PRINCIPALI ELEMENTI DELLA MITOLOGIA NORDICA di Giovanni Pellegrino

Principali elementi della mitologia nordica

In questo articolo prenderemo in considerazione le principali credenze presenti nella mitologia nordica.
Prima di intraprendere tale compito diremo qualcosa intorno alle più importanti fonti che ci hanno permesso di ricostruire le principali credenze della  mitologia nordica.
La più importante fonte in questione è Edda minore, opera di Snorri Sturluson redatta verso il 1220.
Tale opera si compone di tre parti: l’inganno di Gylsyi, il dialogo sull’arte poetica e il trattato di metrica.
Per i contenuti mitologici Snorri assunse come riferimento una serie di poemi di origine pagana risalenti all’epoca vichinga o perfino a epoche precedenti. Nella stesura dell’Edda minore l’intento di Snorri era precisamente quello di preservare dall’oblio la poesia scaldica (gli scaldi erano i poeti medievali scandinavi).

La poesia scaldica era un tipo di poesia orale di ambito cortigiano che si sviluppò in Scandinavia tra i secoli IX e XII.
Gli scaldi, oltre a essere poeti di corte, erano anche guerrieri e il loro compito era quello di decantare la fama dei loro monarchi, le loro imprese, il loro eroismo in battaglia.
L’Edda minore, nonostante la sua importanza, non è la sola fonte letteraria scandinava che ci permette di conoscere la mitologia delle popolazioni nordiche. Infatti esiste una seconda Edda, detta Edda maggiore, costituita da poemi di epoca pagana. Tale Edda, insieme a quella di Snorri, costituisce il corpus principale della mitologia nordica conservatasi fino ai giorni nostri.
Tuttavia esistono altre fonti a noi giunte della mitologia nordica dal momento che esistono altri autori che ci hanno lasciato alcuni frammenti mitologici nordici; tra questi ci limiteremo a ricordare il cronista sassone Adamo da Brema e lo storico danese Saxo Grammaticus. Egli nella sua imponente opera Gesta danorum risale molto indietro nel tempo, tanto che i primi nove libri vertono sul passato mitologico della Danimarca.

Per terminare la rassegna delle fonti della mitologia nordica non bisogna sottovalutare il genere più importante della letteratura scandinava medievale le saghe, provenienti soprattutto dall’Islanda nella maggior parte dei casi il loro autore risulta oggi anonimo. 
Sebbene narrino episodi mitologici e facciano riferimento alla mitologia nordica con la puntuale comparsa dei suoi dei, il loro contenuto è incentrato su un genere diverso di storie.
Tuttavia sono fonti importanti per ricostruire la mitologia nordica. Detto ciò passeremo a descriverne alcuni elementi. 

Tale mitologia, oltre a costituire un fenomenale esercizio di immaginazione, colloca sotto forma di simboli le credenze fondamentali della società a cui appartiene.
Elenchiamo di eseguito le più importanti cominciando dalla credenza in un universo duale. Il dualismo è una simbologia presente in molta mitologia di origine indoeuropea e si basa sull’esistenza di due principi che sono indipendenti e antagonisti attraverso i quali ha origine l’universo.
Anche la mitologia nordica parte dall’esistenza di una dualità.
Secondo tale mitologia in principio non vi era nulla soltanto un enorme abisso delimitato da due mondi opposti. A nord vi era il mondo del gelo dell’oscurità del ghiaccio, mentre a sud il mondo del caldo dell’asura del fuoco.

Questi due mondi si scontrarono, si mescolarono e diedero inizio alla creazione dell’universo proprio come un’eruzione vulcanica. Dallo scontro nacque il primo essere conosciuto: il gigante Ymir, altro elemento duale poiché in qualche modo non era né uomo né donna. Da lui nacquero i giganti, incarnazione del male, del caos e del disordine.
La lotta tra i giganti e gli dei era il prezzo da pagare per mantenere il precario equilibrio che contraddistingue l’universo mitologico nordico.
Un altro aspetto della dualità che caratterizza la mitologia nordica è dato dal Sole e dalla Luna creati da Odino oppure la prima donna e il primo uomo, rispettivamente chiamati Embla e Askr.

Un altro elemento caratterizzante la mitologia nordica è l’opposizione tra natura e società; secondo quanto riporta Snorri due erano le razze di dei esistenti: gli Aesir e i Vanir.
Tale distinzione è parallela a quella tra natura e società ovvero tra l’ambiente naturale e quello umano.
I Vanir sono gli dei della natura e della fertilità, ma anche della magia intesa come fenomeno naturale.
Gli Aesir invece sono le divinità della società e delle sue gerarchie, in particolare della distinzione tra capi e sudditi o tra generali e soldati.
Secondo la mitologia nordica le due razze si affrontarono in uno scontro sanguinoso che finì con una tregua e con lo scambio di membri tra i due gruppi.

