GATTI: ANIMALI MAGICI di Devon Scott

Il gatto è l’animale domestico presente in numero maggiore nelle nostre case, con circa sette milioni di esemplari in Italia. Un tempo veniva tenuto soprattutto per acchiappare i topi, ma oggi i nostri gatti, ben pasciuti, non hanno più bisogno di procurarsi direttamente il cibo per vivere, anche se la caccia resta per loro un passatempo gradevole quanto istintivo.

In Egitto questo animale era protetto dalla dea Bastet, che aveva corpo di donna e testa di gatto; chiunque gli facesse del male era condannato a morte.
Il gatto come animale sacro compare già nel Libro dei Morti, dove uccide il malvagio e mostruoso serpente Apophis, tagliandogli la testa e impedendogli di rovesciare la barca del dio Ra.

Nell’antica Roma i gatti erano sacri a Diana; si credeva che avessero poteri magici, concessi loro dalla dea. Quando moriva un gatto nero, veniva cremato e le sue ceneri sparse sui campi per dare un buon raccolto ed eliminare le erbe infestanti.

Presso i Germani i gatti erano sacri, perché trainavano il carro della dea Freyia. Presso i Celti francesi, invece, non erano amati, perché considerati incarnazione di forze malvagie; i loro occhi mutevoli venivano ritenuti simbolo di falsità, ipocrisia e cattiveria, per cui era abituale che le cerimonie di purificazione si concludessero col sacrificio di un gatto.

Si narra che Maometto, mentre leggeva con un braccio allungato sul tavolo, fu avvicinato dal suo gatto, che gli si sdraiò sulla manica a dormire. Giunta l’ora della preghiera, Maometto guardò il gatto, in dubbio se svegliarlo e liberare il braccio; ma l’animale aveva una tale aria estatica che il profeta, certo che in quel momento il gatto stesse comunicando con Allah, preferì tagliarsi la manica della preziosa veste, per poter pregare, piuttosto che disturbarlo.
Al ritorno dalla preghiera il gatto, riconoscente, gli fece grandi fusa per ringraziarlo e Maometto, commosso, gli riservò un posto in Paradiso. Ma non solo: gli impose per tre volte le mani sulla schiena, dandogli la meravigliosa capacità di cadere sempre sulle quattro zampe senza farsi male. 

La predilezione degli Arabi per i gatti fu vista come la conferma che i Musulmani erano in combutta col demonio. Si sapeva, infatti, che il gatto, in particolare se nero, era l’animale preferito da Satana, che addirittura si compiaceva di partecipare al Sabba in forma felina.
Considerate “spiriti familiari” della strega, sue aiutanti, migliaia di povere bestiole furono sacrificate. Un celebre quadro ritrae un rogo collettivo di gatti nella notte di san Giovanni.

Una antica ricetta magica dice che le streghe usavano il cervello dei gatti per provocare la morte del peggior nemico, ma solo se era direttamente minacciata la loro vita: il sacrificio del loro animale preferito era giustificato dalla gravità della situazione. Se il gatto uccideva la strega alla quale apparteneva, diventava invece un demone quasi impossibile da eliminare, per merito delle sue nove vite.

 

 

Nel Tardo Medioevo nacquero tutti i pregiudizi sui gatti: complici del demonio, crudeli, avidi, ladri, opportunisti, egoisti, legati alle proprie comodità e non al padrone. Gatti dalle movenze sinuose, tanto da essere stati identificati con la femminilità, ma non la femmina positiva, madre e moglie, bensì quella seduttrice, misteriosa e affascinante, affine alla notte e alle trame nascoste. Pregiudizi che incontriamo, incredibilmente, ancora adesso, in particolare nei confronti dei gatti neri.
Invece per l’Araldica il gatto è simbolo di libertà, perché non ama stare rinchiuso, sa provvedere da solo alle sue necessità cacciando il cibo, è furbo, intelligente e sagace. Secondo voi, chi avrà ragione?

 

 

Amate i gatti? Allora leggetevi questi libri, che vi saranno utili nella vostra convivenza con i felini.
Vita da gatti: istruzioni per l’uso di Roberto Allegri, Edizioni Armenia. Un libretto con consigli impareggiabili, che vengono direttamente dalla gatta Butterfly. La signorina ha cortesemente acconsentito a informare noi umani sui migliori cibi, le ceste più comode, i collarini più chic, i giocattoli più divertenti per i mici di casa. Non mancano le istruzioni sull’arte di coccolare un gatto raffinato ed esigente. I consigli sono stati raccolti da Roberto Allegri, notissimo miciofilo.
Quello che gli animali non dicono di Oscar Grazioli, delle Edizioni L’Età dell’Acquario, ci aiuta invece a capire i bisogni dei nostri animali, osservando il loro comportamento.
Molto utile anche Il gatto che chiedeva aiuto di Nicholas Dodman, edizioni Tea Pratica, Milano, 2000; scritto da uno psichiatra veterinario, analizza gli atteggiamenti anomali, da piccolo teppista (come aggressività immotivata, schizzi odorosi, graffi sui mobili), dei nostri gatti, offrendo soluzioni pratiche ed efficaci.

 

Autore: Devon Scott
Messo on line in data: Marzo 2003