LA MAGIA NEL MEDIOEVO (PARTE TERZA) di Devon Scott

Il Diavolo nel Medioevo

Nel luglio 1233 fu ucciso sulla strada di Magonza Conrad di Marburgo, cacciatore di streghe tedesco, noto per il suo sadismo, che aveva fatto torturare decine di cattolici e di valdesi, costringendoli a confessare di essere seguaci del demonio, cannibali ed incestuosi; disgraziatamente per lui, egli aveva fatto l’errore di incarcerare Enrico di Seym, un nobile della zona molto stimato, da lui falsamente accusato di essere il capo della setta dei Luciferiani; alcuni testimoni da lui pagati avevano affermato di averlo visto andare al sabba a cavallo di un demonio in forma di gigantesco granchio. Per far finire la persecuzione e liberare il proprio capo, alcuni vassalli del signore di Seym uccisero Conrad, che dalla Chiesa fu considerato un martire nella lotta a Satana. Dopo la sua morte il papa Gregorio IX, sempre in prima fila nella guerra contro i demoni ed i suoi seguaci, pubblicò un sommario delle credenze dei Luciferiani: gli eretici, membri di una empia società segreta che adorava il principe dei demoni, erano convinti che Lucifero fosse il vero creatore dell’universo ed un giorno avrebbe finalmente spodestato Dio per regnare al suo posto, vendicandosi della cacciata dal paradiso; essi dovevano quindi impegnarsi a fare l’opposto di quello che piaceva a Dio, così un giorno avrebbero meritato un’alta carica nel nuovo regno satanico.


Nell’immagine a lato,
ritratto di demone, da The magus di Francis Barrett (1801). L’occultista Montague Sommers affermò che il ritratto era stato fatto dal vivo (rielaborazione grafica di
Aurora)

 

Il popolo credeva ciecamente al diavolo, tanto che i più si rifiutavano di uscire di casa dopo il tramonto, per non essere rapiti dagli orrendi demoni che vagavano a caccia di prede col favore delle tenebre. Il problema dell’esistenza di Satana rese invece insonni le notti di molti filosofi e teologi; si dibatté a lungo se il credere nel diavolo fosse o no un’eresia: parlando dei poteri di Satana si incorreva nel blasfemo dualismo, cioè si credeva in un principio del bene uguale e contrapposto ad un principio del male? E se Cristo si era sacrificato per l’umanità, per riscattare il suo peccato originale, allora perché il diavolo aveva ancora tanto potere sugli uomini? Questo poneva inoltre un nuovo problema: se Cristo era morto per tutti gli uomini, perché aveva lasciato a Satana gli eretici e gli infedeli? Era forse morto solo per gli eletti, i Cristiani? Se un musulmano era buono e onesto, ma credeva in Allah invece che in Dio, dopo morto che fine faceva?

La questione non era di poco conto e aveva già impensierito molto sant’Agostino, che si era interrogato sul perché Dio, sommo bene, poteva tollerare l’esistenza del male; egli era giunto alla conclusione che il battesimo poteva togliere il peccato originale, ma non la tendenza alla malvagità che c’era in ogni uomo, per cui stava ad ognuno lottare e vincere contro il peccato. Comunque ci vollero ben tre concili e molti secoli per venire a capo del dilemma sul rapporto Dio-diavolo: il concilio di Braga del 563 stabilì che non c’era dualismo nel credere all’esistenza di Satana, perché questi era sempre e comunque dipendente da Dio. Altri due concili, il Lateranense del 1215 ed il Tridentino del 1546, dovettero ribadire le stesse cose, per contrastare l’ancor troppo diffusa idea manichea che Satana fosse creatore del mondo e vi avesse introdotto il male senza il permesso di Dio, che avesse creato il corpo umano e che il concepimento dei bambini fosse opera dei demoni.
Da dove arrivava il Diavolo, l’ospite d’onore del Sabba? I demoni sono sempre esistiti nell’immaginario umano, sotto varie forme; sembra che la fede in entità sovrannaturali e malvagie sia radicata quanto quella in entità benefiche ed entrambe siano del tutto istintive negli esseri umani. I Babilonesi avevano i sette diavoli Maskim, corrispondenti malefici delle divinità benefiche dei sette pianeti astrologici; gli Egiziani temevano i demoni capeggiati da un dio che aveva il volto sul retro della testa; gli Arabi avevano i demoni Ghoul, che si nascondevano per tendere trappole alle vittime. Anche se può sembrare incredibile, ancora nel nostro secolo sopravvivono culture che credono che non esista la morte naturale, ma che essa sia sempre causata da entità malefiche soprannaturali.

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Autore: Devon Scott
Messo on line in data: Novembre 2004
Il testo è tratto da Tradizioni perdute di Devon Scott, edizioni Lunaris.