LE PIANTE DEL FASCINO di Devon Scott

Le piante del fascino. Sane, belle e attraenti con l’alchimia verde di DEVON SCOTT
Edizioni Aradia, Brescia, 2009, 190 pagine, illustrazioni B/N di Elda Katia Damiani, Euro 16,00
www.aradia-edizioni.it

 


Nell’Introduzione del nuovo libro di Devon Scott, edito da Aradia Edizioni, leggiamo:

Ha senso parlare di fascino oggi se ogni donna, purché abbia il denaro per farlo, può rivolgersi a un chirurgo estetico e correggere i propri difetti fisici, accorciare e raddrizzare nasi, spianare rughe, arrotondare curve inesistenti, gonfiare labbra… secondo la moda del momento o i gusti personali?

A leggere questo il suo libro, la risposta sorge chiara e precisa: “Sì, perché il fascino è una dote con cui si nasce”. Se il fascino è una qualità di cui Madre Natura ci fa o meno dono, noi donne abbiamo diverse possibilità di accrescere il nostro potere seduttivo, anche senza dover ricorrere a costosissimi e martorianti interventi chirurgici. Il nuovo libro di Devon Scott è uno di quegli strumenti che ognuna di noi dovrebbe avere sulla propria scrivania o sul proprio comodino, perché è un vero e proprio vademecum per ristabilire l’equilibrio e l’armonia non solo del corpo, ma anche della mente. Senza aver la pretesa di sostituirsi ai tomi di medicina, Le piante del fascino è uno scrigno che racchiude diverse perle di saggezza antica e infiniti rimedi per ogni singolo e peculiarissimo caso. Anche quelli più disperati, come le agée dei francesi (che l’autrice traduce simpaticamente come “vecchie carampane”), vi troveranno utili consigli per ricrearsi e/o tirare fuori la propria vera natura.
Devon Scott, infatti, sottolinea più volte l’importanza di amarci per quello che siamo:

Le persone timide e insignificanti che all’improvviso esplodono rivelando tutto il loro ascendente sugli altri – scrive – erano già affascinanti prima … semplicemente le loro doti aspettavano soltanto l’occasione propizia per manifestarsi”.

E quale occasione è più ghiotta che trovare un libro in cui sono raccolte ricette per aiutare la nostra bellezza interiore a trasparire in quella esteriore?

Il percorso proposto è un viaggio alla ricerca di sé, nella conoscenza del nostro corpo e del nostro spirito, accompagnate dalla voce saggia di un’autrice che abbiamo già imparato ad amare con i suoi I giardini incantati e Podomanzia. È una esplorazione profonda delle diverse sfumature del sé volta alla reintegrazione degli anelli disgiunti, che spesso comportano stati di malessere che si ripercuotono sul nostro aspetto esteriore.
Ritrovare se stesse significa tener conto di tre punti salienti, che l’autrice traccia come: (1) recupero della salute e della forma, poiché il benessere psico-fisico è fondamentale per riuscire a comunicare armonia ed equilibrio; (2) cura e rispetto della nostra parte giovanile, per creare un’immagine esterna che, seppur naturale e non fasulla, collimi con il nostro “bambino” interiore; (3) utilizzo di mezzi magici per aiutarci nei periodi di maggiore sconforto e per stimolare il nostro potenziale interiore a venir fuori.

La prima parte del libro è dedicata alla “medicina occulta”, ovvero a quelle forme di medicina alternativa che si basano sul riconoscimento dell’analogia tra la struttura del corpo del mondo e la struttura del corpo umano. Essa si divide in: medicina alchemica, medicina antroposofica, medicina astrologica, medicina degli elementi, medicina dei sacri nomi, medicina ermetica, medicina gnostica, medicina sciamanica e medicina vibrazionale. Concetto di base di questo approccio alla malattia è che l’uomo non va curato solo nel sintomo e/o esclusivamente nell’aspetto fisico, ma nella sua interezza di corpo, anima e spirito. Questo non vuol dire che la medicina occulta ignori l’efficacia di medicinali tradizionali, anzi, Devon Scott ammonisce:

Non sarebbe logico pensare che tutti gli incidenti e le malattie che ci capitano abbiano una genesi ‘occulta’; quasi sempre ci sono più cause concomitanti… però ci sono organi e apparati che si ammalano molto spesso al verificarsi di situazioni psicologiche o esistenziali particolari”,

e non disdegna di consigliare un buon antibiotico in caso di patologia grave, a cui magari far seguire un rimedio “dolce” nel periodo di convalescenza. Illustra infatti le “cure dolci” a cui ricorrere in caso di malanni lievi e passeggeri, quali l’aromaterapia, la cromoterapia, la floriterapia e la gemmoterapia.

