ROBERTA VOLPI: L’INTERVISTA di Redazione

L’intervista a Roberta Volpi è andata on line nel Febbraio 2016. Che cosa è meglio fare per dare più possibilità alle nostre opere? E’ opportuno contattare direttamente un editore, appena finito il nostro libro, oppure ha più senso rivolgersi a un agente letterario, che valuti il testo e poi faccia da tramite (e da cuscinetto) tra lo scrittore e l’editore?
Ne parliamo con Roberta Volpi, consulente informatico; da anni si occupa di editoria e web, di consulenza su sistemi informatici e a uso editoriale: tutoring di formazione e valutazione, consulenza sull’applicazione tecnica della correzione di bozze ed editing di vario livello, ufficio stampa con accredito online.

REDAZIONE – Chi è Roberta Volpi?

ROBERTA VOLPI – Ringrazio la redazione per questa intervista e saluto gli utenti del portale. Sono arrivata come consulente all’editoria frequentando gli ambienti informatici ed editoriali per anni sotto diversi aspetti: da quelli di divulgazione appassionata in campo linguistico alla messa in opera di scrittura critica; l’attività è poi fortunatamente diventata una professione – fortemente voluta – a tutto tondo, col tempo e con la maturità necessaria a poter affiancare gli autori ed essere per loro un sostegno verso un esordio consapevole e maturo; in questo percorso ho avuto modo di lavorare al fianco di coloro che ogni giorno lottano per dar voce a chi voce non ha, di conoscere in maniera profonda il settore e chi ne fa parte e soprattutto gli autori, che approcciandosi alla sfera informatica per essere notati dagli editori hanno la necessità di comprendere la maniera più efficace di esporsi e rappresentarsi.
Ho scritto molto negli anni sulla nostra bellissima lingua e attualmente continuo a farlo sul mio nuovo sito web, attraverso cui ho intenzione di divulgare i temi discussi sul mio primo libro sull’editoria e nuovi, per una più semplice consultazione, sulla grammatica in particolare e sull’applicazione di questa attraverso tutte le sue tecniche; ho partecipato a varie forma di scrittura creativa, curato rubriche di grammatica per cui sono stata intervistata per Il Messaggero e pubblicato su antologie e riviste di settore; dopodiché ho esplorato personalmente l’applicazione di diversi stili narrativi prima di poter operare come consulente alla forma dei manoscritti inviati e consigliare il metodo corretto. Mi sento molto fortunata nel poter lavorare in un settore per cui provo una passione sempre viva.

REDAZIONE – Le agenzie letterarie esistono da decenni, in Italia, ma c’è sempre stata la convinzione che fossero “roba da scrittori famosi”. Invece negli ultimi anni sempre più autori esordienti si affidano alla professionalità delle agenzie. Ci vuole spiegare che cosa può fare esattamente un agente letterario per uno scrittore che comincia la sua carriera?

ROBERTA VOLPI – È molto positivo il dato che vede sempre più aspiranti scrittori emergenti ad affidarsi ai servizi professionali di settore; è un comportamento che denota maturità e consapevolezza. La figura dell’agente letterario è ciò che oggi permette agli autori di rapportarsi in modo adeguato alle redazioni editoriali, poiché il metodo utilizzato agendo da soli è spesso quello meno idoneo: gli editori ricevono una quantità incredibile di mail al giorno a cui rispondere diventa gravoso, anche nel lungo periodo, se pensiamo che queste si moltiplicano giorno dopo giorno e vari sono anche i solleciti, peraltro inutili. L’agente permette all’autore di accedere a quel canale riservato e dai giusti tempi che l’editore mette a disposizione perché certo che a giungergli siano proposte editoriali consone al catalogo in corso e alle necessità del momento.
Tuttavia, questa figura rischia di passare quasi inosservata in alcuni contesti e agli occhi di chi è, anche suo malgrado, poco informato. Questo ruolo, nonostante in Italia sia ancora meno riconosciuto che all’estero, consente all’autore emergente di muoversi all’interno della grande rete di parole e proposte di pubblicazione di cui è composto il settore editoriale. Nei confronti degli stessi editori, l’agente letterario svolge un ruolo di promotore del giusto libro da posizionare sul mercato, glielo fornisce spesso già corretto, privo di qualsiasi difetto, ma soprattutto preventivamente valutato secondo un’analisi critica a livello di forma e contenuto.
L’agente si occupa di contattare personalmente gli editori che potrebbero essere inclini a pubblicare il testo, fornendo delle schede di valutazione atte a sponsorizzare al meglio l’autore e le potenzialità sue e del testo. Si attende un tempo necessario perché questi valutino nel giusto modo l’opera e se ne discute al fine di ottenere se possibile una proposta concreta. Nulla vieta all’autore di adoperarsi per primo e privatamente per fare ciò ma, se l’obiettivo è pubblicare, allora è più indicato compiere i passi necessari perché il testo proposto arrivi sulla scrivania delle redazioni in modo consono e non improvvisato. È una prestazione volta all’introdurre una professionalità aggiuntiva, quella che un agente può portare alla causa dello scrittore. I canali di trasmissione che corrono tra l’autore di un testo e la figura finale – l’editore – sono diversi a seconda delle parti tra cui avviene la comunicazione: tra editore e agente vi è un tipo di comunicazione diversa rispetto a quella che si può evidenziare tra editore e autore.

