ABRAM E MELKI-TSEDEQ di Gaetano Dini

Esoterismo della Bibbia: Abram e Melki-Tsedek

Abram viveva col padre ed i fratelli nella città di Ur dei Caldei in Bassa Mesopotamia vicino al Golfo Persico.
Da lì si spostò con i familiari nella regione di Carran nel nord-ovest della Mesopotamia.
A Carran  Abram ebbe il suo primo dialogo col Signore che lo benedisse e lo esortò a lasciare Carran per andare nel Paese di Canaan.
Allora Abram partì coi suoi familiari e arrivò a Canaan. Qui il Signore gli apparve di nuovo e benedisse lui e la sua futura discendenza.
Abram da buon devoto eresse lì un altare al suo Dio.

Dopo essere stato temporaneamente in Egitto, Abram tornò a Canaan. Il Signore gli parlò per la terza volta dicendogli che avrebbe reso la sua discendenza numerosa come la polvere della terra.
In seguito Abram coi suoi familiari e i suoi alleati dovette affrontare in battaglia quattro re cananei alleatisi tra loro. Abram e i suoi risultarono vincitori.
Di ritorno dalla guerra Abram a Canaan ebbe l’incontro con Melki-Tsedeq (nome cananeo), re di Salem, figura misteriosa che compare dal nulla.
Melki-Tsedeq offrì all’Altissimo pane e vino e benedisse Abram in nome dell’Altissimo. Abram in segno di fede diede allora a  Melki-Tsedeq la “decima” delle sue proprietà. Poi  Melki-Tsedeq scomparve.

Dopo questi fatti il Signore apparve un’altra volta ad Abram e benedì di nuovo lui e la sua discendenza.
Abram in seguito ebbe da Agar, schiava di sua moglie Sara (che sembrava sterile), un figlio chiamato Ismaele.
Quando Abram ebbe novant’anni il Signore gli apparve di nuovo, era la quinta volta da quando era partito da Ur dei Caldei.
Dio suggellò la sua alleanza definitiva con Abram, che da allora prese il nome di Abraham (Abramo), perché sarebbe diventato padre di una moltitudine di popoli.

Melki-Tsedeq (Melchisedec) aveva benedetto Abram in nome dell’Altissimo officiando il sacrificio con pane e vino, primo esempio di quella che sarebbe stata l’Eucarestia cristiana. Il vino nelle tradizioni antiche simboleggiava la conoscenza esoterica, la dottrina riservata e non adatta a tutti gli uomini, come del resto non tutti gli uomini possono bere il vino senza alterarsi.
Melki-Tsedeq è re e sacerdote insieme e il suo nome significa “Re di Giustizia”.  Melki deriva infatti dal termine Malkuth, che significa “Regno”.
Melki-Tsedeq è inoltre re di Salem, termine questo che significa Pace. Quindi Melki-Tsedeq, “Re di Giustizia e di Pace”.

Molti critici hanno visto nel termine Salem il nome primitivo di Gerusalemme. Il nome antico della città era invece Jebus. Fondandovi in seguito gli Ebrei un centro spirituale, a Jebus fu aggiunto il suffisso Salem cioè Jebus (citta) di Pace.
Anche San Paolo nella sua “Lettera agli Ebrei” parla di Melki-Tsedeq descrivendolo come Re di Giustizia e di Pace, senza genealogia paterna e materna, sacerdote in perpetuo.

Nella Bibbia  Melki-Tsedeq viene descritto come figura superiore ad Abram in quanto lo benedice. Abram riconosce questa superiorità facendo dono a Melki-Tsedeq delle sue “decime”. La benedizione ad Abram è una sorta di investitura spirituale in quanto  Melki-Tsedeq rappresenta un aspetto del Divino superiore a quello rappresentato da Abram. Con questa benedizione la Tradizione ebraica viene così ad inserirsi nella più grande Tradizione Primordiale.
Il rito ebraico nei secoli successivi mantenne infatti sempre distinti i suoi due Sacerdozi. C’era il Sacerdozio “secondo l’ordine di Aronne” il quale era un discendente di Abraham e da cui sarebbe derivato in stretta connessione spirituale il Sacerdozio levitico. E c’era il Sacerdozio “secondo l’ordine di  Melki-Tsedeq”, di gerarchia iniziatica superiore.

 

Bibliografia
La Sacra Bibbia
Guénon Renè – Il re del mondo, Ed. Adelphi

 

Autore: Gaetano Dini
Messo on line in data: Giugno 2019