È possibile che il mito della guerra tra gli Aesir e i Vanir affondi le sue radici in avvenimenti storici che ebbero luogo migliaia di anni fa all’epoca delle grandi migrazioni. Alcuni autori hanno visto in questo mito il passaggio da una società preistorica, basata sul culto della dea madre e della magia, a una società guerriera con un importante gerarchia e stratificazione.
Tale passaggio avvenne attraverso una guerra  tra il primo tipo di società e il secondo.
Secondo tale teoria i Vanir potrebbero essere stati gli dei di una società preindoeuropea basata sull’agricoltura, non guerriera, prevalentemente pacifica e con una forte predominanza delle donne.
Invece gli Aesir sarebbero stati gli dei di una società protoindoeuropea patriarcale basata sull’allevamento del bestiame, combattiva e bellicosa.

Un altro simbolo molto importante della mitologia nordica e anche di altre mitologie è l’albero della vita. L’albero è un elemento fondamentale nelle fasi primitive di molte mitologie e religioni poiché per via della sua proiezione ascendente mette in comunicazione diretta con il cielo con il mondo superiore.
Tuttavia l’albero mette pure in comunicazione col sottosuolo con l’ignoto attraverso le sue radici.
Inoltre quasi fino al termine dell’era vichinga il culto degli dei non avveniva nei templi bensì all’aria aperta, probabilmente soprattutto nei boschi dove questi alberi affondavano le loro radici e dove veniva offerto loro ogni tipo di dono.
Quale elemento centrale che collegava le distinte parti dell’universo e che articolava tutto ciò che esisteva i vichinghi immaginarono un colossale albero.

L’albero come simbolo di vita è presente anche in altre mitologie dei popoli germanici in particolare e degli indoeuropei in generale. Nella mitologia nordica questo colossale albero attraverso il suo tronco, le sue radici e i suoi rami collegava i nove mondi della mitologia nordica e gli esseri viventi che li abitavano ovvero giganti, nani, elfi, uomini e dei.
Ma tale albero ospitava anche un altro tipo di esseri molto importanti nell’immaginario collettivo che svolgevano determinate funzioni.
Per fare un esempio, presso le radici di questo colossale albero risiedevano le Norne il cui significato era generalmente associato rispettivamente al passato, al presente e al futuro; questi personaggi mitici erano connessi al destino cosicché tenevano nelle loro mani il destino di tutti gli uomini le donne gli dei e dee senza distinzione. Vi sono delle evidenti somiglianze tra le norne, le parche romane e le moire greche dal momento che tutte queste divinità di tali mitologie impersonano il destino.

Probabilmente il tratto più evidente e significativo della mitologia nordica è il suo carattere tragico e pessimista. Infatti l’universo dei miti nordici è soggetto a continui cicli di vita, morte e rinascita. Tale concetto mitologico è noto come il mito dell’eterno ritorno, ovvero la credenza nella fine del mondo, il Ragnarok.
Il Ragnarok incombe sugli dei e sugli uomini ed è portatore di fuoco e fiamme cosicché distruggerà ogni cosa nell’universo.
Secondo la mitologia nordica sarà a partire dalla terra bruciata che il mondo risorgerà per poi tornare a bruciare di nuovo.
Contro questo ciclo nulla si può fare e pertanto già dalla nascita il destino degli uomini è segnato. Non è soltanto l’umanità a soccombere, poiché neppure gli dei possono sottrarsi a questo tragico destino. Nella mitologia nordica neppure gli dei sono eterni o invincibili, ma il loro destino, come quello degli uomini, è quello di sottostare al potere di Ragnarok.

È proprio questa credenza a dare senso e coerenza alla mitologia nordica nel suo complesso e questa a sua volta alla società vichinga. Infatti la società vichinga è una società predeterministica nella quale il destino avanza inesorabile e inarrestabile.
Nel Ragnarok le forze del bene degli dei riusciranno a contenere per un po’ di tempo le file delle forze del male, ma alla fine le forze del male finiranno per liberarsi e sconfiggere gli dei distruggendo ogni cosa.
Nella rinascita del mondo dopo il caos e la distruzione la mitologia nordica condivide ancora una volta alcune caratteristiche con altre mitologie indoeuropee. Secondo la mitologia nordica alcuni esseri appartenenti alle diverse razze sopravviveranno al Ragnarok e tali superstiti creeranno da capo un nuovo mondo.
In tale nuovo universo la divinità suprema non sarà più Odino, la cui uccisione è uno dei fattori necessari affinché si scateni la fine del mondo: il dio supremo sarà Balder, una delle divinità che riuscirà a sopravvivere al Ragnarok.
Questa credenza della mitologia nordica stabilisce un suggestivo parallelismo con l’idea tipicamente cristiana della redenzione finale. 

Autore: Giovanni Pellegrino
Messo on line in data: Luglio 2023