ERBE MAGICHE DELLE STAGIONI: L’INVERNO di Katia

Il mio passaggio lascia la testimonianza sul niveo arazzo naturale.
I suoni ovattati mormorano una ninnananna per la natura dormiente, che sotto ad un manto di neve aspetta il rinnovamento: è l’Inverno.
I pettirossi e i passeri arruffati volteggiano sopra il manto candido, osservando qua e là cosa offre questa stagione così dura e ostile; qualche nonnino getta premurosamente qualche briciola e svolazzando paurosi questi piccoli esseri alati si posano sul loro provvidenziale pasto; ma cosa offre l’inverno?
Tutto tace, tutto dorme, non resta più nulla, il vociare delle cince si è spento, le melodie degli usignoli si sono smorzate in un gorgheggiare muto.

Le fiamme ondeggiano nel camino, lo scoppiettio mi accompagna con la sua pacata cadenza, la neve scende ovattando tutto il mio magico mondo. Un sussurro silenzioso sgorga dall’animo e mi dice che la natura ha provveduto, la grande madre ha donato, ora i suoi frutti possono essere usati per nutrire il corpo e la mente.

Marmellate, intrugli per tisane, liquori, unguenti e oli, tutto questo ho fatto e preparato con cura nell’arco dell’anno, al passaggio d’ogni stagione, al dono del momento. Un’antica usanza, lasciata andare con il tempo, con la frenesia dei tempi, con la tecnologia e la genetica, la chimica.
A che cosa serve ormai tutto quest’oro puro?
Questa alchimia, che aiutava l’uomo al tempo dell’uomo, ora non serve più.
L’automa ha bisogno di fare in fretta, guarire in fretta, mangiare velocemente: l’inverno è solo un impiccio o semplicemente un business per il turismo; l’inverno non è più introspezione, silenzio per capire, il buio nell’attesa della Luce.

Ad ogni modo, io ascolto il tempo delle stagioni, e accolgo l’inverno con pace.
E, magari in compagnia, a Capodanno sorseggio il nocino, magari mangiando una buona crostata fatta con la confettura di sambuco.

E infine, se il pasto è stato abbondante, perché no… un bicchierino di amaro fatto con la radice di genziana per digerire e, per i bimbi, una calda tazza di camomilla, raccolta durante l’estate.

 

Autore: Katia
Messo on line in data: Dicembre 2002