ARITMOSOFIA E ONOMANZIA (PRIMA PARTE) di Devon Scott
Aritmosofia tra esoterismo e divinazione
La nascita della numerologia in Occidente viene attribuita a Pitagora (circa 570-497 a.C.), per il quale il numero era la causa prima del mondo, la sostanza di tutte le cose.
Aristotele nella Metafisica sostenne che i pitagorici avevano il merito di aver fatto progredire le scienze matematiche, in quanto: «parve loro di vedere nei numeri, più che nel fuoco, nella terra o nell’aria, molte somiglianze con le cose che sono o che divengono».
Come dice Reale: «studiarono a fondo anche i vari fenomeni del cosmo, anche in questo ambito dovettero notare l’incidenza determinante del numero».
Infatti sono precise leggi numeriche che determinano l’anno, le stagioni, i giorni, i tempi dell’incubazione del feto, i cicli dello sviluppo e i vari fenomeni della vita. Quindi costruirono corrispondenze tra i numeri e tutto il resto, comprese quelle che egli giudica poco benevolmente “corrispondenze inesistenti”, cioè tra i numeri e la personalità, tra i numeri e il destino.

Pitagora non lasciò nulla di scritto; quel che sappiamo ci è stato tramandato dal suo allievo Filolao, che disse che il suo Maestro per primo aveva associato ogni numero a particolari caratteristiche. Per esempio, l’uno era simbolo del Creatore e origine di tutti gli altri numeri; nel 2 c’erano la conoscenza e anche il principio dei contrari, nel 3 la sintesi spirituale. Il 4 conteneva la grandezza matematica e rappresentava la giustizia perché era il primo numero quadrato. Nel 5 c’erano la qualità e il colore della natura sensibile, nel 6 il principio vitale, nel 7 la mente, la salute e la “luce”, nell’8 l’amore, l’amicizia, il senno e il pensiero. Il 9 rappresentava la pienezza e il 10 era il numero della perfezione assoluta.
L’aritmosofia (dal greco arithmòs, numero, e sophia, sapienza), che studia il simbolismo dei numeri, venne collegata all’onomanzia: alle lettere fu attribuito un preciso valore numerico, diverso per le minuscole e le maiuscole, che veniva usato per trarre auspici. Oltre che in Grecia, era ben conosciuta in Egitto, in India, in Cina e a Roma.
Nel Sefer Yesirah (Il libro della formazione) si legge che Dio creò il mondo con tre forme: la scrittura, il numero e il discorso. Per i Cabalisti i numeri sono espressi con le lettere dell’alfabeto.
Anche per i Musulmani i numeri hanno valore mistico; nella sua enciclopedica opera Les ouvertures de La Mekke, Ibn Arabî impiegò ben duemila pagine per spiegare la teoria dei numeri collegati alle lettere.

Agrippa (La Filosofia Occulta) dedicò ampio spazio alle lettere degli alfabeti antichi (in particolare a quello ebraico, considerato il più potente in magia), ai metodi per tradurle in numeri e per trarre auspici con questi, in quanto «i numeri racchiudono misteri profondi e conosciuti solo a poche persone». Per questo diede i quadrati corrispondenti a ciascun Pianeta, vere “tavole sacre” che rappresentavano la forma dei numeri celesti e quindi potevano essere incise sui Talismani, in numeri o nelle corrispondenti lettere ebraiche, per richiamare i poteri dei Pianeti.
L’Abate Giovanni Tritemio, umanista, teologo e taumaturgo tedesco, inventò un sistema ermetico su base astrologica e cabalistica, che illustrò nel suo Steganographia, chiave di tutte le scritture occulte. In seguito pubblicò anche Polygraphia e scrittura cabalistica universale, opera originalissima e dotata di figure mobili a cerchi rotanti che illustravano i rapporti tra lettere dell’alfabeto e numeri, gerarchie angeliche e Pianeti.
Alla luce di questo, pensate che in numerologia possano esistere regole valide per tutti? Purtroppo no.
Se la data di nascita, espressa ovviamente in numero, non crea quasi mai contestazioni, ciascuno ha la propria tecnica per estrapolare da un nome e un cognome i numeri che riveleranno il destino del soggetto. Appurato che le basi della numerologia risalgono a Pitagora e alla prima mistica ebraica, già si parte con un problema: quale alfabeto usare e quali numeri attribuire a ogni lettera? L’alfabeto greco, di 24 lettere, ne ha alcune che nel nostro non esistono, lo stesso per quello ebraico, di 22 lettere. Per semplificare si tende a distinguere una numerologia “tradizionale”, che si rifà ad alfabeti antichi, da quella moderna a 26 lettere.


