sarahdeglispiriti.com
Il blog dedicato al suo libro (Voci
pagane, volume primo) è www.myspace.com/vocipagane
Autore: Redazione
Messo on line in data: Dicembre 2010
Ultimo aggiornamento: Febbraio 2011