ERBE MAGICHE: LA MALVA di Katia

Settembre lascia alle spalle l’estate, ma i ricordi restano, come la pianticella che ho raccolto e fatto essiccare.
Una piantina timida, pronta a coccolarci in caso di bisogno…

Il profumo del fieno m’invade, e la lieve brezza scompiglia le chiome dei prati, che aspettano di essere composti. Sul ciglio della strada scorgo le corolle rosate della Malva, la osservo nella sua meravigliosa semplicità. Questa pianticella è il simbolo dell’amore materno; la raccolgo delicatamente. Il sentiero si è già oscurato, torno al mio mondo e metto il prezioso raccolto a essiccare, in un luogo protetto dai raggi del sole e dove la brezza possa soffiare timidamente.
Accendo una candela per non disturbare la natura. La luce è spenta, sul balcone di legno del mio casolare; apro il mio inseparabile compagno di viaggio, il Magico libro. Ed ecco la Malva.

Retta o china, la Malva saluta il sole, e timidamente segue il suo percorso.
Dal suo calice emerge una delicata corolla rosea con morbide sfumature lilla.
Elegante, la Malva racchiude un mondo magicamente meraviglioso.
La scoperta delle sue qualità risale ad ancor prima della nascita di Cristo, quando era usata come ortaggio oltre che come pianta curativa.
Il poeta latino d’origine spagnola, Marziale Marco Valerio, usava il succo di malva come toccasana, dopo una serata di orge contornate da abbondanti libagioni; e si racconta che Cicerone fosse così ghiotto dei suoi germogli da farne indigestione.

La Malva era venerata dai seguaci di Pitagora,  convinti che la pianta fosse sacra agli dei, e che fosse in grado di placare le passioni umane legate al vizio.
Sembra (così fu scritto) che la pianta avesse il compito di messaggera tra il mondo sottile e terreno.
Carlo Magno, attratto dalle sue virtù medicinali, ne fece coltivare un’aiuola, dove si raccoglievano, radici, foglie e fiori per tisane e decotti. Negli antichi scritti si legge che la radice di Malva serviva come amuleto per infiammazioni al seno, mentre, bollita nel latte, curava la tosse; i semi di malva, legati in un sacchetto, servivano per curare la gonorrea e vari problemi femminili.

Nell’Ottocento, nella sentimentale “Carta dei fiori”, era la pianta che simboleggiava l’Amor materno e la Mansuetudine.
Chiudo semplicemente con un piccolo pensiero: “Se un piccolo fiore ti appare insignificante, è perché gli occhi si sono limitati a vedere, non ad osservare”.

Curarsi con la Malva

Tante sono le virtù curative della Malva; essa è indicata come emolliente, lassativa, contro l’asma, bronchiti e faringiti.vaso malva

Questa pianta viene usata anche per preparare la famosa “Tisana dei quattro fiori“, composta da sette erbe: malva, farfara, rosolaccio, piede di gatto, verbasco, altea e viola mammola.

Oggi, nella medicina ufficiale, la Malva è considerata, per i suoi costituenti (mucillagine, antociani, vitamine e alcuni acidi che la compongono), molto importante.

Per l’Acne: Applicare sul foruncolo radice di Malva riscaldata; ripetere più volte al giorno.

Per la Couperose: Decotto di Malva. Bollire 40 g di  foglie in un litro d’acqua per 15 minuti, poi applicare compresse imbevute col liquido freddo due volte al giorno.

Care streghette, quando bevete un infuso di Malva, osservate attentamente come piano piano cambia colore nella tazza: dal color blu chiaro muta lentamente in rosa e poi marrone.
Che sia Magia?

 

Autore: Katia
Messo on line in data: Settembre 2000