ERBE MAGICHE: IL SORBO DEGLI UCCELLATORI di Katia

Ottobre è un mese stupendo, che ha in serbo tanti doni meravigliosi. La magia che la natura offre è ineguagliabile…
Tocco di Magia! Una mano fatata ha sottratto a un pittore la tavolozza carica di tinte calde e con spruzzi e pennellate ha cambiato volto all’estate.
Ora regnano i colori: i ciliegi fiammeggiano, i larici lanciano bagliori solari; i castagni, come i noci, sono coperti da una pellicola dorata. Una miriade di sfumature dà un caldo saluto all’autunno.
Si ode un richiamo lontano, un tordo fa udire il suo canto; il mio sguardo si posa su di un piccolo albero sgargiante, carico di fiammeggianti frutti.
Uno storno segue il gorgoglio del compagno e si posa leggero su quei frutti colorati, pronto per un abbondante banchetto. Ecco, è il Sorbo degli uccellatori.

Quest’albero in primavera si copre di profumati fiori bianchi che ricordano l’aroma del biancospino.
Non è molto alto, quest’arbusto, ma nel suo piccolo mondo cela un regno di magia.  Scopriamo i suoi segreti… Con elegante bellezza, il Sorbo sfoggia senza presunzione i suoi tesori: pendenti colorati scendono pesanti dai rami, i perlati frutti a forma di mela sono uniti a grappoli corallini che irradiano di scarlatto l’arbusto, un po’ chino per il prezioso peso.
In autunno il Sorbo è in festa: gorgheggi e cinguettii danno vita a quest’albero, che diventa libagione per i volatili, che con i loro schiamazzi trasformano il quieto arbusto in una sagra paesana.
Fu definito Sorbo “degli uccellatori” perché fu messo a dimora nei roccoli per attirare tordi, cesene e altri uccelli; qui essi cadevano prigionieri delle reti che l’uomo nascondeva fra la vegetazione.
I Romani nell’antichità fermentavano le bacche con il grano per ottenere una bevanda dolciastra, mentre oggi sono distillate per fare acquavite o liquori.
Le sorbe, fino alla fine dell’Ottocento, venivano amalgamate nell’impasto con la farina per arricchire il pane nei momenti di carestia


Albero longevo, il sorbo simboleggia la rinascita materiale e spirituale, la luce dopo le tenebre del Solstizio.

Nel calendario Celtico, quest’arbusto dava il nome al mese lunare: “Cerdinen” in gallese, o “Luis”in irlandese, che andava dal 21 gennaio al 17 febbraio.
Albero magico per i Druidi, con i falò di legno di sorbo, fra crepitii e fumi, essi invocavano l’ aiuto degli spiriti; e per interrogare i demoni, usavano i suoi piccoli rami, che sparpagliavano su una pelle di toro costringendo le forze oscure a rispondere, e così venivano a conoscenza delle intenzioni malefiche.
Antiche leggende raccontano che dal legno di sorbo si ricavasse una verga magica, chiamata “mano di strega”, che serviva ai rabdomanti per trovare tesori nascosti o metalli preziosi.
Contemplato dai Celti come albero dell’Aurora dell’anno, il sorbo era anche considerato sacro, perché i suoi frutti erano nutrimento degli dei e talismano contro fulmini e sortilegi.

 

Curarsi con il Sorbo
Per la tosse, fare un infuso con 20 gr. di foglie in un litro d’acqua bollente; dopo 10 minuti filtrare e bere. Ottimo come espettorante.

Per la pelle, fare una maschera con la polpa delle sorbe ben mature, passate al mulinetto; è un ottimo tonificante per pelli stanche.

Carissime streghette, mi raccomando… non tutte le bacche rosse fiammanti sono frutti di sorbo; quindi, se non conoscete la pianta è meglio lasciar stare, altrimenti un bel frutto scarlatto potrebbe trasformarsi in un pericolo, come la mela di Biancaneve.
Che ne dite?

 

Autore: Katia
Messo on line in data: Ottobre 2000