INCONTRO CON L’AUTORE: Dèvera Blackmind

Cinque domande e un questionario per Dèvera Blackmind, autrice di Il compendio della strega (clicca qui per la recensione).
L’Autrice, in seguito a numerosi anni di studio nel campo esoterico e confronti di vario genere, ha potuto realizzare testi dove non si ha bisogno di appartenere a una a o un’altra Via spirituale per praticare l’Arte.

 

LE DOMANDE

A – Qualcosa su di te e sui tuoi esordi di scrittrice.
I miei primi due libri (Lakot e The Vampire’s Shadow) li pubblicai quando avevo diciannove e ventun anni. Ritirati in seguito dal commercio per mia volontà, con l’intento di riscriverli. Nel 2018 è uscito il Vademecum Esoterico pubblicato con Anguana Edizioni, che sta ottenendo buoni risultati, e Infernal – Gli Eredi del Male. Anche questo è piaciuto. Verso la fine del 2018 è uscito Il Compendio della Strega – Volume 1,  piaciuto anch’esso. Presto sarà disponibile anche il volume due, chiamato Il Compendio Nero della Strega – Volume 2.
In questi anni come scrittrice e autrice mi hanno regalato parecchie soddisfazioni, come le interviste propostomi e il concorso letterario che vinsi nel corso del 2018. In cantiere ho tanti altri testi sia come romanzi che manuali esoterici, alcuni di loro sono in valutazione da delle Case Editrici.

 

B – Come ti è venuta l’idea di scrivere questo libro e di che cosa parla.
Inizialmente Il Compendio della Strega era molto più lungo. Presentava tantissime altre nozioni e rituali. Decisi di dividerlo in due volumi per differenziare i temi. Questo primo testo presenta pratiche più o meno avanzate, più o meno difficili, che spaziano dalle purificazioni ai legamenti d’amore, dalle protezioni alle guarigioni. Il secondo volume, in pubblicazione, contiene rituali distruttivi, maledizioni, necromanzia, evocazioni e davvero molto altro. Poiché ho cercato per parecchio tempo testi con pratiche di un certo livello, contenuto spinosi e similari ma senza trovarne, come se si temesse di rendere pubbliche certe conoscenze, allora un giorno mi sono detta che me ne sarei occupata io, ne avrei scritto uno. Senza veli e senza filtri, questi due volumi potrebbero essere un continuato del testo Vademecum Esoterico. Chi mi domanda da quale libro iniziare per avventurarsi sul Sentiero esoterico, consiglio infatti di partire dal Vademecum Esoterico. Se, invece, si ha già alcune basi si può leggere da subito Il Compendio della Strega – Volume 1. Le pratiche sono descritte nell’ordine più congeniale, se si desidera iniziare a ritualizzare; alcuni consigli per questo non mancano. Il Compendio Nero della Strega – Volume 2 è invece pensato per chi possiede una certa conoscenza nel campo esoterico o per chi desidera ampliare il proprio grimorio con nuovi rituali e nozioni.

 

C – Come vivi la tua spiritualità e qual è il tuo rapporto con la scrittura.
La mia spiritualità è molto aperta. Nel senso che non mi pongo limitazioni, non ho paura di parlare con le persone di questo. Io credo nell’esoterismo, nelle entità e in tutto ciò che è affine. Se le persone non temono di rivelare che pregano un Dio che non hanno mai visto, né sentito, che credono ai serpenti parlanti e agli alberi magici, e che non si vergognano di seguire una divinità che ha sterminato l’intero pianeta da lui creato e in seguito ucciso parecchi neonati (le piaghe d’Egitto), perché dovrei temere il giudizio altrui riguardo a un mio credo molto più pacifico? Per me, questo credo sta in ogni gesto, anche i più piccoli. Lo spegnere una candela oppure una semplice camminata nella natura assumono significati differenti da quelli che si vedono con gli occhi. La meditazione, da anni, fa parte del mio quotidiano e questo ha migliorato la mia vita interiore e il modo di vedere e di vivere il mondo esteriore. 

Per quel che riguarda la scrittura, adoro scrivere. Da quando avevo dodici anni lo faccio più o meno ogni giorno. È una cosa che mi rilassa molto, ci imprimo i miei pensieri, le mie emozioni e, alle volte, ciò che mi succede o che vedo nel quotidiano. È un modo per esprimere ciò che sono e ciò che sento. Sono come catapultata in una realtà differente, solo mia, dove il mio conscio e inconscio danno libero sfogo a tutto ciò che possono. Quando invece scrivo cose inerenti all’esoterismo è differente. Alle volte le parole escono da sole, come in una sorta d’ispirazione “indotta”, e non credo di dover specificare cosa voglio dire. Scrivo ciò in cui credo, oltre a quello che sento. Sono le mie esperienze, ciò che ho studiato e provato sulla mia pelle. I confronti che ho avuto con persone più o meno esperte su vari argomenti mi hanno aiutato molto per raggiungere ciò a cui sono arrivata ora. 

