IETTATURA, MALOCCHIO, ENERGIE NEGATIVE E CREDENZE DISTRUTTIVE di Umberto Di Grazia

Non è vero, ma ci credo…

Speravo che con il passare dei secoli, certe teorie, sarebbero state eliminate dal buon senso e dalla crescita della Coscienza di molti… errato… ed il quadro tangibile è veramente, ancora oggi, squallido e deprimente.
Dire, specie in certi ambienti, che un qualcuno/a “porta male” o trascina e trasferisce, come una pioggia di meteoriti, “eventi negativi” sino a causare la morte di animali, piante e altro… è ancora una delle idee criminali e razziste che s’incontrano con facilità.
Nel palazzo, dove abito da molti anni, c’era un “personaggio” che veniva evitato e al suo passare si creava una reazione a catena di toccamenti ai testicoli, corna con le dita della mano, spesso fatte con discrezione ma generalmente senza nessuna censura, e altro d’improvvisato. Unico dato positivo era che se compariva alle sedute del condomino tutto si svolgeva in tempi rapidissimi perché in molti si ricordavano che avevano un qualcosa d’importante da fare… altrove.
Come è mio costume presi le sue difese e una volta la mia tenacia perse forza per un episodio accadutomi.

Avevo comprato, da un famoso costruttore d’aerei, un’auto molto particolare. Era un prototipo in alluminio, molto veloce e con le ruote a raggi, insomma un sogno per molti e certamente sportiva con le sue prese d’aria per raffreddare i freni e la sua linea bassa.
Incontrai “il personaggio” che, concentrandosi sulla particolarità dei pneumatici, mi disse: “Bellissimi… rassomigliano a quelli inglesi…” Misi in moto, feci qualche centinaio di metri e la ruota anteriore sinistra si sgonfiò velocemente. Fui colpito e cercai delle spiegazioni su testi d’antropologia e di ricerca delle potenzialità umane, sia in bene che in male.
Fui fortunato e conobbi, anche, un grande della ricerca, Ugo Dèttore, che aveva pubblicato un testo importantissimo con la casa editrice Bompiani nel 1973. Il titolo: L’altro regno, una enciclopedia di metapsichica, di parapsicologia e di spiritismo, opera che dovrebbe essere, con qualche aggiunta d’esperimenti e ricerche fatte nel frattempo, conosciuta e diffusa a molti.

Bene, andai alla voce “iettatura” e lessi:

“(dal latino iactare, gettare, gettare la sventura). Viene indicata con questa parola la facoltà, vera o presunta, di alcuni individui, o di alcuni animali (rospi, gatti neri, ragni, perlomeno in date situazioni) o alcuni soggetti, di portare “sventura”. Questa facoltà, nell’uomo, viene localizzata soprattutto nello sguardo donde il sinonimo “malocchio (vedi anche il testo importantissimo Il martello delle streghe).”

 

Poi continua presentando i vari studi, in particolare quelli di De Martino in Campania e nell’Italia Meridionale, sostenendo, giustamente, che un vero studio in questo settore è auspicabile, ma che richiederebbe il seguire costantemente la persona oggetto di studio e anche, non si sa mai…, un grande coraggio.

Poi lo scritto di Ugo Dèttore segue, dicendo:

… si è avanzata l’ipotesi che lo iettatore non porti, in realtà, sfortuna, ma sia piuttosto un sensitivo attratto in qualche modo dall’intuizione di una sventura imminente e portato ad avvisare  la vittima” (come è stato nel caso della mia auto).

Per esempio, anni fa un capitano che aveva fama di iettatore, trasferito in altra sede, volle ad ogni costo salutare due colleghi che di proposito si erano nascosti per non incontrarlo, e li trovò infine, dopo averli cercati in tutta la caserma: in quello stesso mese l’uno dei due morì e l’altro perse la moglie. Poiché agli altri ufficiali salutati non successe nulla di spiacevole, si può pensare che la sua ostinazione nel voler salutare quei due fosse causata dall’inconscio bisogno di avvicinare i due predestinati alla disgrazia.
Questa anche la mia idea, nata dopo una vita di viaggi in giro per il mondo e l’incontro con innumerevoli “fatti” del genere.

Alcuni episodi richiamano anche la “sincronicità di Jung” come in questo episodio trascritto da Dèttore e testimoniato dallo studioso Rasi:
… un attore fuggito da tutti per la sua triste fama, un giorno, durante una prova, litigò con la prima donna: ‘Su queste tavole’ gridò l’attrice battendo il piede sul palcoscenico, ‘si fa quello che voglio io!’, ‘Che tu ce’ possa restà ‘nchiodata’ brontolò l’altro voltandole le spalle. In quel momento stesso la donna diede un grido di dolore: un chiodo che sporgeva dagli assi, attraversando la leggera suola della sua scarpa, l’aveva ferita.

Ci possono essere altre spiegazioni, ma è certo che ciò che popolarmente si crede non ha nessun fondamento… altrimenti le industrie belliche, tutti i ministeri della guerra, i servizi segreti, i politici in ascesa, le lotte tra industriali e nazioni, e non solo…, avrebbero già utilizzato “tali personaggi” a discapito del sindacato Killer che sarebbe costretto a cercare, per i propri iscritti, altro lavoro!