Ognuna di queste voci verrà in seguito richiamata nella parte dedicata ai disturbi specifici, che si divide in: Ansia e disturbi del sonno, Apparato digerente, Apparato respiratorio, Bocca, Cistite, Collera, Cuore e Circolazione, Dermatiti, Gonfiore addominale ecc. fino ad arrivare all’elenco delle piante citate. Per ogni disturbo, l’autrice indica uno o più rimedi secondo i diversi tipi di cure dolci, a cui abbiamo accennato poc’anzi. Scopriamo, così, che in caso di cistite, secondo la fisiologia occulta vuol dire che qualcosa ha fatto crollare le nostre difese immunitarie a causa di risentimenti o pensieri rimuginanti, ad esempio, verso il nostro partner. In caso di rabbia verso il nostro compagno, la cistite è un’ottima soluzione “inconscia” per tenerlo lontano negandoci a lui nella sfera sessuale. La fitoterapia allora ci verrà incontro con la pappa reale, un vero antibiotico naturale, che Devon Scott suggerisce di consumare sotto forma di tavoletta sotto la lingua, mezz’ora prima della colazione. Qualora preferissimo invece rivolgerci all’aromaterapia, potremmo assumere 5 gocce di olio di sambuco prima dei due pasti principali. La nostra pianta di sostegno sarebbe il tarassaco, da portare in un sacchetto bianco all’altezza dell’ombelico. Tra i fiori Deva, invece, la fucsia ci aiuterebbe a risolvere i conflitti legati a sentimenti repressi. I colori da indossare nei periodi in cui siamo affette da questo fastidioso disturbo sono il verde e il giallo; mentre le pietre adatte sono il quarzo citrino o l’opale.

Si apre la seconda parte, tutta orientata alla bellezza fisica in quanto tale. E qui, signore mie, c’è di che deliziarsi: dalla cura delle parti superiori del corpo (viso e capelli), si passa a quella delle parti inferiori, e qui i suggerimenti e le ricette sono davvero infiniti. Decotti, tonici, maschere di bellezza per stendere le rughe o per ridurre quella fastidiosissima ritenzione idrica che non vuole andar via dalle nostre gambe; dalle miscele tonificanti alle erbe da utilizzare per coadiuvare uno stile alimentare sano. Una chicca per tutte: il Tonico della regina d’Ungheria, la lozione antirughe più famosa della storia erboristica, usato dalla regina Isabella per avere una pelle talmente levigata e vellutata che il re della Polonia si innamorò di lei al primo sguardo.

Ed eccoci alla terza, appetibilissima parte, dedicata all’Alchimia Verde: secondo la medicina spagirica, l’uomo sano è un microcosmo dotato di un perfetto equilibrio di forze, mentre l’uomo malato è un microcosmo in cui le energie si trovano in condizione di squilibrio e vanno stabilizzate. Sulla base di questo presupposto, l’autrice ci aiuta a crearci una vera e propria erboristeria casalinga illustrando la maggior parte dei tipi di erbe e piante per fini curativi e indicando, per ognuna, le caratteristiche, i tipi di energia in essa racchiusi e… l’utilizzo magico. Avete sentito bene: rituali e incanti per dedicare a noi stesse un po’ di tempo e coccolarci con la magia. Imparerete così a creare cuscinetti e sacchetti di erbe da annusare al momento opportuno o portare sempre con voi, piccoli amuleti tratti dalla Natura per proteggere voi e l’ambiente circostante, infusi e decotti per ridonare luce al vostro sguardo e circondarvi di un misterioso alone lunare. Sulla stesa scia, segue il Pronto soccorso Guai: ogni ingrediente viene analizzato in base alle sue corrispondenze, alla sua azione e all’utilizzo da farne. Qualche esempio: il timo, pianta di Marte e di Venere, si collega all’elemento Aria ed è idoneo per i nati sotto il segno della Bilancia. Crea una barriera esterna e protegge da invidie ed energie sfavorevoli. Il suo infuso protegge soprattutto dagli attacchi volti a colpire la salute, mentre le sommità fiorite allontanano larve e spiriti malvagi.

