I TAROCCHI MOTIVAZIONALI (VENTESIMA PARTE) di Carlo De Rossi
Il Giudizio
Il risveglio spirituale è la cosa più essenziale
nella vita dell’uomo, è l’unico scopo dell’esistenza
Khalil Gibran
Il ventesimo arcano ritrae un angelo che suona la tromba e richiama tre figure intente a pregare. La matrice cristiana è evidente:
“Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo” (Corinzi 11:31-32).
Le domande che vengono poste al consultante riguardano la rinascita, la vocazione, il rinnovamento. La chiamata divina, simbolicamente evocata dalla tromba, è udibile soltanto da coloro che sono disposti ad ascoltarla.
Non è con la morte che si accede alla beatitudine, ma grazie al risveglio, quello che Jung definisce come processo di individuazione, ossia la realizzazione del Sé attraverso l’integrazione cosciente dei contenuti dell’inconscio.

Con l’azione di questo arcano, simbolo di unificazione, l’ego affronta l’ombra e integra gli opposti; puoi unirti a me se sei stato preparato, se hai compiuto il viaggio nelle profondità del tuo essere, se hai conosciuto tutte le sfaccettature della tua mascolinità e femminilità e le hai riconciliate, riequilibrandole, fa dire Jodorowsky al Giudizio.
E’ possibile cogliere il riferimento al giudizio finale, giorno in cui i buoni riceveranno il premio della resurrezione e i malvagi saranno condannati al buio eterno. E’ evidente quindi il rimando alla rettitudine, alla purezza d’intenti e alla bontà d’animo come presupposti necessari per accedere a una nuova dimensione superiore, un’ascesa spirituale, a quella che Schopenhauer chiama noluntà ed Epicuro atarassìa, cioè liberazione suprema dai desideri.
Questa carta può anche segnalare un problema relativo all’atto di valutare o essere valutati; rimanda alla chiamata relativa a un’ambizione, a un compimento. Prima della realizzazione annunciata dall’arcano del Mondo, il Giudizio ci chiede un atto di introspezione.
“Ti apporto la luce di tutti gli universi. La mia potenza richiede che tu abbia fatto la pace con te stesso, che dal profondo del tuo inconscio abbia iniziato a crescere l’Albero Nuovo.” (Jodorowsky)
Nelle letture divinatorie, il Giudizio rappresenta una spinta, una chiamata a realizzare un cambiamento importante, un cambio “pelle” le cui radici sono ramificate nel passato e suggerisce, grazie alla presa di coscienza, una trasformazione radicale del nostro Io. In questo cambio di prospettiva, l’arcano ci chiede se ci sentiamo più leggeri, se riusciamo a sentire il suddetto richiamo e se la chiusura nelle nostre convinzioni è terminata.
Autore: Carlo De Rossi
Messo on line in data: Aprile 2026
