IL SATOR E IL QUADRATO MAGICO di Giulietta Marras
Il Sator e il Quadrato Magico di Marte
Novità nel mondo della saggistica esoterica, il libro su cui si basa questo articolo, Il Sator e il Quadrato Magico di Marte – fusione alchemica, parte dall’enigma storico del Sator e dal Quadrato Magico di Cornelio Agrippa, accomunati dall’essere entrambi griglie 5×5 all’interno delle quali sono presenti equilibri (letterali in un caso, numerici nell’altro) e leggi costruttive che le rendono altamente risonanti e capaci di interagire con il mondo fenomenico e con l’essere umano, in virtù del numero 5 che è il loro substrato.
Il Sator come simbolo palindromo apotropaico dai molteplici misteriosi significati, composto da 5 parole di 5 lettere ognuna, sorretto da una legge linguistica, la palindromia, una preghiera e una formula magica capace di protezione e difesa passiva di luoghi e persone; il Quadrato Magico di Marte come struttura matematica, le cui frequenze risuonano di energie marziali, di dominio e conflitto, di autorità, composto da tutti i numeri dall’1 al 25, che si interfacciano in modo tale che la somma di ogni riga, colonna e diagonale sia sempre la costante magica 65, sorretto da una legge matematica.
Entrambi i simboli sono essenzialmente strumenti di difesa: da un lato la difesa attiva di Marte che governa la forza e i conflitti, che protegge i confini e allontana le energie negative, dall’altra la difesa passiva del Sator, che eleva le frequenze e che può dialogare con Marte per dirgli come indirizzarsi verso il Bene Superiore e l’Equilibrio.
Attraverso una ricerca geometrico-matematica e una traslitterazione tra Numero e Lettera incentrata sul Sistema N-13, secondo le regole codificate proprie dell’ermetismo e della Cabala, l’autrice Giulietta Marras arriva alla scoperta di un nuovo Quadrato Magico inedito e originale, da lei chiamato TARAT, che è una evoluzione energetica di entrambi, un connubio tra Forza e Forma, tra Maschile e Femminile, tra Severità e Dolcezza, tra Rigore e Fantasia, che è il risultato di quella che lei chiama Fusione Alchemica, capace di distruggere tutto quel che è da distruggere per poter evolvere, di Pura Difesa Attiva.
Le energie trasmutative dell’Arcano XIII risuonano dal cuore del Tarat e ne sono il battito, con quella falce che taglia e che fa riemergere dal brodo di fuzione il Nuovo Sé, liberato da ciò che rendeva ardua la crescita.
Sator e Marte diventano trama e ordito per un’armatura protettiva potentissima, considerata dall’autrice un vero e proprio “Rebis della Difesa” tutto da scoprire, nel quale la forza bruta, guerriera e incontrollata di Marte viene ammorbidita e forgiata dalla poesia del Sator, che è anche comando e direzione. La severità di Marte e la sua Giustizia Divina, matematica, si plasma e obbedisce alle carezze sinuose del Sator, letterarie.
Il risultato TARAT è un’Architettura Geometrica di rara Perfezione e Bellezza, visiva ma soprattutto vibrazionale, tutta da sperimentare nella pratica magica e cerimoniale come in Radionica.
L’autrice guida il lettore in un viaggio all’interno dei due simboli e della loro storia, delle loro energie e dei loro poteri, accompagnandolo sino al Tarat e oltre, in un viaggio che porterà sino alla meta, essere Re incoronato e assiso sul proprio trono in N-13, intoccabile e regnante, nel suo pieno potere, insindacabile.Il conflitto è superato, semplicemente è vinto, dissolto e trasmutato, utilizzato come materia prima di costruzione.
Entriamo nel vivo e vediamo come il Tarat è stato scoperto.
Dalla Scuola Ermetica sappiamo che un nome angelico, ma anche un intento, possono essere traslitterati per essere poi inseriti in uno dei quadrati magici di Agrippa, confacente energeticamente, per trasformarsi in un glifo che ha in sé le energie che sono utili alla volontà del mago. Utilizzando un procedimento analogo, partendo dalla frase palindroma SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, la si è fatta passare sotto il fuoco solvente di Marte e del suo Quadrato Magico.
