RIFLESSIONI SULLE FIGURE DEI RE MAGI di Gaetano Dini

Riflessioni sulle figure dei Re Magi

Nel Vangelo di Matteo i Re Magi, guidati dalla stella cometa, andarono ad adorare Gesù, re dei Giudei, nato a Betlemme.
L’esegesi più recente fissa la nascita di Cristo al 6/7 a.C., più probabilmente il 7 a.C., l’anno 747 della fondazione di Roma.
La cometa viene identificata con la cometa di Halley o altri meteoriti comparsi in quegli anni.
I Magi vengono descritti genericamente come tre autorevoli sacerdoti provenienti dall’Oriente, esperti di astrologia e divinazione. Resero omaggio a Gesù offrendogli Oro, Incenso e Mirra.
Oro perché Gesù è Re; Incensom il cui olio veniva usato nelle funzioni religiose, perché Gesù è Sacerdote e Profeta; Mirra, il cui olio era usato per l’unzione dei corpi e per le imbalsamazioni, perché Gesù è anche uomo mortale.


Nell’immagine a lato,
“I magi”, chiesa di Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna

 

Riguardo al termine “Mago“, documenti persiani antichi conservano il nome Magavan, dove Maga significava Dono, con cui venivano designati i seguaci di Zarathustra in quanto avevano ricevuto in dono la rivelazione divina.
I nomi dei Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, compaiono verso il IX sec. e rappresentano simbolicamente le tre razze umane dei Giafeti (Indeuropei), dei Semiti e dei Camiti.
Sono raffigurati come un uomo giovane (di solito Baldassarre), un uomo di media età (di solito Gaspare) e un uomo anziano (di solito Melchiorre) a significare l’universalità cronologica del Cristianesimo, che si è diffuso storicamente non solo nelle epoche più vicine a quei tempi, ma continua a diffondersi anche nelle epoche più distanti rispetto a quei tempi, le epoche odierne.

Il nome Gaspare ha origine persiana e significa “Stimabile Maestro e anche Splendente”.
Melchiorre nome di origine ebraica, deriva da Melki’or e vuol dire “il mio re luce”.
Baldassarre deriva dall’ebraico Belsha’zar, adattamento dall’assiro-babilonese Belshar-uzur e significa “Bel, proteggi il re” oppure “Bel proteggi la sua vita”, dove Bel o Bal è la divinità suprema degli Assiri-Babilonesi.
L’appellativo di Re ai Magi è stato loro conferito dalla successiva tradizione religiosa cristiana al fine di attribuire a questi personaggi un’autorevolezza assoluta. Nel Vangelo di Matteo come nei Vangeli Apocrifi si parla di “Alcuni Magi” che vennero ad adorare Gesù. Se ne è dedotto il numero di tre dai doni da loro portati.
Nelle pitture delle catacombe i Magi venivano infatti raffigurati in numero tra due e sei. Prevalse in seguito il numero tre, in quanto considerato numero perfetto.

Certa critica contemporanea sostiene che la vicenda dell’adorazione dei Magi sia solo un artificio letterario-propagandistico da parte di Matteo, che scrisse il proprio Vangelo intorno all’anno 80, quando la nuova religione si stava diffondendo fuori dalla Giudea.
Il Cristianesimo respinto dagli Ebrei sta ora conquistando il cuore delle altre genti, i Gentili.
L’adorazione dei Magi inserita all’inizio della saga di Cristo sta a significare proprio questo: la diffusione universale del Cristianesimo, religione che non è legata a una singola razza come lo era invece l’Ebraismo.

 

Autore: Gaetano Dini
Messo on line in data: Dicembre 2019