LA CUSTODE DEL FUTURO di Daniele Pollero

Storia di Vangelia Dimitrova

Forse non tutti sanno chi era e che ruolo ha avuto nell’alveo della mitologia la figura nota come Eagro o Xoeagre.
Di ben altra fortuna ha potuto godere il figlio di Eagro, il celebre Orfeo, musico sciamano capace di scendere agli Inferi per tentare di ricondurre alla vita la sposa defunta, Euridice.
Al di là della mancata riuscita dell’impresa, la figura di Orfeo è rimasta impressa nell’immaginario archetipico per la sua facoltà mediatrice fra l’apollineo e il dionisiaco, per la sua propensione all’armonia con la natura, per le capacità miracolose del suono della sua lira, ancora oggi simbolo primario della disciplina che si suole chiamare musicoterapia. Inutile citare anche i culti orfici, un movimento mistico-orgiastico a carattere misterico che tanta parte ha avuto nella formazione di alcune delle principali correnti della filosofia antica.
Orfeo: una fonte inesauribile di ricchezza culturale e spirituale per il suo popolo, quello che oggi chiameremmo popolo bulgaro.
Eagro, infatti, regnava sulla Tracia, mitica regione storica che si divideva fra le attuali Grecia, Turchia e Bulgaria. Tre regioni affini e contigue, che, dopo la Prima Guerra Mondiale, con i Trattati di Neuilly, Sèvres e Losanna, si sono rimpallate l’un l’altra la patria di Orfeo.

La Bulgaria, sulla linea del suo cantore, ha sviluppato nel tempo uno spiccato interesse per la magia e per la medicina popolare. A loro dobbiamo la nivalina, un rimedio naturale estratto da un fiore che, secondo la tradizione, teneva lontane le malattie paralizzanti. E a loro dobbiamo anche un organizzatissimo centro studi di parapsicologia, ricco di personale qualificato e apparecchiature, fondato dallo psichiatra Gueorgui Lozanov e ripartito in tre “specialità”: parapsicologia in senso stretto, fisiologia e suggestologia, una disciplina sviluppata dallo stesso Lozanov che si prefiggeva l’obiettivo di curare il corpo attraverso lo spirito.
Un laboratorio immerso nella natura, circondato da roseti, che lavora su una tesi piuttosto in voga in diversi paesi dell’Est: i fenomeni paranormali sono legittimi tanto quanto quelli fisici, e rispondono a leggi analoghe da indagare scientificamente. Come il cieco non ha i mezzi per vedere o l’analfabeta per leggere e scrivere, così il non veggente, altrettanto semplicemente, non avrebbe i mezzi per dedicarsi alla precognizione. Il veggente sì, e come tale andrebbe studiato.

Il primo soggetto-oggetto di studio, ancora oggi il più famoso, fu la veggente bulgara Vangelia Pandeva Dimitrova, nota anche come Baba Vanga (Nonna Vanga).
Nata a Strumica, oggi in Macedonia, nel 1911, Vangelia rimase cieca dall’età di vent’anni (secondo altre fonti dieci o dodici) per cause non meglio chiarite e verificate. Secondo la leggenda più in voga, sarebbe stata investita da una tromba d’aria che le inibì permanentemente l’utilizzo della vista.
Solo in seguitò scoprì di possedere facoltà soprannaturali, che inizialmente impiegò per guarire bambini a suo dire afflitti da maledizioni genitoriali e quindi malati. Il rimedio consisteva principalmente nell’adottarli simbolicamente, così da sottrarli alle nefaste influenze spirituali della famiglia.
Da lì in poi la sua fama crebbe, e con lei la sua influenza e la portata delle sue previsioni. Sempre a suo dire, le vite degli altri erano interamente a sua disposizione, dalla nascita alla morte, come libri aperti. Il clero ortodosso la osteggiava, ma i potenti di tutta Europa accorrevano per un consulto, cosa che fece sospettare lo zampino dei servizi segreti nella sostanza dei suoi verdetti precognitivi.
Fra gli altri, pare che anche Adolf Hitler l’avesse raggiunta: la previsione sul suo futuro fu del tutto negativa.

Fra le profezie più note e apparentemente riuscite rientrano la morte del fratello maggiore in guerra a 23 anni e, soprattutto, l’affondamento del sottomarino russo K-141 Kursk (2000) e l’attacco alle Torri Gemelle (2001).

La prima risale al 1980, e recita così:

Al volgere del secolo, nell’agosto del 1999 o del 2000, Kursk sarà coperto con l’acqua, e il mondo intero lo piangerà.

La seconda, non meno suggestiva, è del 1989:

Orrore, orrore! I fratelli gemelli americani cadranno dopo essere stati attaccati dagli uccelli di acciaio. I lupi ululeranno in un cespuglio, e il sangue innocente sarà zampillante.

Cadde nel vuoto, invece, la profezia riguardante la presunta Terza Guerra Mondiale:

La terza guerra mondiale inizierà nel novembre 2010 e finirà nell’ottobre 2014. Comincerà come una guerra normale, poi verranno usate armi chimiche e nucleari. Nel 2011, a causa delle piogge radioattive, nell’emisfero settentrionale non ci saranno più né animali, né piante. I musulmani inizieranno una guerra chimica contro gli europei ancora in vita.

Così come tante altre di quelle che seguirono. La prossima profezia “in programma” si esprime sul 2016:

L’Europa si svuoterà e sarà quasi disabitata.

Anche questa non sembra avere molte speranze, a meno che non si riferisca a un massiccio esodo di Stati dalla zona Euro piuttosto che a un letterale crollo demografico. Anche in questo caso, tuttavia, (quasi) nulla lascia presagire qualcosa di simile.
A favore del crollo demografico, comunque, c’è anche la profezia immediatamente precedente, relativa al 2014 e da considerarsi presumibilmente legata agli sviluppi previsti per il 2016:

Si verificherà una letale diffusione di cancro della pelle ed altre malattie tumorali.

Il tutto dovuto alla guerra del 2010-2014, prevalentemente nucleare e chimica. Altre traduzioni parlano di generiche “malattie della pelle” piuttosto che di cancro, ma l’attendibilità rimane comunque assai bassa.

Oltre alla necessaria mediazione delle traduzioni, c’è anche da tenere conto del testo originale: criptico, metaforico, spesso pronunciato in stretto dialetto. Vangelia non amava farsi capire.
Se aggiungiamo il fatto che le persone più vicine a lei si sono premurate di smentire gran parte di ciò che circola sul suo conto, a partire dalle profezie più note, il quadro non può che oscurarsi ulteriormente.
In ogni caso, tornando da dove eravamo partiti, l’immenso schedario messo in piedi da Lozanov sul suo conto si conclude con una sentenza di attendibilità generale intorno all’80%.
Il transito terreno di Vangelia Dimitrova terminò nel 1996. Nessuno sa se l’avesse previsto.
Abbiamo tempo fino al 5079, la sua data della fine del mondo, per scoprirlo.

 

Autore: Daniele Pollero
Messo on line in data: Ottobre 2015
Ultimo aggiornamento: Dicembre 2015

 

Bibliografia
– Brelet-Rueff C. – Le arti mediche sacre dall’antichità a oggi, Sperling & Kupfer, Milano, 1994.