I TAROCCHI MOTIVAZIONALI (UNDICESIMA PARTE) di Carlo De Rossi

La Forza

 

Se vuoi essere forte, vinci te stesso (proverbio)

 

L’undicesimo Arcano rappresenta la nostra dimensione istintiva e pulsionale, il trionfo della mente sullo spirito, dell’Ego sull’Es.
Dal rispecchiamento con la lamina prende il via la riflessione su ciò che desideriamo, l’analisi delle emozioni, soprattutto quelle contrastanti; non si tratta unicamente di dominare gli istinti, ma riguarda la capacità di non sottostare alla loro influenza condizionante.
In questo Arcano è importante individuare quale figura ci rappresenta – la donna o l’animale – così da comprendere la nostra posizione rispetto al controllo, all’autorità.

L’abito blu, sinonimo di intelligenza e rigore, è in parte coperto dal mantello rosso, colore della passione: due forze che si integrano al fine di incanalare l’energia, sublimando lpastedGraphic.pnga carica reattiva. Il simbolo dell’infinito sul copricapo ricorda quello del Bagatto, solo che la piccola corona rossa che lo adorna e la dominanza del giallo – colore della Coscienza – danno alla figura un potere attivo che il Bagatto non aveva. Il dominio sugli elementi e la padronanza delle energie è qui evidente: l’influenza del mentale canalizza l’impulsività e diventa determinazione consapevole.   

Vi farò vedere l’ immensa palude delle vostre pulsioni, quelle sublimi e le più tenebrose. Sono la forza oscura che dentro di voi risale verso la luce”,

ci dice la carta. Il coraggio e la volontà hanno la meglio sulla casualità degli eventi, ‘ammaestrando’ l’irrequietezza. Hai fiducia nelle tue capacità? Riesci ad avere autocontrollo? In che modo stai utilizzando il tuo potenziale? Quale parte di te stai soffocando? Ecco alcune domande che ci pone l’Arcano.

Nei tarocchi Visconti-Sforza, viene raffigurato un uomo che sta per colpire un leone con una clava e ricorda una delle dodici fatiche di Ercole; nei Mantegna, la carta evoca il mito di Cirene, la ninfa che domò un leone dinanzi al dio Apollo: la scelta di ritrarre una figura femminile deriva dal fatto che nel Medioevo vizi e virtù erano incarnati da donne e fanciulle.
Il cabalista francese Papus assimilò la forza alla lettera ebraica caph, che esprime – come un geroglifico – una mano in procinto di afferrare qualcosa e la definì “immagine della potenza donata alla Scienza Sacra applicata con Giustizia.” In una estrazione, la Forza esorta a vincere le paure, a far fronte alle difficoltà con ‘amorevole fermezza’, come fa la fanciulla che, senza sforzo, tiene per le fauci il leone. 

 

Autore: Carlo De Rossi
Messo on line in data: Settembre 2021