IL SIMBOLISMO APOCALITTICO DEL FILM “300” di Vito Foschi

Il film 300 è stato tacciato di essere un film violento e “testosteronico”, qualunque cosa voglia dire questo termine; una subitanea interpretazione politica-sociologica l’ha trasformato nel conflitto fra Oriente e Occidente, ma al di là degli aspetti più spettacolari, 300 nasconde un simbolismo molto chiaro e se vogliamo anche semplice.
Diciamolo subito: il film è stato caricato di una simbologia apocalittica piuttosto evidente e sia la battaglia delle Termopili, sia il fumetto di Miller sono solo un pretesto per parlare dell’eterna lotta del bene e del male, sempre presente.

Chi ha visto il film e letto il fumetto si sarà reso conto che esistono solo piccole differenze fra i due tipi di narrazione, ma queste differenze non sembrano casuali. Il disegnatore Miller si è ispirato alla battaglia per farne un’opera di profondo impatto visivo, ma chi ha messo mano al film ci ha aggiunto alcuni particolari per trasformarlo in un’opera simbolica.
Nella scena iniziale lo spartano Delios narra di come il giovane Leonida ammazzi un feroce lupo nero dalle dimensioni mostruose e subito dopo paragona il re Serse a una belva feroce. Il lupo ha significati positivi, come nel caso della Lupa di Roma, ma anche negativi, simboleggiando la ferocia e la violenza. Il lupo nero, in particolare, è simbolo del demonio e l’accostamento e il conseguente significato sono chiari.

 

 

Nell’immagine sopra, Leonida alle Termopili di Jean-Louis David (1748-1825)

 

Lo spartano definisce l’esercito di Serse un esercito di schiavi e ciò a grandi linee è storico, perché l’impero persiano era multinazionale e le varie nazioni gli tributavano truppe che chiaramente non avevano molto interesse a immolarsi per un re straniero che aveva conquistato i loro territori. Al di là della storicità della battuta, è lapalissiana l’idea dello scontro fra l’esercito dei greci (formato da uomini liberi) e l’esercito di schiavi di Serse.

La figura di Serse non ha nulla di storico: la sua figura da transessuale con piercing è totalmente inventata, ma è proprio l’ambiguità a risultare interessante. Nel film e nel fumetto Serse si proclama Dio Re e anche questo è totalmente inventato. L’ambiguità è caratteristica dell’anticristo, e uno dei titoli con cui si presenta è quello di re di questo mondo. Beninteso, re di questo mondo e non Re del Mondo. Essere il re di questo mondo significa essere signore del mondo materiale, mentre Re del Mondo ha il preciso significato di signore della creazione in tutti i suoi aspetti, anche non materiali.

Gesù è Re del Mondo, perché ne comprende tutti i suoi aspetti, mentre Satana può essere signore solo della materia e infatti tenta Cristo con regni e ricchezze, non con doni che vanno oltre il dominio della materia. Serse tenta Leonida con l’offerta del governo dell’intera Grecia. Un altro particolare interessante del film è il carro d’oro su cui viaggia Serse decorato con arieti, chiaro simbolo di Satana. Punto centrale del film è il discorso incentrato sulla ragione: “La sola speranza che ha il mondo di giustizia e ragione” grida lo spartano Delios ai suoi compagni.

La scena in cui Efialte, lo spartano deforme, va da Serse a tradire costituisce la summa di tutto il film. Serse dice di sé che lui è buono, che può dare tutto, donne e potere, è sufficiente piegarsi, al contrario di Leonida che aveva chiesto allo storpio di alzare lo scudo, ovvero gli aveva chiesto di essere uomo. E’ la proposta tipica dell’Anticristo, che si presenta come buono e accondiscendente e in cambio vuole solo…l’anima.

Il fanatismo degli spartani che si immolano è paragonabile a quello dei cristiani che si facevano sbranare dai leoni. Anche la morte di Leonida ha qualcosa di cristiano. La scena finale vede il re spartano trafitto da frecce come S. Sebastiano e a braccia aperte come se fosse in croce. Probabilmente l’autore del film si è ispirato a qualche rappresentazione classica e potrebbe darsi trattarsi di un caso, ma una semplice coincidenza? Alla fine sembra che l’autore abbia considerato gli spartani alla stregua dei martiri cristiani. E in un certo qual modo la fede c’entra. I cristiani si immolavano per la fede in Cristo, gli spartani per la loro fede nella libertà e nella ragione.

Sono interessanti i continui rimandi alla ragione, che poi è il lascito culturale dei greci a noi occidentali che i cristiani hanno pensato bene di includere nel loro sistema di pensiero. Efialte, il traditore, invita Leonida a essere ragionevole e a sottomettersi a Serse, cosa ovviamente ragionevole visto la sproporzione di forze. Ma è alla stessa ragione che si appella Leonida, però a una ragione sorretta dalla fede, una fede che porta a sperare che infine la ragione trionfi nella libertà e nella giustizia. La fede nella libertà porta gli spartani a morire da uomini liberi piuttosto che vivere da schiavi. Speranza e fede non ricordano qualcosa?

… hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione [..]. Quest’oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare”.

 

Autore: Vito Foschi
Messo on line in data: Dicembre 2012