 

D – Scrittori preferiti o ai quali ti ispiri.
Per quanto riguarda il fantasy: Tolkien e Licia Troisi. Per il thriller: Dan Brown e Ted Dekker, anche se, in realtà, leggo il più possibile di svariati generi, cosicché durante la scrittura posso trarne maggior vantaggio. Per l’esoterismo non mi ispiro a nessuno in particolare; leggo un po’ di tutto, assimilo più conoscenze possibili per poi elaborarle secondo le mie esperienze.

 

E – Progetti per il futuro.
Ho molti progetti in cantiere. Per quanto riguarda la scrittura sarà pubblicato, spero presto, un libro che tratta la spiritualità norrena, nonché l’esoterismo, i rituali e la mitologia al tempo dei Vichinghi. È in programma anche un testo con le esperienze paranormali di svariate persone con delle possibili spiegazioni esoteriche, psicologiche e scientifiche. Altri romanzi di genere fantasy, urban fantasy e horror sono in scrittura. 

 

IL QUESTIONARIO

1) Dèvera in tre aggettivi.
Curiosa (troppo curiosa, questo varrebbe per due), sognatrice e determinata.

2) Il mio peggior difetto.
Cocciuta, ma non solo, a dire il vero.

3) La mia dote migliore.
L’intuito. Mi hanno anche detto la diplomazia.

4) Le qualità che preferisco in un uomo.
La sincerità, il rispetto e la simpatia.

5) Le qualità che preferisco in una donna.
La sincerità, il rispetto e la simpatia. 

6) Quello che apprezzo di più nei miei amici.
La sincerità, la complicità, e l’esserci nel momento del bisogno. 

7) Quello che non sopporto nei nemici.
La falsità, la codardia. 

8) Cosa sognavo di fare da grande.
Quand’ero piccola sognavo di fare tante cose, tra cui la pittrice e l’archeologa che va alla ricerca di ossa di dinosauro. Adesso, da quando avevo dodici anni, ho sempre desiderato pubblicare testi che facessero emozionare i lettori.

9) Il dono di natura che vorrei avere.
La telepatia oppure il metabolismo veloce. 

10) La mia decisione sbagliata che correggerei, se potessi.
Nessuna. Ho fatto molte scelte sbagliate, ma non ne cambierei nessuna altrimenti non mi troverei dove sono ora. 

11) La cosa più pazzesca che ho fatto.
Non saprei trovare quella più pazzesca. Forse entrare da sola in una villa abbandonata, vecchia e decadente, sapendo che si dice sia infestata da spiriti e che ci avevano compiuto un omicidio da poco. 

12) Il capriccio che non mi sono mai tolta.
Comprare libri che sembrano piacermi anche se poi ne leggo meno della metà. 

13) Cosa sarei capace di fare per sostenere quello in cui credo.
Isolarmi dalle altre persone e stare solo con me stessa. 

14) Che cosa cambierei negli altri se avessi la bacchetta magica.
Il fatto di essere falsi e manipolatori. 

15) Che cosa cambierei in me se avessi la bacchetta magica.
Probabilmente la mia imprudenza, però dov’è il divertimento? Come si scoprono cose nuove? 

16) Il paese dove vorrei vivere.
Dove non ci sia mafia, corruzione, criminalità, né troppo caldo e né troppo freddo… credo, ahimè, che solo la mitologica Atlantide sia così. 

17) Il colore che preferisco.
Nero, ovviamente. 

18) L’animale che preferisco.
Corvo. 

19) L’animale che vorrei essere.
Corvo. 

20) Il mio passatempo preferito.
Scrivere, senza dubbio! 

21) Cinque libri da portare su di un’isola deserta.
Cast Away e tutta la serie de’ Il Signore degli Anelli, così avrei molto da leggere. Anche se, se dovessi avere così tanto tempo a mia disposizione, ne approfitterei per meditare. E, dal momento che non posso stare senza scrivere, troverei un modo per utilizzare le pagine dei libri per scrivere qualcosa di mio. Posso portare una penna e tanti bloc notes?

22) I peccati che mi ispirano maggiore indulgenza.
In realtà poco mi importa se qualcuno compie una o l’altra cosa, purché non faccia del male o infastidisca il prossimo.

23) I peccati che non riesco a perdonare.
Il tradimento e l’omicidio se non è per legittima difesa o per fermare un assassino.

24) Il mio motto.
Nonostante creda di averne uno fisso, va a periodi. 

 

 

Autore: Redazione
Messo on line in data: Giugno 2019