RIFLESSIONI SULLA MITOLOGIA NORDICA di Giovanni Pellegrino

Riflessioni sulla mitologia nordica

In questo articolo formuleremo delle riflessioni intorno alla mitologia nordica.
Prima di fare ciò riteniamo opportuno dire qualcosa sulla mitologia in generale. Essa è l’insieme di narrazioni i cui protagonisti sono divinità, eroi o creature leggendarie appartenenti a una determinata cultura o a un determinato popolo.
Tali racconti o miti affrontano temi di carattere metafisico quali il tema dell’origine e della fine del mondo , della creazione dell’uomo della morte e dell’aldilà.
I miti rivestono una grande importanza all’interno delle società primitive in genere profondamente religiose.
Tali società primitive attribuivano un senso al mondo circostante: dalle stelle che brillavano in cielo ai fenomeni atmosferici più comuni, dal ciclo vitale delle coltivazioni al destino esistenziale degli uomini.
Inoltre i miti codificavano i costumi le istituzioni e i tabù della società instaurando in questo modo un legame profondo tra il singolo individuo e gli eventi o i valori condivisi dagli altri membri della società in questione.

Dobbiamo mettere in evidenza che, per coloro che li leggevano o li ascoltavano, i miti erano delle storie vere che non potevano o dovevano essere messi in discussione.
Lo storico delle religioni Mircea Eliade ha affermato che i miti non solo erano considerati veri, ma costituivano altresì i patrimoni più preziosi in quanto erano storie sacre e fondamentali.
Nelle società primitive i miti volevano garantire ai membri della comunità la possibilità di apprendere le verità fondamentali di carattere metafisico e religioso. Per fare ciò i miti dovevano essere memorabili e facilmente trasmissibili tra le varie generazioni. Proprio per il loro carattere memorabile i miti attraggono ancora oggi gli uomini contemporanei, anche se i valori sacri che essi propugnano risultano oggi del tutto inattuali.
Sempre per il loro carattere memorabile i miti sono annoverati tra le storie più coinvolgenti concepite dagli esseri umani.

Dopo tale digressione cominceremo a parlare della mitologia nordica. Cercheremo di delineare e spiegare l’origine di tale mitologia.
Tra il 4000-1000 a.C. i popoli indoeuropei diedero luogo a un processo di migrazione. Questi popoli che gli storici accomunano in base alla loro lingua si espansero dalla regione dell’attuale Siria verso buona parte dell’Europea centrale , il circolo polare artico, la penisola Iberica e l’India.
Tali popoli indoeuropei avevano una lingua e una cultura in comune e inoltre avevano anche le stesse credenze. Per tale ragione gran parte delle mitologie che oggi conosciamo e che appartengono a questi popoli presentano degli elementi in comune.
Di conseguenza nei vichinghi, nei greci, nei romani e negli induisti è presente un sostrato mitologico che, anche se si è evoluto in modo diverso a seconda del territorio, ci dà la possibilità di vedere in alcuni miti leggende e personaggi una base in comune. Per fare un esempio concreto, il Thor della mitologia germanica presenta delle somiglianze molto forti con il Giove romano e lo Zeus greco.

Quando parliamo della mitologia nordica occorre tener presente che si tratta soltanto di una parte di un insieme più ampio riguardante la mitologia germanica. Infatti i popoli nordici in generale e i vichinghi in particolare erano discendenti dai popoli germanici che migrarono verso le terre scandinave. In particolare i vichinghi credevano in un insieme le idee mitiche che erano una mescolanza di mitologia germanica e di racconti e credenze che essi stessi avevano sviluppato nelle terre nordiche.
Dobbiamo anche mettere in evidenza che i popoli germanici avevano fatto proprie idee ed elementi della mitologia greca e romana a causa degli stretti contatti mantenuti con l’impero romano a partire dal II secolo d.C.
Oltre a ciò bisogna considerare che la mitologia germanica aveva assorbito idee e credenze dai popoli limitrofi con i quali avevano rapporti continui. A titolo di esempio citiamo il popolo dei Sani.
Ma quando si formò la mitologia nordica così come la conosciamo oggi? Essa si formò soprattutto durante l’Era di Vendel o Età del Ferro Germanica. Tuttavia è possibile che alcuni suoi miti e personaggi come il misterioso Loki risalgano a tempi ben più remoti all’Età del Bronzo e in qualche caso perfino alla preistoria.

