ERBE MAGICHE: L’ALLORO di Katia

L’alba è ormai passata da alcune ore, le gocce di rugiada della notte si sono già asciugate; è il momento giusto, prendo il mio cesto e vado in giardino e mi preparo a raccogliere alcune lucenti foglie profumate dall’albero delle muse e del trionfo, dalla pianta del sole per eccellenza. Eccola, è l’Alloro.

Considerata la pianta della metamorfosi e dell’illuminazione, l’Alloro è il simbolo della sapienza divina; il suo profumo può portare la mente ad elevarsi su piani sottili, risveglia l’ispirazione sollecitando l’espressione interiore della creatività.
Negli antichi riti, i contadini romani legavano tre ramoscelli d’alloro con un cordoncino rosso: questo propiziava l’abbondanza del raccolto, aiutava il grano a maturare e donava benessere.
Ancora oggi si racconta che mettere alcune foglie d’alloro sotto il cuscino solleciti i sogni profetici…
Questa pianta sacra ha qualità terapeutiche eccezionali; alle persone anziane si consiglia di inspirare il suo aroma, perché gli aiuta a rinvigorirsi.
Massaggi profondi, fatti con l’olio d’alloro, pare stimolino le difese immunitarie e risveglino l’appetito.
Masticare una foglia prima dei pasti aiuta la digestione; le foglie sono ottime anche come infuso per l’insonnia e dolori, le bacche sono eccellenti per l’affaticamento, l’alloro vaporizzato in acqua calda calma la tosse.


Nell’immagine, “Apollo e Dafne” di Nicolas Poussin (1594–1665)

Le qualità dell’alloro sono infinite, come infinito e fantastico è il suo mito.
Ovidio racconta, nella saga di Apollo e Dafne, che il dio del sole si era perdutamente innamorato della Ninfa Dafne, figlia del dio fluviale Penèo.
Ma Apollo, il bellissimo dio, non era corrisposto dalla Ninfa; infuriato, non le dava pace. Dafne, esasperata dalle continue avances del dio, e sfinita dalle fughe per sottrarsi all’insistente Apollo, chiese implorando l’aiuto di Penèo, che impietosito decise d’aiutare la figlia.
Ovidio così racconta:

Ha appena finito di pronunciare queste parole che un pesante torpore le invade le membra: il morbido petto è racchiuso in una sottile corteccia; i capelli si allungano fino a diventare fronde, le braccia rami; i suoi piedi, prima così veloci, sono inceppati da inerti radici; il viso diviene la cima dell’albero. Solo il suo splendore le resta.
Ma anche così Febo (Apollo) l’ama e ponendo la mano sul tronco sente battere ancora il suo cuore sotto la corteccia appena spuntata, stringendo fra le braccia i rami come se fossero membra dell’amata, copre di baci la pianta. La pianta tuttavia cerca di evitare quei baci. Allora il dio così parla:alloro
“Poiché non puoi essere la mia consorte, ebbene sarai il mio albero. La mia chioma, la mia cetra, la mia faretra saranno sempre inghirlandate di te, o alloro!

Questa è la commovente storia dell’alloro.
Ma la sua mitologia non finisce qui, ci sono infinite leggende curiose, anche se quella di Apollo e Dafne è la più espressiva.
La pianta di Apollo, come citato sopra, dona vigore e la luce aurica che trasmette ispira la sapienza divina.
Concludo dicendovi semplicemente di non associare l’alloro solo alla materia del cibo, essa è una pianta talmente spirituale che può nutrire l’anima.

Curarsi con l’Alloro

In caso di affaticamento, macerare 350 g di bacche e di foglie in 5 litri di acqua fredda per 48 ore; versare il tutto, passato, in una vasca piena di acqua calda. Immergersi per 20 minuti circa. In caso di reumatismi usate l’Olio d’alloro. Fate macerare 50 g di foglie essiccate in 50 g di alcol a 70°, lasciate per 24 ore il tutto in un vasetto ermeticamente chiuso, poi aggiungete un litro di olio d’oliva, riscaldate a bagnomaria per sei ore. Filtrate il tutto e mettetelo in bottiglia.
Un ultimo consiglio: le foglie si usano tutto l’anno, ma per preparare l’olio di alloro vanno raccolte in luglio o in agosto.

 

Autore: Katia
Messo on line in data: Novembre 2000
Il disegno è opera dell’Autrice.