IL MISTERO DELLA SFINGE di Emanuela Cella Ferrari

Da millenni, ogni mattina, vede sorgere il sole davanti a sé: è la Sfinge di Giza, simbolo dell’Egitto e di mistero. E misterioso è il suo volto impassibile, segnato da uno strano sorriso; per molti essa è l’incarnazione della sapienza perduta.
Alta venti metri, la Sfinge venne costruita ad immagine del faraone Chefren, intorno al 2500 a. C. Sembra che sia stata ricavata da una roccia rimasta nel sito di una cava usata per la piramide di Cheope, dalla quale sporge con la sola testa.

Nel corso dei secoli, le tempeste di sabbia hanno rischiato di inghiottire la Sfinge e da qui sono nate innumerevoli leggende. Si dice che, verso il 1400 a. C., quando era sepolta fino al collo, un principe si sia fermato a riposare proprio alla sua ombra. Si addormentò e in sogno udì la voce della Sfinge che gli prometteva, se l’avesse liberata dalla sabbia, di farlo diventare faraone, scavalcando i fratelli maggiori. Svegliatosi, il principe diede inizio ai lavori . Più tardi egli divenne realmente faraone con il nome di TUTMOSI IV.

Nel 1991 venne dimostrato, con una serie di prove archeologiche, che la costruzione della Sfinge era avvenuta almeno ottomila anni prima, quindi tremila anni prima che avesse inizio la civiltà egizia. Questo, naturalmente, sconvolse il mondo degli studiosi dell’Egitto, con una grande ondata di incredulità. Nel 1700, invece, gli egittologi dell’epoca erano convinti che la Sfinge fosse molto più antica delle piramidi. In ogni caso essa deve la sua grande importanza, sia nell’Egitto antico, sia ai giorni nostri, non solo alla sua immagine regale, ma anche al fatto che fu connessa al culto solare di Horus. Venne anche definita, grazie al suo carattere divino, la custode e la protettrice delle porte dei templi e dei palazzi.

Numerose ricerche vennero svolte all’interno della Sfinge stessa, allo scopo di comprendere se ciò che raccontavano le leggende corrispondesse a verità. Molte di esse parlavano dell’esistenza di camere sotterranee contenenti antichi segreti, ma generalmente gli autori di tali racconti erano scrittori un poco stravaganti. In ogni caso, un geofisico di nome DOBECHY fece alcune interessanti scoperte.
Per poter studiare gli strati delle rocce, uno dei metodi più usati sono le vibrazioni. Una lama di metallo viene inserita negli strati più profondi della roccia; le vibrazioni passano attraverso di essa e poi tornano indietro. L’effetto è simile ad un’eco, che viene registrata dai geofoni; i dati vengono poi interpretati da un computer.
Dobechy scoprì che, proprio a pochi metri di profondità, sotto le zampe anteriori della Sfinge, vi erano alcune camere sotterranee. Quindi i racconti e le varie leggende non erano completamente frutto della fantasia.

Nell’immagine a lato,
“Ascoltando la Sfinge” di Elihu Vedder (1836-1923).
Particolare, olio su tela, Boston, Museum of Fine Arts

 

Nell’ottobre 1994 la Associated Press affermò che i restauratori della Sfinge avevano trovato un passaggio segreto che portava al suo corpo. Immediatamente le autorità dell’altopiano di Giza intervennero affermando che, poiché erano in atto le ristrutturazioni della Sfinge, ulteriori scavi dovevano cessare. Nonostante tutto, Dobechy continuò le sue ricerche. Egli scoprì qualcosa di molto strano: nella parte anteriore della Sfinge si notavano gli effetti di agenti atmosferici ad una profondità di due metri e mezzo. Nella parte posteriore, invece, gli effetti di tali agenti erano arrivati solo ad un metro e mezzo di profondità.
Cosa significava tutto ciò?
La risposta a tale domanda potrebbe essere che la parte anteriore dovrebbe avere migliaia di anni in più rispetto a quella posteriore. Quindi, anche immaginando che la parte posteriore risalga ai tempi di Chefren, la parte anteriore dovrebbe avere il doppio degli anni.
Ad ogni modo la costruzione della Sfinge venne determinata nell’era del Leone, e cioè nel 10500 a. C.
La testa risultò in condizioni migliori del resto del corpo; ed oggi, guardandola, si può notare che la testa è sproporzionata. Secondo West, che la esaminò accuratamente, la figura che vediamo oggi non è quella originaria.
Un altro aspetto insolito è che la Sfinge non si trova sulla stessa linea delle piramidi. Strano, questo aspetto, perché gli architetti egizi non lasciavano niente al caso. Una rampa di pietra è spostata di alcuni gradi rispetto alle piramidi e più a destra si trova la Sfinge.
Secondo gli esperti, gli Egiziani spostarono la rampa e la Sfinge dalla linea delle piramidi in modo che il sole sorgesse sulla rampa e facendo sì che la Sfinge si riflettesse all’orizzonte con la testa e le spalle.

La Sfinge nasconde ancora molti misteri. Nella stessa stanza sotterranea scoperta da Dobechy sembra vi sia qualcosa nascosto, un tesoro che dovrebbe trasformare completamente la nostra conoscenza sull’antico Egitto.
Sarà vero, tutto questo? Non possiamo saperlo, almeno per ora.
In ogni caso il sensitivo EDGAR CAYCE predisse la scoperta, che venne fatta più tardi, della SALA delle MEMORIE.
In conclusione, l’Egitto è una terra meravigliosa, piena di fascino e di mistero. Non conosceremo mai completamente i suoi segreti, ma forse è meglio così. Limitiamoci ad ammirarla, pensando ad essa come alla depositaria di una sapienza segreta e secolare.

 

Autore: Emanuela Cella Ferrari
Messo on line in data: Dicembre 2001