ERBE MAGICHE: COME USARLE di Katia

Le erbe per la salute e la bellezza

Dopo aver raccolto, durante la primavera e l’estate, erbe, fiori e bacche da far poi essiccare all’ombra, ora, nel tepore delle nostre case, con l’inverno che bussa alle porte, è giunto il momento, di usare il nostro bottino che Madre Natura ci ha offerto, perché con la fredda stagione bussano anche gli acciacchi.
Ecco che allora si ricorre ai rimedi casalinghi naturali: infusi, decotti, tinture, macerati, per alleviare i disagi stagionali.

 

Le Tisane

Si ottengono utilizzando le erbe raccolte, messe in acqua, per preparare la soluzione medicamentosa. Ecco tre procedimenti di preparazione: l’infuso, il decotto e la macerazione.

L’infuso: le erbe raccolte ed essiccate all’ombra (in genere si usano fiori e foglie), vanno sminuzzate. Il procedimento è semplice e veloce, si mette in infusione il preparato per qualche minuto nell’acqua bollente (solitamente il tempo d’infusione varia a seconda delle ricette), con l’accortezza di coprire il recipiente per non disperdere i principi volatili; inoltre per lo stesso motivo deve essere bevuto al più presto.

Il decotto: molto semplice anche la preparazione del decotto, le erbe medicamentose vengono messe in acqua fredda per poi portarle in ebollizione per il tempo necessario; anche in questo caso meglio chiudere il recipiente per non disperdere le proprietà curative.

Il macerato: il procedimento per preparare il macerato ha tempi di preparazioni lunghi; in questo caso si può avere non solo l’acqua come solvente, ma anche vino o dell’olio. Alcune erbe non sopportano il calore dell’acqua bollente, né la cottura, giacché il calore distruggerebbe i principi attivi. In questo caso si mettono a macerare per una notte, in un luogo fresco, le erbe indicate dal tipo di rimedio. Ci sono macerati che hanno tempi di preparazione che vanno a più giorni fino a raggiungere alcune settimane.

Un piccolo consiglio personale: se ne avete la possibilità, preparate le vostre tisane in recipienti di terracotta, ceramica o vetro.
Nella filosofia Zen c’è la cerimonia del tè (un rituale fatto durante la preparazione e la degustazione); ebbene, quando si preparano questi rimedi, abbiate l’accortezza di mettervi in unione con voi stesse e l’universo, è la magia degli aromi che mette in contatto il micro con il macrocosmo.

 

I preparati

Di preparati alle erbe ce ne sono parecchi: bagni, cataplasmi, creme, collutori, oli, lozioni, impiastro, sciroppi, fumigazioni, compresse ecc…
Ci sono diversi modi di somministrazione secondo il modo e la composizione. Eccovi alcuni esempi.

Creme, unguenti o balsami: per fare creme o unguenti si usano varie basi grasse, spesso con l’aggiunta di resine di alcuni alberi (come la trementina del larice o la resina dell’abete), altrimenti si usa una poltiglia d’erbe cotte in grasso di maiale o in olio bollente, poi filtrato ancora caldo. Questo metodo popolare viene usato ancora, ma ha il difetto di irrancidire facilmente. Si possono usare, come base grassa, anche la vaselina, la lanolina o il burro di cacao; quest’ultimo è ottimo come vettore, ma forse un po’ troppo caro…
Personalmente io uso per i miei preparati la Cera Alba, facilmente reperibile in farmacia; generalmente utilizzo gli aromi di vari oli essenziali per ottenere il mio unguento curativo.

Bagni: per i bagni, si possono usare i decotti preparati per una immersione curativa, oppure dei sacchettini terapeutici con le varie erbe che servono in quell’occasione.

Cataplasma: il cataplasma è un impasto molle fatto con erbe o semi, che si applica direttamente sulla pelle per qualche minuto. Ci sono cataplasmi emollienti, cicatrizzanti, espettoranti (come il cataplasma fatto con i semi di lino), ecc..

Olio: ci sono parecchi oli curativi preparati con erbe, fiori, semi o radici, che comunemente si mettono a macerare per alcuni giorni al sole o all’ombra. Io abitualmente uso come olio vettore l’olio d’oliva per la macerazione, oppure in caso di bisogno uso olio di germe di grano o di mandorle dolci, che abbino agli oli essenziali. Uso anche l’olio di semi di lino, che spesso è usato nei preparati cotti e raffreddati nei massaggi curativi ayurvedici.

 

Le preparazioni galeniche

Sinceramente, quando realizzavo le mie tinture non sapevo che questi miei preparati fossero definiti “preparazioni galeniche” dalla farmacologia. Io sapevo che la mia nonna operava con le sue vecchie ricette e io continuo questa tradizione. Allora cosa sono queste preparazioni galeniche? Soprattutto la tintura, l’elisir, l’alcolaturo e il mellito.

Tintura o alcoolato: si prepara con la macerazione di alcune erbe nell’alcol puro per alcuni giorni, fino all’essiccazione completa delle erbe. La tintura solitamente mantiene i suo principio attivi per un periodo di tempo piuttosto breve, quindi è necessario consumare al più presto il preparato. Generalmente si utilizza mettendone alcune gocce nel tè o diluita in acqua. Nelle ricette popolari troviamo varie tinture, sia ad uso interno, sia ad uso esterno; quest’ultimo viene impiegato per frizionare la parte dolente (per esempio, l’alcoolato fatto con la felce e la canfora, utilizzato per placare i dolori reumatici).

Elisir: il nome elisir fa pensare ad antichi rimedi magici. Preparare un elisir è molto semplice, la base di questo dolce rimedio è un alcoolato o tintura. Una volta che le nostre erbe si sono essiccate nell’alcool, filtriamo il tutto con una garza, dopo di che prepariamo uno sciroppo di zucchero e, una volta raffreddato, uniamo il tutto. Lasciamo riposare il preparato per alcuni giorni e in seguito si può dare inizio alla degustazione. L’ultimo elisir da me preparato è a base di foglie di verbena; ho riposto la tintura in alcune ampolle con il contagocce, da usare in caso d’ansia, depressione ecc… Con la parte restante ho preparato l’elisir, che posso tranquillamente offrire agli ospiti, donando non solo una deliziosa bevanda liquorosa, ma anche un pizzico di benessere.

L’alchimia che Madre Natura ci offre è davvero sorprendente, non solo attraverso le stagioni e le sue meraviglie, ma anche con i suoi preziosi doni, che pochi apprezzano.
Nella mia dimensione, nel mio piccolo mondo, quando mi metto in contatto con lei, quando raccolgo le mie erbe, sento un senso di beatitudine infinita. Di volta in volta, nelle mie passeggiate alla ricerca di una pianta o di qualche bacca, incontro alcune turiste interessate, e spesso mi chiedono incuriosite cosa sto facendo. Vedo i loro occhi illuminarsi quando racconto loro non solo la parte curativa, ma anche le leggende o la parte mitologica delle erbe. Spesso si rammaricano, si sentono perse, isolate e annoiate, in un paesino piccolo di montagna come Vezza d’Oglio, ma poi si rendono conto che Madre Natura, in qualsiasi angolo del pianeta, si concede a te, se tu la stai ad ascoltare, offrendoti sorprendenti alternative alla vita comune.

 

Autore: Katia
Messo on line in data: Novembre 2004