A corredo di questo magico libro, una copertina molto bella e delle deliziose illustrazioni! E, come se non bastasse, il libro si conclude con un’interessante Appendice che si divide in: note pratiche di erboristeria, la raccolta delle piante, la conservazione delle piante, preparazioni con le piante, le conservazioni spagiriche. Una raccolta di suggerimenti e insegnamenti generici da approfondire con uno studio accurato di tutto il resto del libro. Perché questo non è soltanto, lo scoprirete, un libro da leggere, ma un gioiellino da trattare con cura: aprite la prima pagina e ve ne accorgerete, siete già sulla buona strada per ritrovare il vostro FASCINO! (Recensione di Titti Fumagalli)

 

Devon Scott è studiosa di folklore e tradizioni magico-iniziatiche dell’Europa Occidentale e dell’area mediterranea. Ha tenuto conferenze, corsi e seminari in Italia e all’estero, collaborato con riviste e siti web, partecipato a programmi televisivi di informazione e didattici.
Ha pubblicato Tradizioni Perdute, 2001, edizioni Lunaris; I giardini incantati. Le piante e la magia lunare, 2006, edizioni Venexia; Podomanzia. Il cielo sotto di noi, 2008, edizioni L’Età dell’Acquario; Le piante del fascino. Sane, belle e attraenti con l’alchimia verde, 2009, edizioni Aradia; Il cerchio di fuoco. Leggende, folklore e magia dei Celti, 2009, edizioni L’Età dell’Acquario; Almanacco. Il tempo della Magia, 2012, edizioni Spaziofatato, e Le Porte della Luna. Magia del Femminile, 2013/2015, edizioni Spaziofatato.
Ha inoltre tradotto e curato L’Homme Rouge delle Tuileries di Paul Christian, edizioni Venexia.
Per saperne di più sull’Autrice, leggete la sua scheda biografica.
Leggete anche la sua Intervista.

 

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Commento di Erika (Sesto San Giovanni)
Bellissimo! Mi è piaciuto particolarmente dove parla della nostra ricerca dell’anima gemella, che se non ci innamoriamo della persona giusta passiamo la vita a sentirci soli. Un libro facile da leggere per lo stile semplice e spiritoso, ma molto profondo. E quanti consigli per stare bene e per sentirci belle!!!

Commento di Paola ed Emanuela (Gruppo di Torino)
Vorremmo lasciare la nostra recensione a questo libro sul fascino che ci ha affascinate tutte: ricco di indicazioni sulla salute (eccezionali le note di fisiologia occulta), la bellezza (ricette non costose e neppure troppo difficili, che ci fanno sentire un po’ alchimiste) e la magia (non conoscevamo niente dell’energia segreta delle piante), non pensavamo riuscisse a superare il meraviglioso Giardini Incantati, invece l’autrice ci ha stupite ancora una volta. Un grazie speciale da Chicca e Rita di Moncalieri per l’olio di erisimo, che l’autrice ha donato in un suo seminario, e che finalmente ci ha dato il coraggio di parlare e di sbloccare la nostra vita, dopo tanti anni. GRAZIE!!!