Comunque è facile constatare quanti pseudo – illuminati, falsi gruppi di ricerca dell’evoluzione della Coscienza, deliranti Maestri di Vita, allontanano le persone scomode, con questi nefandi mezzi per difendere, e non confrontare così, le proprie teorie che spesso entrano nel codice civile e penale.
State attenti… portano energie negative, non aiutate chi sta molto male o è moribondo perché assorbirete e diffonderete energie negative… attenti a chi è morto da poco…” ed altre misere affermazioni hanno l’unico “merito” di diffondere la paura e la dipendenza a un gruppo che, in un modo o un altro, crede a chi ha partorito questi mostruosi concetti.
In un momento come questo, poi, in cui si studiamo i grandi sistemi e, sempre più, si hanno conferme che “nulla è a caso” e che, come affermò Aristotele, “il presentimento” è una realtà matematica e che esiste qualche tipo di consapevolezza collettiva intorno alle cose che devono avvenire. Siamo programmati per evolverci e tutto ci porta alla crescita reale della Coscienza Vivente.

Milan Ryzl, un fisico cecoslovacco, di grande valore, trasferitosi negli Stati Uniti, ha una vita di ricerche reali e studi molto importanti e degni d’attenzione. Sono citati anche nell’utilissimo testo di Lyall WatsonSuperNatura edito dalla Rizzoli e nel capitolo “La mente cosmica”, alla voce “stregoneria”, si legge:

William Seabrok ha vissuto per anni tra la gente malinka nella vecchia Africa Occidentale francese e racconta di un cacciatore belga che maltrattava e uccideva i suoi portatori locali, finché, come un fatto di giustizia privata, essi fecero in modo che uno stregone gli lanciasse la morte. In una radura della giungla questi stregoni sistemarono in piedi il cadavere di un uomo trasportato da un villaggio vicino, gli misero una camicia del belga, gli pettinarono i capelli alla sua maniera, legarono dei suoi pezzettini d’unghia alle dita, e ribattezzarono il corpo con il nome del cacciatore… Intorno a questo oggetto di magia simpatetica, essi cantarono e suonarono il tamburo, concentrando il proprio odio…! Un certo numero dei dipendenti, simulando simpatia nei suoi confronti, si assicurarono che il belga conoscesse tutto ciò che stava succedendo e che sarebbe continuato fino al momento della sua morte: ben presto egli si ammalò e morì, per autosuggestione (Seabrook, W.Witchcraft London: Spere Books 1970).

Qui si ripete il concetto che ciò in cui crediamo può portare noi stessi verso una malattia, o peggio, e che dovremo meglio conoscere i meccanismi di suggestione ed autosuggestione e giustamente il capitolo finisce con questi concetti:

… Il nostro futuro riposa nella mente e nella nostra capacità di capire come essa funziona… la materia, la mente, la magia, tutte queste cose compongono un’unità nel cosmo”.

Einstein, in Scientific American, aprile 1950, sosteneva: La risposta è si o no, a seconda dell’interpretazione”.

Un consiglio, che risuona in me come possibile vero da molto, è: “Attenti a credere ad eventi negativi o a prossime catastrofi… in qualche modo… in qualche punto ancora a noi ignoto… possiamo dare forza proprio a ciò che temiamo. Il futuro non è uno solo, ma molteplice e a noi il diritto – dovere di cercare il migliore, limando le paure che persone instabili ed aggressive ci porgono molto generosamente”.

Testi:

SuperNatura di Lyall Watson, edizione Rizzoli.

L’Altro Regno di Ugo Dèttore, edizione Bompiani.

La jettatura e il malocchio in Sicilia di G.Pitré, 1884.

The Evil Eye di F.T. Elworty, 1895.

Der Bose Blick und Verwandtes di S.Seligmann, 1910.

– Tutti gli scritti del grande Mircea Eliade, in particolare Yoga.

Morte, ecco la tua Sconfitta di Jean Emile Charon, edizioni Mediterranee

In questo importante volume Jean Emile Charon affronta temi che ci coinvolgono tutti: Chi siamo? Dove andiamo? Che rapporto c’è tra ciò che noi definiamo spirito e ciò che ci appare come materia? A tali interrogativi Charon risponde proponendo un modello di universo che tiene conto sia degli aspetti materiali, sia di quelli spirituali, individuando nell’elettrone l’elemento materiale portatore dello “Spirito”.
Gli elettroni, che entrano nella costituzione fisica del corpo umano, sono, infatti, simili a minuscoli buchi neri, e contengono un tempo e uno spazio diversi ma complementari, rispetto a quelli normalmente noti.
Questo spazio-tempo ha, in particolare, la facoltà di memorizzare, meditare e ragionare, dimostrando quindi che nell’elettrone esistono qualità e caratteristiche di tipo spirituale. Per cui se lo spirito umano è composto di tali particelle che vivono in eterno, anch’esso è eterno.
Jean Emile Charon (1920-1998), fisico e filosofo francese, si laureò in ingegneria presso L’Ecole Supérieure de Physique et de Chimie e in seguito si specializzò in fisica nucleare. Cercò di estendere le teorie di Einstein, giungendo a una nuova disciplina “scientifica”, la Psicofisica, nella quale confluiscono concezioni metafisiche e spiritualiste. Diresse il Centro di Ricerca sulla Relatività Complessa (CERCLES), il Gruppo di Studio sull’Immaginario della Scienza presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (CHI) di Parigi, e fu presidente dei Simposi CIPRES sul tema “Lo spirito e la scienza”.

 

Autore: Umberto Di Grazia
Messo on line in data: Luglio 2020
Cortesia del sito www.coscienza.org