I GIUSTI DI SODOMA di Gaetano Dini

Esoterismo della Bibbia: i Giusti di Sodoma

Nella Genesi è contenuto il racconto biblico della distruzione di Sodoma.
Gli abitanti di Sodoma peccavano gravemente agli occhi di Dio, che decise così di distruggere la città.
Allora Abramo intercedette per loro pregando Dio di non sterminare il giusto con l’empio. Il Signore acconsentì dicendo che avrebbe risparmiato la città se vi avesse trovato 50 Giusti. E così passando attraverso i numeri di 40, 30, 20 e 10 Giusti, Dio garantì ad Abramo di non distruggere la città si vi avesse trovato 10 Giusti.
Mandò così a Sodoma, sul far della sera, due angeli sotto spoglie umane.
Questi incontrarono Lot che subito si prostrò loro insistendo perchè passassero la notte nella sua casa.
Lot era uno straniero a Sodoma essendo infatti nipote di Abramo. L’essere straniero significa simbolicamente essere una persona pura, non dedita ai peccati
della città.

Intanto il popolo di Sodoma si era radunato intorno alla casa di Lot reclamando la consegna dei due uomini per poter abusare di loro.
Lot li scongiurò di non farlo, arrivando fino a offrire loro in cambio le sue due giovani figlie vergini.
Arrivare a offrire le proprie figlie simboleggia la componente altruistica e comunitaria dei patriarchi biblici.
Lot intanto si era serrato in casa con i due angeli, che lo avvisarono dell’imminente distruzione della città.
Lot allora uscì e cercò di convincere del pericolo il popolo tra cui c’erano anche i suoi due futuri generi, fidanzati delle figlie. Nessuno gli credette.
I due generi del racconto rappresentano la componente spiritualmente più nobile degli abitanti della città, ma anche loro non credettero, non erano cioè dei Giusti.

All’alba del giorno dopo i due angeli costrinsero Lot ad abbandonare la città assieme alla moglie e alle due figlie.
Loro quattro erano gli unici Giusti, gli unici timorati di Dio nella città.
Quattro non è dieci e quindi la città non poteva essere salvata agli occhi di Dio. Ma la moglie di Lot durante la fuga si voltò indietro, trasgredendo le raccomandazioni ricevute, e si trasformò in una statua di sale.
Dio, al sorgere del Sole, fece piovere zolfo e fuoco sulle città di Sodoma, Gomorra, sui suoi abitanti e sulla vegetazione della vallata, distruggendo tutto.
Lot con le due figlie si diresse allora nella piccola città di Zoar andandoci a vivere. In seguito si spostò con le figlie in una grotta sui monti.
Passare a vivere dalla città, simbolo di progresso materiale, al silenzio ascetico della montagna rappresenta una crescita spirituale da parte di Lot, premiato in questo da Dio che nel racconto lo fa diventare capostipite di popoli, i Moabiti e gli Ammoniti.

In questo racconto biblico i numeri in gioco sono i seguenti:
– 50, 40, 30, 20, 10 Giusti
– 2 Angeli
– 2 futuri Generi di Lot
– 4 persone tra Lot, moglie e figlie
– 3 persone rimaste del nucleo familiare di Lot

La somma totale di questi numeri fa 161.
Nella numerologia 161 indica connessione con le cose divine, fiducia negli angeli, disponibilità a seguire i loro consigli e ad accettare il loro aiuto per raggiungere onesti obiettivi di vita.
La moglie di Lot nel racconto viene trasformata in una statua di sale. Il sale in Alchimia simboleggia la materia, il sostrato terreno delle cose, elemento
che si deve sciogliere per mutare di stato e trasformarsi in elemento spirituale.
Zolfo, Mercurio e Sale sono i tre componenti fondamentali dell’Opera alchemica. Sono collegati rispettivamente allo spirito, all’anima e al corpo dell’uomo concepito come microcosmo.
Lo Zolfo rappresenta l’aura eterea dell’uomo, il Mercurio i suoi fluidi e il Sale la componente materiale del suo corpo.

Le quattro persone in fuga da Sodoma sono composte da una figura maschile e da tre figure femminili.
Tra queste tre è la moglie di Lot a non riuscire nell’impresa, solidificandosi. Nelle vene della moglie non scorre infatti il sangue del marito.
Questo scorre invece nel corpo delle due figlie. Il sangue di Lot presente nelle figlie deve essere inteso simbolicamente come fluido mercuriale ed è per questo che loro si salvano essendo il Mercurio un elemento alchemicamente più nobile del Sale. Lot invece come patriarca biblico e nipote di Abramo simboleggia lo Zolfo, il più nobile degli elementi alchemici.
Questo racconto della Genesi ci indica allegoricamente che la trasmutazione alchemica dei tre elementi Zolfo, Mercurio e Sale fatta di scomposizione e ricomposizione in una forma più eterea e nobile, il “Solve et Coagula”, la “Grande Opera”, con la stirpe di Lot non avviene appieno.
Il “Solve et Coagula”, la “Grande Opera” alchemica ha invece il suo pieno compimento con Abramo e la sua stirpe, lui benedetto in questo da Melchisedec, re di Salem.

 

Autore: Gaetano Dini
Messo on line in data: Dicembre 2021