GEOMETRIA SACRA (PARTE QUINTA) di Elisa Barindelli
Pentagono – V Chakra
Introduzione
Sono andati perduti gli usi e i rituali, pur sopravvive la capacità di ricordare: la porta in sé l’umano come il più intimo dei segreti, ne avverte il richiamo. È una voce fonda, misteriosa, familiare; con dolcezza e nostalgia richiama incessante verso casa.
C’è un arcano, primordiale legame tra il corpo degli esseri umani e le sacre geometrie della Terra. Molto del prodigio dell’incarnazione e del continuo suo mutare è oggi dimenticato; tuttavia, incurante dell’apparente cecità del pensiero, la sacra geometria mostra le tracce del sapere nei suoi codici, nelle proporzioni, nelle sue forme. Per chi impara a riconoscerle, un mondo di meraviglia si schiude e il viaggio più antico s’avvia, compare la strada che dall’individuo conduce al Tutto. In questa rubrica saranno suggeriti possibili collegamenti tra il corpo sottile, in particolare nei sette chakra principali, e le geometrie sacre terrestri. In ogni appuntamento avvicineremo un chakra e la geometria ad esso corrispondente, alla ricerca di insegnamenti, suggestioni, inviti alla ricerca e alla sperimentazione.
Il ponte tra gli opposti
Insite in sé e nelle proporzioni che lo animano, il Pentagono porta il segno dominante della regola aurea. Tra lato e diagonali, tra riduzioni ed espansioni dentro e fuori del perimetro, tra combinazioni e parziali suddivisioni: ovunque torna in esso il rapporto che è richiamo di perfezione, trasformazione armonica, crescita naturale. Nella proporzione dorata transita l’occhio privo d’incertezza tra le forme, le direzioni, i mutamenti, poiché proprio nel mutar dell’equilibrio sta l’essenza del Pentagono, nel passo tra piccolo e grande, tra invisibile e manifestazione. Esso è punto di raccordo tra le distinte dimensioni, traduttore di mondi stranieri l’un per l’altro, confluenza di linguaggi e meridiani.
Il Pentagono è da ricercarsi nell’incontro degli opposti, nei mondi distanti che si sollecitano e si compensano, originano equilibrio dinamico in trasformazione eterna.

Similmente dinamismo e dualità – armonica o meno – s’incontrano nel V chakra: il desiderio d’estendersi oltre il confine del conosciuto, del mettere alla prova l’ingegno, è la scintilla che vi brilla. Si sfiorano nella cassa di risonanza del chakra della gola il mondo interiore e quello manifesto; il sentire dell’anima e il ragionar dell’intelletto vi si cercano bramosi, si provano l’uno con l’altro a contaminarsi, a creare commistione di mondi poco adusi a vedersi e star vicini.
Alchimista è il Pentagono, il V chakra è il suo laboratorio naturale.
La prova del saper mutare
Va tuttavia sempre ricordata la necessità di non restar affascinati solo dalle proporzioni e le possibilità che nel Pentagono s’affacciano, che ammaliano talvolta con illusioni di facile fluidità e gratuite risoluzioni: non di placida armonia narra il Pentagono, bensì d’un continuo e inarrestabile adattarsi. Salda e vigile deve esser l’attenzione alla sfida che il Pentagono richiama. Sempre s’intravede al di là della geometria pentagonale la soglia verso un equilibrio inedito, affascinante; essa non giace tuttavia indifesa per essere indistintamente oltrepassata: piuutosto è sorvegliata dalla prova che ne limita l’accesso, dall’iniziazione che la vita impone, dal dimostrare desiderio e valore sufficiente per varcarla.

Inafferrabile è l’atmosfera che abita e colora la vibrazione del Pentagono nel V chakra, effimero oltre ogni dire il suo ritratto: è un avvicinare armonico di quel che c’è e quel che è assente, di ciò che parla e ciò che tace.
Nel V chakratrova risonanza il tracciar del ponte, la necessità del comunicare tra gli opposti, l’adattamento nato dal confronto, della soluzione fluida, dal domandare e saper spiegare.
L’insegnamento del Pentagono: non circostanze favorevoli o sfavorevoli, solo circostanze.
Autore: Elisa Barindelli
Messo on line in data: Aprile 2026