Nonostante gli esoteristi e i cabalisti inorridiscano, oggi in Occidente si preferisce usare l’alfabeto standard di ventisei lettere, messe in colonna fino al numero nove:

Come si trae, in pratica, un oracolo da nome e data di nascita?
– Riducendo in numero le lettere di nome e cognome si ottiene il Numero di Espressione, che indica il carattere e il comportamento.
– Il nome da solo darà il Numero Attivo, che indica l’evoluzione personale durante la vita, le decisioni da prendere e cosa fare di se stessi.
– Il cognome dà il Numero di Ereditarietà, che indica quello che arriva dalla famiglia natale, compresi i condizionamenti psicologici, le malattie genetiche (eventuali) e l’eredità materiale.
– Le consonanti di nome e cognome insieme danno il Numero di Realizzazione, che indica i progetti realizzati e come ci si mostra agli altri.
– La somma delle vocali di nome e cognome dà il Numero dell’Anima, che indica come una persona è nel suo intimo e non come appare agli altri.
– La data di nascita darà il Numero del Percorso della Vita, che indica il destino in generale.
– La somma del Numero di Espressione con quello del Percorso daranno il Numero del Karma, cioè di ciò che deve essere realizzato in questa vita per compensare le carenze delle vite precedenti.
Individuati questi sette numeri, la somma di quelli che mancano darà il Numero dell’Ombra, che indica quello che al soggetto manca alla nascita e che dovrà acquisire con l’esperienza durante la vita.
I metodi per leggere il futuro nei numeri sono tanti: c’è chi dà un significato diverso per ogni gruppo (il 3 come numero di ereditarietà non avrà lo stesso significato del 3 come numero dell’anima), chi accomuna tutti i numeri e dà loro lo stesso senso, chi li trasforma in Arcani dei Tarocchi e ne deduce un particolare messaggio.
Alcuni si concentrano sui primi tre numeri che vengono loro in mente, li sommano e traggono previsioni. Altri sommano il numero dei nomi dei genitori e poi lo moltiplicano per i numeri del nome e del cognome del soggetto, perché il destino dei figlio dipende dal tipo di genitori che ha avuto, secondo il principio che «la mela non cade mai troppo lontano dall’albero»…
Se tutto questo vi pare laborioso, pensate che la “Tavola di Democrito“, contenuta in un papiro magico egizio, per avere notizie sulla propria salute consigliava di ridurre a numero il nome (scritto con l’alfabeto egizio o greco) e il mese in cui uno si era ammalato, poi di vedere quanti periodi di 30 giorni erano passati da allora. Dopo aver sommato tutto, si guardava la tavola: i numeri in alto prevedevano ritorno alla salute, quelli in basso morte.
1 2 3 4 7 9 10 11 13 14 16 17 19 20 23 25 26 27
5 6 8 12 15 18 21 22 24 28 29 30
Anche Nostradamus si interessò di numerologia e affermò che era possibile propiziare salute e fortuna costruendo un Talismano con un numero ricavato dalla sola data di nascita e inciso sul metallo affine al proprio segno (oro per il Leone, argento per il Cancro, ferro per Ariete e Scorpione…).
Bibliografia
Cornelio Agrippa – Le Arti Magiche, ovvero la Filosofia Occulta, introduzione e commento di Arturo Reghini, Edizioni I Dioscuri, Genova, 1988.
Reale Giovanni – Storia della filosofia greca e romana, Edizioni Bompiani, Milano, 2004.
Autore: Devon Scott
Messo on line in data: Aprile 2026
