IN QUESTO NUMERO (52, Luglio 2022)

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In questo numero (25 Luglio 2022)

ESOTERISMO DELLA BIBBIA: GESU’ e BARABBA di Gaetano Dini
Cosa successe quando Gesù fu portato davanti a Ponzio Pilato? Secondo il Vangelo di Matteo: “Avevano in quel tempo un prigioniero famoso detto Barabba”. Secondo il Vangelo di Marco: “ Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme  ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio”. Secondo il Vangelo di Luca: “A morte costui! Dacci libero Barabba! Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio”. Secondo il Vangelo di Giovanni: “Vi è tra voi l’usanza che io liberi uno per Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei? Allora essi gridarono di nuovo: Non costui, ma Barabba! Barabba era un brigante”…

MISTERI DELL’AMORE: LE ANIME GEMELLE di Aurora
L’anima gemella è: “Colui che dà vita alla vita” (Richard Bach, Un ponte sull’eternità). La frase che ho citato appartiene a uno dei libri più belli che ho letto, molti anni fa. E’ di Richard Bach ed è una definizione che condivido e che, a parer mio, corrisponde alla verità. L’anima gemella è una persona speciale che rende speciale e particolare la nostra esistenza terrena. E’ colui/colei che ci fa sentire a casa, nel posto giusto dove desideriamo essere. È quell’essere umano che ci fa sentire unici, che condivide la nostra visione della vita e, al tempo stesso, ci permette di essere liberi…

MITI E MISTERI DEI CAIMANI DEL PIAVE di Lucio Mascetti
Prima di giungere a qualche personale ricordo di un Ardito che perse eroicamente la vita sul Monte Grappa, vorrei suscitare la curiosità e l’interesse dei lettori ricordando un particolare gruppo di militari appartenenti in origine alla cosiddetta Fanteria marina i quali vennero poi definiti “I Caimani del Piave”. E ora vedremo il perché…
Durante la prima guerra mondiale, sul fronte del Piave, viene costituito un ristretto gruppo di nuotatori particolarmente addestrati ad attraversare, soprattutto di notte, i fiumi per operazioni di ricognizione o anche per vere e proprie operazioni di sabotaggio. Essi provengono dalla Brigata “Marina” successivamente rinominata “San Marco”, già operante nel Battaglione “Caorle”…

MITOLOGIA DEI GRECI: ERACLE, IL CINGHIALE E LE CLASSI SACERDOTALE E GUERRIERA di Gaetano Dini
Durante la caccia al Cinghiale Erimanzio, la sua Quarta Fatica, Eracle viene ospitato dal Centauro Folo nella sua grotta.
Folo era figlio del dio Sileno e di una ninfa dei boschi. Offrì all’eroe carne cotta, per lui invece carne cruda. Ma non gli offrì il vino, anche se ce n’era una giara intera. Quel vino lo aveva lasciato nella grotta il dio Dioniso, quattro generazioni prima della loro. Alla fine sotto le insistenze di Eracle, Folo aprì la giara e versò il vino. Il solo profumo di esso richiamò gli altri Centauri. Questi assalirono Eracle, che si difese ferendone e uccidendone molti…

INTERVISTA A SURABHI GUASTALLA
Cinque domande e un questionario per Surabhi Guastalla, autrice di Amico Angelo

CARLOS E JUAN di Gaetano Dini
Così si svolge la frequentazione di Carlos Castaneda con Don Juan Matus. Don Juan era un indiano Yaqui dello Stato di Sonora nel nord del Messico. Gli indiani Yaqui sono Pellerossa che vivono tra l’Arizona e Sonora. Castaneda all’epoca del loro primo incontro si dichiarò studente di Antropologia della Università di California, Los Angeles. Dalle biografie vengono presentati due come suoi anni di nascita in Perù, il 1925 e il 1935: per essere Castaneda nel 1960 studente universitario, la data di nascita più indicata è il 1935. Però Castaneda morì nel 1998 e in relazione al suo decesso la data più appropriata di nascita è il 1925…

IL SOLSTIZIO D’ESTATE di Jessica Crepaldi
Ecco l’impronta del solstizio appena passato. L’estate rallegra, complici il caldo sole a lungo alto nel cielo, e il maggior numero di ore di luce a disposizione, stimolanti attività che si protraggono fino a tardi, feste, convivialità all’aperto, passeggiate. Rincorriamo il tramonto dopo cena o prima, prima che sia troppo tardi, cercando di acchiappare il sole e rimandarlo lassù nel cielo, qualche altra ora, poiché non è mai abbastanza, perché nel nostro nucleo interiore sconosciuto lo sentiamo che raggiunta la vetta non rimane che la discesa…

MESSAGGI DAGLI ANGELI (DICIASSETTESIMA PARTE) di Satya
Vediamo ora come scegliere i mezzi e i modi di cura. Con l’esperienza personale che ho fatto su di me e con le persone alle quali ho donato i metodi di cura da me conosciuti, e alle quali sono stata accanto nei modi di cura da loro scelti, ho compreso che non vi è un mezzo o un modo di cura giusto o sbagliato. Per questo, semplicemente doniamo il nostro conosciuto e la nostra esperienza, affinché la persona che ci ha chiesto aiuto per guarire, abbia più conoscenze e consapevolezze possibili per poter scegliere la cosa migliore per lei…

DANTE E IL SUO TEMPO: IL CANTO XIV DELL’INFERNO di Gaetano Dini
La critica dantesca ufficiale e Luigi Valli dantista esoterico, così interpretano: il Gran Veglio (Gran Vecchio) è posto da Dante dentro una grotta del monte Ida a Creta ed è una statua gigantesca. C’è un precedente letterario: Plinio il Vecchio scrive che a seguito di un terremoto a Creta fu rinvenuta una statua gigantesca. Forse Dante si riferì a questo evento storico per la collocazione infernale del suo Gran Veglio. Il Gran Veglio è posto a Creta, terra simbolo della nascita della civiltà occidentale, la Civiltà Minoica. La statua ha la testa d’oro, braccia e petto d’argento, inguine di rame (al posto del bronzo), gambe e piede sinistro di ferro, il piede destro di terracotta. Il piede sinistro di ferro simboleggia l’Impero, il piede destro di terracotta simboleggia la Chiesa corrotta, su cui poggia il maggior peso della statua con rischio di caduta…

MEDITAZIONE E CONSAPEVOLEZZA (PARTE DODICESIMA) di Emanuela Cella Ferrari
Imparando a meditare sul nostro cuore avremo numerosi vantaggi: impariamo ad essere più calmi, tranquilli e sereni, il battito cardiaco sarà più controllato, le tensioni interiori potranno scomparire…

UNA FIABA DEI FRATELLI GRIMM: IL PIFFERAIO MAGICO
C’era una volta la città di Hamelin in Germania. Era una città molto graziosa, ma aveva due grossi difetti: i suoi cittadini erano molto avari e le sue cantine piene di topi. Di gatti neanche l’ombra perché, siccome costavano denaro ai padroni, erano stati cacciati. Dato che i topi diventavano talmente tanti che non era più possibile vivere nella città, si pensò allora di far tornare i gatti scacciati, ma i topi li misero in fuga. Era una vita beata, la loro. Ce n’erano di tutti i tipi: topi, topini, ratti, rattoni e per tutti c’era da mangiare: nei granai e nelle cucine, dove c’erano molte forme di formaggio…

LE RECENSIONI DI LUGLIO di Redazione