Ad ogni lettera del Sator (e nell’ordine dato dal Sator), si sono fatti corrispondere i numeri dall’1 al 25, quanti sono gli spazi della griglia e che corrispondono a tutti i numeri presenti all’interno della kamea di Marte. Tali numeri sono disposti nella griglia 5×5 della Kamea marziale in modo apparentemente casuale, ma secondo un rigido ordine che è equilibrio tra somme, costanti e diagonali, un ordine costruito intorno al numero generatore 13, centrale, in tredicesima posizione.
Posto che nel Sator la casella centrale 13 è occupata dalla lettera N, vero motore immobile e luogo dato dall’incontro dei due assi verticale e orizzontale TENET, la casella N-13 diviene il perno fisso attorno al quale si svolge una danza armonica nella quale il Sator viene riscritto seguendo la coreografia della Kamea di Marte.
Il lavoro di traslitterazione è di una ovvietà disarmante. Prendendo come guida fisica ed energetica il Quadrato Magico di Marte, si vanno a ricollocare le lettere del Sator originario all’interno di una nuova griglia 5×5, seguendo la regola data dalla nostra volontà, ricollocandole seguendo l’ordine con cui i numeri sono imbrigliati nella Kamea di Marte.
La prima S verrà posta dove nella Kamea di Marte sta l’1, la prima A verrà posta dove nella Kamea di Marte sta il 2, la prima T verrà posta dove nella Kamea di Marte sta il 3 e così via.

Questa operazione di Fusione Alchemica sembra quasi che distrugga e destrutturi i due simbolil originari, con il rischio di far perdere ad entrambi l’ordine e la regola geometrica o letterale che li governa.
E’ un rischio che si è scelto di correre, nella consapevolezza che tanto in magia si regge sulla dimenticanza, quale strumento per lanciare l’intento all’Universo, che poi troverà il modo di manifestarlo nella realtà fenomenica in modi del tutto imprevedibili e inaspettati.

E la meraviglia è assoluta nel constatare che il nuovo Quadrato Magico TARAT si muove con grazia intorno al suo centro N-13 e alle sue energie trasformative, che la palindromia non è persa ma potenziata sino a divenire iperpalindromia, che le TENET degli assi del Sator non sono perse ma attivate, spostate sulle diagonali, come se un movimento ordinatore avesse dinamizzato la griglia, riordinato tutte le lettere in modo perfettamente simmetrico imprimendogli una rotazione attivatrice di 45°. La protezione statica del Sator si è fatta protezione attiva, con la croce greca del Sator che diviene una crux decussata nel TARAT, le cui energie sono decuplicate.
Il TARAT è un Rebis di Difesa, una Difesa Intelligente che ha dato alla forza di Marte il potere del discernimento, per emettere quel che si può definire un attacco riordinatore, in linea con le energie dell’Arcano XIII. Ordine sul Conflitto, Volontà indomita che vince il Caos.
Dal nuovo quadrato magico TARAT avrà origine un nuovo pentacolo di Magia Cerimoniale, l’Athanor Marziale di Camael, il Pentacolo della Fusione Solvente, che ha al centro il Tarat, nel versicolo il Salmo 94,23, ma tanto altro. Un Pentacolo che non è solo un oggetto di Difesa, ma un perfetto Riequilibratore energetico sotto Geburah e Camael, da utilizzarsi per un taglio del secco funzionale alla Trasmutazione, da usarsi in contesti legati alla protezione contro gravi ingiustizie, con la Forza marziale di Geburah e Camael invocata per tagliare via gli ostacoli e permettere il ripristino della Legge Divina.
Il libro si conclude con un percorso esperienziale meditativo all’interno del TARAT, che trova conferma nello studio radionico delle sue forze e con consigli e corrispondenze utili per la pratica.
Entrando nella sua Geometria Sacra si scoprirà il cuore pulsante N dal valore altissimo, le E ai suoi spigoli prossime allo zero, come un buco nero che attrae le energie dissonanti e malefiche che poi saranno trasformate e riportate a livelli ferquenziali benefici in N-13. Un poco come accade prima di entrare nella Camera del Re a Giza o scendendo i gradini del posso di Santa Cristina in Sardegna, opere architettoniche e sacre dal potere trasmutativo, come nel labirinto di Chartres.
Autore: Giulietta Marras
Messo on line in data: Luglio 2026
