IL SIMBOLISMO DEI CONIUGI ARNOLFINI di Gaetano Dini
Il famoso quadro di Van Eick sui coniugi Arnolfini è ricchissimo di un curioso simbolismo, che vale la pena di studiare.
Quella raffigurata è la prima moglie, morta nel 1433. Sembra incinta, ma le Biografie su Arnolfini non parlano di suoi figli.
Arnolfini si risposo’ nel 1447 sempre con una donna della città di Lucca, come lui.
Nell’immagine qui sotto,
“I coniugi Arnolfini” di Jan Van Eick (1390-1441)
Olio su tema, National Gallery, Londra

Il pittore del quadro morì nel 1441, quindi secondo me raffigurò la coppia dopo il 1433, magari sfruttando per ritrarre la prima moglie qualche precedente sua raffigurazione.
Difatti il quadro viene datato 1434.
Siccome sul pavimento ci sono un paio di zoccoli femminili che sembrano stati tolti
dai piedi poco prima, si presume che la moglie fosse scalza sotto il lungo vestito.
Essere a piedi nudi era simbolo di morte.
Nella pittura raffigurare una persona scalza indicava che essa era deceduta, quindi il quadro dovrebbe essere postumo alla prima moglie.
Nel quadro è raffigurato in primo piano anche un cane, la piccola taglia è per farlo stare bene dentro la scena.
Il cane è da sempre simbolo di fedeltà, vedi il cane Argo di Ulisse nell’Odissea.
In questo quadro il cane è simbolo coniugale.
Ma il cane è anche simbolo di morte.
Il dio egiziano Anubi aveva testa di canide, uno sciacallo, si pensa, ed era accompagnatore delle anime dei defunti nell’oltretomba.
Cerbero nella mitologia greca era raffigurato come un cane tricefalo ed era a guardia dell’ingresso degli inferi, regno di Ade, e non permetteva a nessuna anima dannata di uscirne.
Questa simbologia di morte, propria del simbolismo del cane, si addice bene all’atmosfera lugubre che promana dal quadro mentre un matrimonio o anche un contratto
pre-matrimonale emana atmosfere di serenità.
Gli studiosi dicono che il pittore fiammingo van Eyck ritrasse la coppia durante
il giuramento matrimoniale, lui storicamente presente.
Prima di tutto ci si sposa in chiesa sull’altare e in presenza di un presbitero officiante.
Nel quadro non c’è niente di tutto questo. Che fosse un giuramento laico pre-matrimoniale?
Nel quadro si vede solo il marito con il volto di una salma che sembra officiare e benedire con la mano destra una messa di requiem in ricordo della moglie defunta.
Nel quadro dietro la coppia Arnolfini è dipinto uno specchio che riflette l’immagine della coppia di spalle e si vedono vicino a una porta in fondo, di fronte ai coniugi, due immagini sfocate di persone, una vestita in azzurro, nell’altra sono presenti il rosso eil nero.
Nel simbolismo dei colori l’azzurro esprime fiducia e armonia (Arnolfini era un mercante ricchissimo), il rosso esprime potenza, ma anche pericolo; il colore nero evoca austeritaà lutto e morte.
A Bruges nel Medio Evo si lavorava la lana importata da Inghilterra e Scozia, dove c’erano grandi greggi ovini e anche il ricamo di arazzi, famosi: i fiamminghi.
Era quella una vera e propria industria tessile per l’epoca. Bruges e le Fiandre erano inoltre collegate con le città commerciali nord europee della Lega Anseatica.
Le Fiandre richiamarono quindi all’epoca commercianti e banchieri, soprattutto italiani,
tra cui il ricco mercante lucchese Giovanni Arnolfini (1400 – 1472).
Autore: Gaetano Dini
Messo on line in data: Ottobre 2025