I vichinghi, che vissero approssimativamente tra l’800 e il 1050 d. C., assorbirono questo patrimonio mitologico e lo diffusero nel corso del loro straordinario processo di espansione, favorendone la continuità.
Infatti là dove questa popolazione si stabilì colonizzando il territorio la sua mitologia le sue credenze fiorirono e si evolsero.
Singolare il caso dell’Islanda colonizzata nel IX secolo e da dove proviene gran parte degli scritti che ci ha permesso di conoscere il patrimonio culturale religioso vichingo. Perciò è grazie a questi scritti se oggi possiamo parlare di mitologia nordica.
Quando cessò la sua influenza? 
Man mano che i vichinghi si espansero in varie aree geografiche il cristianesimo fece lo stesso nelle terre del Nord.
Agli inizi dell’era vichinga la maggior parte del territorio europeo era già entrata da secoli nella sfera della cristianità. Tuttavia le credenze pagane scandinave erano fortemente sopravvissute durante il Basso e per buona parte del Pieno  Medioevo.

Sebbene le prime missioni cristiane in Scandinavia risalgano al secolo VIII, fu soltanto un secolo dopo che il cristianesimo iniziò ad affermarsi.
È possibile che inizialmente la conversione avvenisse non tanto per convinzione quanto piuttosto per ragioni pragmatiche. Infatti il paganesimo dei capi vichinghi  allontanava questi ultimi dagli altri monarchi dalle rotte commerciali ufficiali e dai circoli del potere.
Nella maggior parte dei casi furono gli stessi re dei primi paesi scandinavi a decretare ufficialmente una conversione che non avvenne allo stesso modo e allo stesso tempo in tutti i territori scandinavi. Alla fine di tale processo di conversione al cristianesimo gli dei i miti e le leggende dei vichinghi facevano ormai parte del folclore locale. Infatti il “dio bianco”, epiteto riferito a Cristo si era ormai imposto nei paesi scandinavi.

Nonostante la mitologia vichinga sia quella più conosciuta tra quelle di origine germanica, le sue fonti sono molto più scarse di quelle per esempio della mitologia classica. Ciò è dovuto al fatto che. a differenza dei greci e dei romani, i vichinghi non scrivevano.
Celebri sono le iscrizioni vichinghe sulle pietre runiche che prendono il nome dall’alfabeto runico e su altri oggetti in corno come i pettini. Tuttavia, salvo questi pochi esempi, i vichinghi non lasciarono altre testimonianze scritte.
Per ricostruire il passato di questo popolo gli storici devono ricorrere all’archeologia e alle fonti letterarie dell’epoca, siano esse cristiane o islamiche, oppure alla letteratura scandinava immediatamente posteriore all’era vichinga.
In quest’ultimo caso la figura più celebre è senza dubbio quella dell’islandese Snorri Sturluson. Quasi tutto ciò che conosciamo della mitologia nordica è frutto della sua penna.

Snorri  scrisse più di un secolo dopo la fine dell’era vichinga ed è più che probabile che la sua visione fosse influenzata dal cristianesimo, che all’epoca era ormai la religione dominante in tutta la Scandinavia.
Tuttavia lo sfondo mitologico che emerge dai suoi scritti è senza dubbio precedente, ragion per cui la sua opera risulta di valore incalcolabile per ricostruire la mitologia nordica.
Snorri nacque in Islanda in una famiglia molto potente, ragion per cui divenne uno degli uomini più ricchi e potenti dell’Islanda e della Norvegia.
Egli partì per la corte del re norvegese Haakon IV e scrisse su incarico del sovrano una cronaca dei re della Norvegia che risaliva fino al periodo vichingo, momento di unificazione e di creazione dei regni scandinavi.
Snorri scrisse la sua opera principale, l’Edda minore grazie alla quale conosciamo gran parte delle credenze della mitologia nordica.

Bibliografia
Chiesa Isnardi Gianna – I miti nordici, edizioni Longanesi, collana Il Cammeo, 2008
Valle Lorenzo – Miti nordici e Miti celtici, edizioni Il Cerchio, 2017
Tufano Salvatore – Miti e leggende nordiche, edizioni Newton Compton, 2007


Autore: Giovanni Pellegrino
Messo on line in data: Aprile 2023