Commento di Rossella Bruni (Milano)
La recensione prima della mia ha descritto egregiamente questo splendido libro, l’ennesimo e meraviglioso saggio di una scrittrice che ti fa innamorare sin dalla prima pagina. Ti fa innamorare della sua scrittura brillante e sagace, della forma quindi, ma anche e soprattutto del contenuto dei suoi libri, sempre così dediti al recupero delle tradizioni umane antiche. E’ ad autrici come questa che devo il mio percorso di crescita interiore che va di pari passo con quello di riavvicinamento e conoscenza di Madre Natura. Già col suo magnifico I giardini incantati avevo imparato a riconoscere le erbe, a utilizzarle e piantarle per crearmi un seppur piccolissimo giardino segreto. Con questo nuovo saggio ho sentito di riavvicinarmi a me stessa e vi ho rinvenuto utilissimi suggerimenti per reintegrare corpo, spirito e magia. Le piante del fascino non è uno dei soliti libri sull’uso delle erbe medicamentose, è esimio rappresentante e voce della medicina occulta. Non sapete cos’è la medicina occulta? Allora leggete il libro e scoprirete quali meraviglie essa nasconda (molto bella la differenziazione tra medicina ermetica, alchemica, sacra ecc., ma tutto rientra in quell’approccio alla malattia che vede l’uomo non come disintegrato in una miriade di sintomi da tenere a bada e controllare, ma come vera e propria cellula dell’universo di cui facciamo parte, spirito e corpo assieme). Le piante del fascino è un libro di erboristeria sacra, più e oltre che magica, ma è anche molto di più. Io sono sempre più convinta che per conoscere noi stessi dobbiamo conoscere innanzi tutto ciò che ci circonda, sono convinta che la natura sia specchio dell’uomo e viceversa, sono convinta che la dea ci abbia donato tutto ciò di cui abbiamo bisogno per prenderci cura di noi e ci permette, quando lo vogliamo e quando ci poniamo in ascolto, di condividere le sue magnifiche energie. Ecco, questo libro ci insegna COME FARE!

Commento di A. Aries
Una tavola di nero onice apre al mistero dei misteri… l’Opera IV.
‘Folte, lunghe, fulve chiome, che il raggio benevolo di Helios rischiara in una perfetta sintonia di fiori, rosa mistica, ed un punto di fuga, in cui la natura tutta contempla allo spirito osservator. Ella, ha tra le esili mani uno specchio, ove trasfusa è la sua mente, sguardo assorto, rapito, come in altra occulta dimensione, misteriosa eterea realtà. Fiori, sentori preziosi, colori passionali, ed un fuoco che aleggia come un sacro messaggio, tra le reverende pennellate di un antico maestro d’arte, Gabriele Rossetti’. Ogni cosa appare, respira l’alone, l’aura di un remotissimo tempo che, forse, non si è del tutto smarrito, ma necessita della saggia Cerca. Con questa deliziosa immagine, o meglio pittura, s’apre la nuovissima opera di Devon Scott, Le piante del fascino, per la Aradia Edizioni. L’attenzione del lettore è subitamente catturato dalla copertina del testo. Un nero profondo, cupo, ma d’intensa luminosità fa da sfondo e cornice al sublime dipinto di Rossetti, che con tratti di alta maestria, gentili pennellate, colori di un trascorso ottocento, ha saputo ricercare ed immortalare lo sguardo gaio e soave, nel contempo quasi mistico, di una damigella. Il volto, le linee, la parvenza, sono di un sottile fascino, ed ella, quasi è trasfusa nello specchio – l’ars regia -, nella sua stessa immagine. Promana come nebbia, nel contempo, un silenzio che parla del mistero magico del mondo. Di un parallelo piano, altrove luogo in cui convivono, felicemente, in armonia fate, folletti, alchemiche ricette di piante sempre verdi. Nello specchio cesellato, la fanciulla del Rossetti, non rispecchia narcisticamente sua beltà, ma, ella osserva, vede, ammira in quell’argenteo riflesso di luna, la porta dello ‘scrigno’ dell’antica ‘sacra scienza’. Quella stessa conoscenza che, presumibilmente, i re Magi di Caldea, nella notte dei tempi e delle tenebre, dall’Oriente condussero in tutto l’Occidente, per le vie più recondite e nascoste.

