LA STREGA CREATIVA: CANDELE MAGICHE (PARTE PRIMA) di Devon Scott

Le candele in Magia

Le candele in magia non sono importanti: sono indispensabili.
In un rito non devono mai mancare, perché sono il simbolo della luce che illumina la via. Insieme all’incenso, non esiste rituale o consacrazione che non ne preveda l’uso.
Gli antichi Grimori parlavano soltanto di quelle di cera vergine d’api, dal colore dorato naturale e dal caratteristico profumo; ma oggi, avendo la cera d’api un prezzo elevato, ci siamo abituati tutti a sostituirle con candele più economiche, come quelle steariche.
Queste sono fatte di paraffina e di almeno il 10% di stearina (derivata da grasso animale o vegetale); hanno di positivo il prezzo molto abbordabile, di negativo l’odore simile al petrolio. Si vendono anche candele fatte con percentuali più alte di stearina (20-30%), artigianali e più costose, spesso profumate. La paraffina è semilucida, la stearina opaca: dalla loro percentuale dipende l’aspetto più o meno lucido della candela.

Per le più abili e pazienti c’è il materiale di base per fare da sé, in vendita nei colorifici e nei negozi di bricolage, di solito in pastigliette o in piccoli blocchi; alla miscela si può aggiungere una parte di cera vergine d’api (10-15%) per migliorare in qualità, ma soprattutto nell’odore, se non volete aggiungere profumazioni.

Per fare delle prove potete usare candele riciclate, ma solo come prova: ricordate che in Magia non si devono mai usare avanzi.
Vediamo ora il procedimento nei dettagli, illustrato nelle foto di Luce di Bruma (che ringrazio per la preziosa collaborazione)

1) Dopo aver spezzettato la cera, mettete tutto in una pentola, avendo cura di inserire il contenitore a bagnomaria e di tenere il fuoco basso. In questo modo non si brucerà il fondo, la fusione sarà graduale e la cera non si incendierà, cosa che invece può capitare se la fondete in una pentola direttamente sul fuoco. In questo caso, se la cera inizia a fumare molto o addirittura si incendia, copritela con un coperchio e la fiamma si spegnerà perché priva di aria. In nessun caso buttateci dentro dell’acqua: vi ustionereste con gli schizzi bollenti. La cera fonde tra i 45° e gli 80°. Non lasciate mai la pentola incustodita.

 

 

 

2) Quando sarà completamente fusa, versate la cera negli stampi già sagomati; sono ottimi quelli in silicone, morbide e flessibili, più delicati quelli in plastica rigida, che possono rompersi al momento di far uscire la candela messa in forma. Si possono anche usare contenitori di qualunque tipo, dalla tazza colorata (ad esempio per un regalo) al vasetto vuoto di yogurt, purché resistenti al calore.

 

3) Per accendere la candela ci vuole lo stoppino, che brucerà meglio se sarà immerso velocemente nella cera fusa prima dell’uso. Il suo diametro è proporzionato alla candela: uno stoppino troppo spesso consuma molta cera e fa un fumo eccessivo, uno troppo sottile si piega e non riesce a fondere bene la cera ai margini, perciò la candela si spegne.
Per inserirlo ci sono due metodi che dipendono dal tipo di stampo.
Se usate gli stampini in silicone, la forma si vedrà solo una volta estratta la candela. A questo punto bucatela con un ferro da calza e inseriteci lo stoppino da sopra.
Se invece usate gli stampi rigidi in policarbonato, troverete già una parte pre-sagomata in cui inserire lo stoppino.

4) Le candele bianche, in ambito magico, vanno bene quasi per tutto, ma se vi serve un colore particolare per un rito potete farvi candele di ogni sfumatura. Per colorare la cera ci sono i colori all’anilina, che si comprano in polvere in barattolini e danno colorazioni molto intense; poi ci sono blocchetti di cera colorata da aggiungere nella pentola. Per risparmiare, c’è chi usa i pastelli a cera, la plastilina o i colori a olio, ma i risultati non sono altrettanto buoni. Ricordate che la cera fusa è più scura di quella solidificata, quindi regolatevi con il colorante per non avere colori troppo pallidi.

Se poi avete molta fantasia e pazienza, potete comprare i pigmenti (nella foto sopra, quelli che sembrano pennarelli) per disegnare sulla cera motivi ornamentali, nomi, simboli o anche arricchire di sfumature una candela già pronta.
Ecco qualche esempio realizzato da Luce di Bruma:

5) In commercio ci sono candele dagli aromi più svariati, in particolare quelle destinate a profumare gli ambienti. Se volete fare un regalo, sono davvero gradite le essenze“morbide” profumate con oli essenziali come vaniglia, mandorla, lavanda, gelsomino, pino silvestre, maggiorana e rosa. Gli oli “da candela” che danno profumo, invece, sono molto intensi, quindi fate attenzione a non esagerare nel dosarli. Può sembrare assurdo, ma le candele danno un profumo più intenso da spente che non da accese, quando la parte volatile del profumo se ne va col calore. Se invece preparate candele per uso magico, badate ad associare il colore all’essenza e al tipo di rito che dovete fare.

La prossima volta vedremo come fare le classiche candele coniche per i riti magici e quali colori e profumi usare.

Autore: Devon Scott
Messo on line in data: Dicembre 2014