I TAROCCHI MOTIVAZIONALI (SESTA PARTE) di Carlo De Rossi

Gli Amanti

 

A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere.
Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione – e altri sceglieranno per lu
i (Paulo Coelho).

 


Dopo essere partiti (Il Matto) verso la scoperta delle nostre potenzialità (Il Bagatto), con le figure genitoriali introiettate o idealizzate (Imperatore e Imperatrice), il nostro carico di valori e il desiderio di qualcuno che illumini il percorso (Papessa e Papa), eccoci arrivati ad una tappa importante: imparare a scegliere.
L’esitazione di fronte al cammino da intraprendere, raffigurata nell’Arcano da un giovane tra due donne, rappresenta una prova morale, un passaggio iniziatico. Se la scelta accompagna da sempre l’essere umano ed è sinonimo di libertà, essa obbliga necessariamente al superamento di sé, all’elaborazione di un distacco, di una separazione.
Decidere (dal latino de-cidere, tagliare via) è progredire, anche se con sofferenza. La carta ci chiede se facciamo quello che ci piace e se ciò che abbiamo scelto è in linea con i nostri desideri.

Gli Amanti, più che riferirsi all’amore (aspetto che si prende in esame se altre carte lo suggeriscono), invita all’attesa, alla riflessione, all’analisi delle personali aspettative; è il ponte che conduce al mondo adulto e alle responsabilità. Il problema delle decisioni attraversa la storia della filosofia, soprattutto con Kierkegaard, il cui pensiero sulle scelte disegna scenari di precarietà e instabilità continui. Qualcuno, seguendo le orme del filosofo, potrebbe osservare che anche la non scelta sia una scelta.
Ma, così facendo, ci consegniamo nelle mani degli eventi, ci abbandoniamo alla casualità, agli istinti, alle passioni, ai capricci del momento. Sul piano psicologico, si parla di immaturità nella formazione dell’Ego.

Queste premesse non intendono indicare una via o suggerire un comportamento appropriato: delegare ad altri le scelte (come all’angelo raffigurato nell’atto di scoccare la freccia) è pur sempre un’opzione. Ricordiamo che i Tarocchi – e coloro che li usano con cognizione e professionalità – non giudicano e non condizionano. Ma lasciamo parlare la carta attraverso Jodororowsky:


Quando mi dissolvo nel vostro corpo lo libero dalla tirannia degli specchi e dei modelli, dallo sguardo degli altri, dal dolore del paragone. Vi permetto di vivere la vostra vita, di accettare la sua luce e la sua bellezza. Nel cuore dove abito, metto in fuga le illusioni del bambino male amato. Come la campana della cattedrale, diffondo nel sangue le penetranti vibrazioni dell’amore, un amore libero da qualsiasi rancore, da qualsiasi pretesa emotiva mascherata da odio e invidia, che è soltanto l’ombra dell’abbandono. Vi inizio al desiderio di non ottenere nulla che non sia anche per gli altri. L’isola dell’Io si trasforma in un arcipelago. Tutto contribuisce ad accrescere la mia allegria, anche quelle che voi considerate circostanze negative: il lutto, la difficoltà, la piccolezza, gli ostacoli… Amo le cose e gli esseri così come sono, con le loro infinite possibilità di sviluppo.


Ecco, ho voluto evidenziare questo estratto perché alcune affermazioni presenti nel soliloquio degli Amanti possono esserci d’aiuto nell’analisi dei messaggi dell’Arcano.
Innanzitutto, la liberazione dalla tirannia degli specchi è un invito a liberarsi di adulatori e rinunciare all’autocompiacimento. E’ un passaggio determinante se si intende compiere scelte oculate.
Il rischio, assecondando desideri altrui o il nostro narcisismo, è spingerci in un vicolo cieco. La carta mette in fuga le illusioni del bambino non amato. Le carenze affettive portano a decisioni affrettate o agiscono sulla scia del continuo bisogno. Molte frustrazioni emotive sono il prodotto di antiche ferite o di desideri amorosi inappagati.
L’Arcano promuove un amore libero da qualsiasi rancore se si ha la forza (e la voglia) di dedicarsi ad un processo di elaborazione dei propri vissuti. Non ottenere nulla che non sia anche per gli altri: credo sia una frase preziosa per orientarsi nelle scelte. Alla base di una decisione, ci ricordano gli Amanti, deve esserci altruismo e nobiltà. Citando Castaneda: “Questa strada ha un cuore? Se ce l’ha, è la strada giusta; se non ce l’ha, è inutile”.

 

Autore: Carlo De Rossi
Messo on line in data: Dicembre 2019