L’autrice Devon Scott, svela, rivela, rende accessibile alla cultura, al mondo iper-tecnologico, disattento, sfuggente, frenetico, la tradizione profonda di remotissime ricette – 29/66 – segreti posseduti dai nostri avi, secondo le varie culture, e civiltà. Un dettagliato elenco di nomi di piante, comuni e botaniche – 67/70 – permette di meglio addentrarsi, e comprendere l’intrinseca ‘natura’ dell’opera che, fondamentalmente, attinge dalla verde linfa, per definire la ‘Medicina occulta’ – 15/28 – . Fiori, alberi secolari, piante conifere, officinali, rappresentano, e sono, in sostanza, il vero rimedio per risanare, rinverdire situazioni, condizioni, stati dell’animo umano che permangono come intrappolati nella sottile rete del dolore, o dell’insoddisfazione personale. Non un miraggio, dunque, ma concretamente un ‘ascoltare’ le voci, l’eco della natura che induce al rispetto della medesima, e di tutte le creature. Forse, anche il dolore, la tristezza, la malinconia provata dagli umani – cui sottostanno quasi dominati, a simili, negativi stati d’animo, e di sentimento- può derivare da uno scarso, o del tutto privo contatto con la terra, le piante, con un non saper udire l’eco d’amore, di energia che gli alberi gridano al creato tutto.
Alle ‘madonne’ del nostro tempo, Devon Scott rimanda i consigli più genuini, pratici, semplici e profondi, che alla natura nella sua globalità guardano, immergendovisi tra alchimia, magia, e medicina – 113/156 –

Perle, saggezza, gemme preziose di un tesoro d’inestimabile valore. Poiché è a ‘Madre Natura’ che si richiama evocandone tutte le occultate magie, misteri, segrete scienze. Le stesse, che i petali magnifici, profumati di una rosa, di un mughetto, di un papavero, di un giglio racchiudono gelosamente nelle loro infrastrutture chimiche, alchemiche. La natura è una complessa, ardua geometria. Troppo spesso impenetrabile, gelosa, irraggiungibile, incomprensibile, se non mediante un nodo di lettura che dispone al possibile varco per l’antro della Sibilla. Sovente, in vero, irraggiungibile al pari di una foresta intricata, serrata come una fortezza inespugnabile è la natura in tutta la sua espressiva bellezza. La natura è il primo miracolo della creazione divina, la prima tangibile espressione del suo sommo Creatore, l’Onnipresente. Devon Scott, tuttavia, ha trovato la chiave di volta, la chiave aurea, per aprire il forziere dei misteri, e con meticolosa scienza, esperienza, propina l’arte delle arti, della bellezza secondo natura – 71/110 – racchiudendole all’interno, e tra le righe del suo libro. Dove si trova il vero fascino? Cos’è in concreto, il fascino? La bellezza? L’arte di riportare l’armonia e l’ordine, là dove regna unicamente il caos? Questa è l’opera dell’autrice. Può una quercia secolare esser provvido rimedio per molti mali? Ed il timido mughetto saprà lenire le pene d’amore? La lavanda infondere sonni sereni, tra le braccia di Morfeo?

Quale ruolo possono avere gli elisir, gli oli essenziali – 127/ 156 – quando il mondo sembra osservare l’animo umano con tutta la sua indifferenza? Teoria e pratica, armonicamente condividono l’intensità di una florida natura che avvolge nelle sue spirali fiori multicolori, piante dai mille sentori, legni odorosi, oli vitali!
Può la natura tutta, che spazia sotto il cielo, che si racchiude in un cosmogonico universo, trasmutare il soggetto umano, femminile in primis?
Per sciogliere l’arcano, apriamo il contenitore delle meraviglie, e con infinita umiltà volgiamo la luce dei nostri occhi in quello specchio che, la verità tutta riflette. Il sole, la luna, le stelle la vita ci appaiono in una danza cosmica. Ordine, armonia, sono come una celestiale musica che il cuore diletta, dissetandolo della linfa verde che fin nelle nostre vene dell’anima scorre. Devon Scott ci dona la fucina, ove vengono forgiate le armi della seduzione, del fascino, della bellezza, purchè queste vengano, poi, temprate al fuoco dell’umiltà, della compassione! E… intanto, nella radura incantata, danzano alla diafana Selene, innocenti fanciulle. Capelli color dell’ambra, mirto ed edera intrecciate alle loro caviglie. Fiori di pesco, glicine, giglio coronano i loro candidi colli. Sono, forse, le fate dell’aurora, o le streghe del crepuscolo? La bella Morgana, o l’oscura Melusina?