GEOMETRIA SACRA (PARTE SESTA) di Elisa Barindelli
Ottagono – VII Chakra
Introduzione
Sono andati perduti gli usi e i rituali, pur sopravvive la capacità di ricordare: la porta in sé l’umano come il più intimo dei segreti, ne avverte il richiamo. È una voce fonda, misteriosa, familiare; con dolcezza e nostalgia richiama incessante verso casa.
C’è un arcano, primordiale legame tra il corpo degli esseri umani e le sacre geometrie della Terra. Molto del prodigio dell’incarnazione e del continuo suo mutare è oggi dimenticato; tuttavia, incurante dell’apparente cecità del pensiero, la sacra geometria mostra le tracce del sapere nei suoi codici, nelle proporzioni, nelle sue forme. Per chi impara a riconoscerle, un mondo di meraviglia si schiude e il viaggio più antico s’avvia, compare la strada che dall’individuo conduce al Tutto. In questa rubrica saranno suggeriti possibili collegamenti tra il corpo sottile, in particolare nei sette chakra principali, e le geometrie sacre terrestri. In ogni appuntamento avvicineremo un chakra e la geometria ad esso corrispondente, alla ricerca di insegnamenti, suggestioni, inviti alla ricerca e alla sperimentazione.
L’armonia dell’Uno e le Parti
Nell’evolversi storico del contatto umano con la geometria, l’Ottagono s’è posto, con notevole coerenza di rappresentazioni e significati, qual figura di raccordo e congiunzione tra la dimensione umana e l’essenza divina.
Esso appare specificamente punto di contatto tra elementi molteplici e non sempre omogenei: un passar di dimensione che dalla pluralità converge ad armonico incontro in realtà nuove, capace di far possibile il creare di quel che prima non esisteva.
L’Ottagono ricorre ad esempio nell’architettura cristiana, ove il battistero a otto lati richiama l’ottavo giorno della resurrezione, che comprende i precedenti sette e li completa d’un senso e d’una speranza nuova. Similmente si fondano su pianta

ottagonale edifici di rilievo storico e d’immensa suggestione ove confluiscono culture, storicità ed elementi molteplici. La Torre dei Venti ateniese nasce come luogo di venerazione e punto d’incontro delle otto direzioni della rosa dei venti; la Cupola della Roccia di Gerusalemme è oggetto di venerazione comune alle tre le principali religioni monoteiste; Castel del Monte, nei suoi innumerevoli richiami astronomici, è punto d’incontro di cosmo e Terra, tra il cielo incorniciato nel cortile e la pietra che nel suolo si radica.
Appare l’Ottagono nella ruota del Dharma, in cui s’incontrano gli otto sentieri che conducono il buddista all’illuminazione; similmente nel Bagua del Taoismo cinese sono riuniti nell’Ottagono i flussi energetici che traversan l’esistenza e ne sostengono il dipanarsi.

Il contatto tra Divino e umano
Il VII chakra è nel corpo sottile portale di connessione, filamento ch’unisce il cielo alla Terra per infondere nel corpo entrambi. All’aprirsi del VII chakra s’intravede il cammino che dalla dimensione mortale si estende e proseguita, mutando di condizione sino al cielo. Esso non è da intendersi tuttavia come cassa di risonanza passiva d’un messaggio e d’una saggezza esterna, inumana; al contrario il VII chakra sviluppa e struttura l’accoglienza atta a serbarne l’essenza più pura e portarla al viver reale.
L’essenza dell’archetipo Ottagono è da ricercarsi nell’incontro complementare del viver terrestre e del ricordo oltre l’incarnazione.
Sottesa all’Ottagono e al vibrare del chakra della corona v’è la necessità continua della scelta. Essi muovono un invito costante e spietato all’assunzione della responsabilità di sé, della propria autonoma definizione; ne sorge in ogni momento il bisogno di sondarsi e domandarsi: “io chi sono?”, mentre uguale s’impone il veto di lasciarlo dir da altri, siano essi l’aspettativa, l’uso comune, l’ideale nobile, il principio di giustizia, la religione. Non v’è automatismo: scegliere è l’imprescindibile preludio all’incontro armonico della molteplicità, all’accordarsi della parzialità in melodia comune.
L’atto di fede in sé stessi -e in null’altro che sé stessi- è il pegno che l’Ottagono richiede per rivelarsi.

Nell’Ottagono e nel VII chakra risuona l’armonia del creato e del creatore, il muoversi insieme d’ogni frammento sino all’emergere d’un mosaico sconfinato, abbacinante, meraviglioso. La proporzione e lo spazio interno dell’Ottagono narrano la completezza e insieme il desiderio d’ampliarsi al nuovo, il microcosmo completo che pure già schiude al maggior ordine di grandezza, al richiamo dell’apprendere ancora, del crescere e maturare. Ugualmente nel VII chakra il mondo invisibile sotto la superficie e la luce che alta s’estende vi si sfiorano. Fedele alla propria natura accogliente, in esso l’abbondanza delle parzialità confluisce e sempre origina nuove dimensioni d’unità in cui espander la coscienza.
L’eterno convive così con il progredire, il divino si specchia mutevole nel terrestre e lo chiama all’ideale, al ritorno alla sorgente, all’unione di Tutto e Uno.
L’insegnamento dell’Ottagono
Abbondanza è il saper scegliere quando la via della materia è preferibile alla via dell’invisibile e viceversa: entrambe portano segno divino e d’uomo insieme.
Autore: Elisa Barindelli
Messo on line in data: Luglio 2026