REDAZIONE – Col dilagare delle auto-produzioni siamo letteralmente infestati da opere piene di errori, che gli autori si pubblicano ringraziando l’amico di buona volontà, che ha corretto il testo magari senza neppure saper scrivere in un italiano decente. Quale è il ruolo dell’editor professionista (e non improvvisato)?

ROBERTA VOLPI – L’editor professionista ha il compito delicato e responsabile di condurre la storia proposta dall’autore attraverso il percorso più corretto per giungere a una fortunata pubblicazione. Deve adeguare il testo alle esigenze di forma, di carattere (inteso come peculitarità narrativa) e tipografiche (editoriali, di mercato). Non si occupa quindi esclusivamente di verificare l’opera da un punto di vista strettamente grammaticale: refusi, concordanze tra periodi, punteggiatura. Chi fa questo di mestiere e con una maturità alle spalle deve poter adeguare lo stile narrativo laddove ceda in incongruenze, operare riferimenti eventualmente più concreti tra i rapporti dei tempi verbali nel rispetto della collocazione temporale degli eventi.
L’editor ha il dovere di identificarsi in profondità con il manoscritto che corregge: deve osservarlo accuratamente sotto il profilo connesso a un modo di sentire oggettivo, oltre che familiare e soggettivo, non quindi esclusivamente da un punto di vista estetico, ma ha la responsabilità di adeguarlo ai canoni editoriali e alle forme stilistiche da questi previste, perché l’editor è educato alle leggi imperanti dell’editoria che detta i propri format a regolare le norme secondo le quali valutare la reale potenzialità del testo. Se l’autore scrive per la passione di trasmettere una storia, l’editor riscrive all’occorrenza il testo dell’autore perché questo possa pubblicarlo, per renderlo parte attiva della letteratura che sa di cosa scrive e come lo scrive e che riesce a farsi leggere con piacere.

REDAZIONE – La promozione del libro è una nota dolente sia per gli esordienti che si pubblicano da sé, sia per i piccoli editori: chi non ha a disposizione un grosso budget per farsi pubblicità è destinato a veder finire il proprio lavoro nel dimenticatoio? Oppure ci sono metodi non troppo costosi per farsi pubblicità?

ROBERTA VOLPI – I metodi sconsigliati per farsi promozione sono senza dubbio quelli più adoperati e anche quotidianamente. La promozione ossessiva diventa spam e lo spam è quasi sempre fastidioso e fine a se stesso. Un autore dovrebbe far parlare di sé e non parlare di sé in prima persona e per arrivare a ciò bisogna adoperarsi in maniera intelligente e prendere per un attimo le distanze dal libro che si è scritto. Come? Stimolando i propri follower a considerare la sua arte di comunicare affidabile e credibile, creare quindi intorno a sé terreno fertile su cui coltivare rapporti e connessioni, che sono quelle scintille in grado di far nascere l’interesse.
Un autore che si rispetti, un autore che per prima cosa sogni di diventarlo, autore, e magari riconosciuto, deve creare reti intelligenti, dimostrare di essere all’altezza del lettore a cui si deve tutto il rispetto possibile, e può farlo intrattenendo attività creative, intellettuali e ispirate o a carattere di evento.
Un bravo autore si adopera nel copywriting e mantiene sempre alto un livello di interesse nei confronti degli stimoli esterni che possano essere utilizzati come spunto di discussione e intrattenimento con il pubblico lettore che pian piano comincerà a seguirlo. I lettori amano rapportarsi con gli autori che stimano. Per restare in tema Social, anche il contattare blogger, redazioni stampa e simili va bene, ma bisogna ricordare di non diventare l’incubo di questi perché, soprattutto nel caso dei blogger per passione, chi legge per recensire o segnalare spende il proprio tempo e spesso in maniera gratuita e bisogna avere rispetto del tempo che gli altri dedicano a un progetto che non li riguardi personalmente.

REDAZIONE – Lei è anche scrittrice, oltre che editor e agente letterario. Ha progetti per il suo futuro come autrice?

ROBERTA VOLPI – Dopo aver pubblicato il secondo libro ho cominciato la stesura di una trilogia e posto la struttura di base per altre trame ancora, perciò sì, conto di portare a termine i progetti in corso, nonostante non abbia molto tempo a disposizione per farlo, e quindi con l’opportuna calma, perché ogni storia ha bisogno di maturare dentro l’autore prima di poter essere scritta e poi nero su bianco, e rivista a livello di forma, una volta che il flusso creativo è stato impresso e non rischia più di sfuggire via.

REDAZIONE – Ringraziamo Roberta Volpi per la sua disponibilità e per le informazioni che ci ha dato, utilissime per destreggiarsi in un campo che sta diventando sempre più competitivo per la quantità dell’offerta di titoli di tutti i generi e per le difficoltà a farsi individuare nella massa come autori di qualità.